Ecco Sofia underground: un suggestivo percorso sotto alla Basilica porta due millenni indietro nella storia

images/stories/bulgaria/Sofia_SantoSofia09.jpg

Giovanni Bosi, Sofia / Bulgaria

C’è una Sofia underground preziosa e imprevedibile, emozionante e ricca di misteri ancora da svelare nella loro interezza. A metri di profondità c’è la storia di un luogo che ha molto in comune con tante città italiane, per essere stata allo stesso modo cornice di capitoli importanti dell’espansione dell’impero romano. Ma anche della spiritualità dei suoi abitanti. E inevitabilmente l’archeologia diventa un motivo in più per scoprire la capitale della Bulgaria sulle tracce dell’antica Serdica. Con non poche sorprese.

 

(TurismoItaliaNews) Santa Sofia, lo dice il suo stesso nome, è per antonomasia il simbolo della capitale bulgara e l’espressione dei suoi valori più intimi. Passeggiare di notte lungo le sue mura a corsi regolatori di mattoni della seconda più antica chiesa della città, dà la possibilità di apprezzarne, nel silenzio, quella grande spiritualità che da secoli emana. Il luogo su cui sorge non è casuale. Come accade quasi sempre per edifici sacri di questo spessore, la basilica risale al IV-VI secolo ed è cresciuta al di sopra di strutture preesistenti. Ma soprattutto su quella che era la necropoli della città romana di Serdica. E qui si apre un capitolo affascinante, perché ormai ci si è resi conto che scavando saltano fuori un po’ ovunque vestigia e reperti di epoca antichissima. Le autorità di Sofia ne hanno ben compresa l’importanza e da anni sono ormai impegnate in un’azione di valorizzazione che punta a tutelare e promuovere i luoghi con interventi impegnativi e soluzioni architettoniche di grande interesse.

Per rendersene conto basta visitare il museo open-space sorto a ridosso della stazione della metropolitana “Serdica” (nome che individua il punto centrale dell’antica città) realizzato in Boulevard Knyaginya Maria Louisa con il cosiddetto progetto “Sofia Largo” (il complesso degli edifici degli anni '50 che ospitano il governo bulgaro, la Presidenza della repubblica, gli uffici del Parlamento e la Corte Costituzionale) oppure addirittura il moderno “Arena di Serdica”, l’hotel cinque stelle lusso che ospita uno dei tesori più preziosi della capitale: i resti dell’Amphiteatrum Serdicense, l’Anfiteatro romano dell’antica Serdica, risalenti al III-IV secolo e tornati alla luce nel 2004 durante gli scavi per la costruzione della struttura ricettiva. Serdica era la capitale della provincia orientale di Dacia Mediterranea, parte del Grande Impero Romano.

Tuttavia il sancta sanctorum di tutto questo è la necropoli rinvenuta e resa fruibile grazie ad un percorso di visita molto suggestivo, al di sotto della basilica di Santa Sofia, intesa come Divina Saggezza. Per vederlo si scende di alcuni metri rispetto all’attuale quota del piano stradale, non prima però di aver apprezzato le peculiarità artistiche della chiesa monumentale, considerata una delle testimonianze più preziose di architettura antica cristiana nell’Europa sudorientale, con pianta a croce greca, risalente al primo periodo bizantino. Addentrarsi nelle sue navate e soffermarsi davanti alle tante opere d’arte che l’adornano - i pregiati ornamenti del pavimento a tema flora e fauna, le icone che raffigurano tra l’altro una giovane figura di Cristo seduto su un arcobaleno, santi storici come San Giorgio e San Vladimiro - è un’esperienza che conquista.

Si è quindi pronti per scendere la piccola scalinata che porta nella pancia della terra di Sofia e all’improvviso ci si trova proiettati indietro nel tempo di quasi duemila anni. Il museo sotterraneo della necropoli del IV secolo presenta i resti delle tre precedenti chiese, un antico tempio cristiano, decine e decine di tombe datate fra il III-V secolo dC (tra le quali c’è la Tomba di Onorio, un cittadino di Serdica sepolto alla fine del V o all’inizio del VI secolo), mosaici e manufatti risalenti all’epoca bizantina e romana che si possono ammirare in diversi livelli sotterranei. Per chi arriva a Sofia, una visita alla necropoli è un must e il numero dei visitatori è in aumento, a dimostrazione del crescente interesse sviluppatosi a seguito dell’azione di promozione avviata dall’Amministrazione di Sofia. Il Comune ha recentemente dato il via all’adeguamento antisismico della chiesa per tutelarla dagli effetti di movimenti tellurici che anche qui si fanno sentire.

Questo di Santa Sofia è il primo museo archeologico sotterraneo della Bulgaria e da 15 anni sono in atto interventi di tutela e conoscenza sulle strutture; il ritrovamento di altri reperti oggi sconosciuti è quasi certo. La visita dura circa mezz’ora, è possibile avere la visita guidata in lingua inglese a partire da una presentazione multimediale che illustra la conformazione della necropoli e il suo sviluppo.

Per saperne di più

 

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...