Lazio, sulle tracce dei Farnese: i misteri della torre dell’orologio di Marta e il mito della bella Giulia amante del Papa

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Giovanni Bosi, Marta / Lazio

E’ la signora incontrastata del paese, ne domina lo skyline e consente un magnifico colpo d’occhio sul lago su cui si affaccia. Eppure, a secoli di distanza, nasconde ancora oggi molti misteri sulla sua reale funzione. E’ la torre dell'orologio di Marta, uno fra i più bei comuni lacustri dell’alta Tuscia viterbese, nel Lazio, con un'estensione di 23,5 kmq. Porzione di lago compresa. E poi c'è la storia della bella Giulia Farnese...

 

(TurismoItaliaNews) La particolare posizione tra la riva del lago e il fiume che porta lo stesso nome della cittadina, unico emissario del lago di Bolsena, Marta si rivela subito un luogo dotato di grande fascino, con il centro storico di epoca medievale davvero suggestivo, con scalinate esterne, archi, nicchie, angoli caratteristici, bellissimi scorci sul lago, vicoli e piazzette. E di certo l’attrazione maggiore è questo mastio del castello - la torre dell'orologio – che continua a destare interrogativi sul suo effettivo ruolo. “Sicuramente torre di avvistamento e di difesa – spiegano a Marta - per alcuni anni fu anche prigione terribile per chierici che si erano macchiati di gravi reati contro la chiesa”.

Oggi, in tutta tranquillità, si può salire sulla sommità, dalla quale si ammira il panorama mozzafiato dello splendido lago di Bolsena. La torre è stata oggetto di studi, ricerche, valutazioni, ipotesi: va detto subito che non esistono fonti certe circa la data di costruzione, né si conoscono le maestranze che vi lavorarono. Nel Medioevo Marta è stata teatro di vicende storiche turbolente che portarono all’alternarsi di diverse signorie, con conseguenze spesso drammatiche quali distruzioni e violenze, cui seguirono ricostruzioni e riedificazioni sia del borgo sia della rocca. Del resto alle vicende di Marta si intrecciano quelle epiche dei Farnese, la potente dinastia del Rinascimento che ha governato il Ducato di Parma e Piacenza dal 1545 al 1731, e il Ducato di Castro dal 1537 al 1649. Il solo citare i nomi dei suoi appartenenti alla famiglia evocano pagine di storia incredibili, legate anche alle sorti del Papato: papa Paolo III, Alessandro Farnese, Elisabetta Farnese e Giulia Farnese, amante di papa Alessandro VI.

A due passi da Marta c’è Capodimonte con la sua Rocca in posizione preminente sul grazioso borgo sulla sponda occidentale del lago di Bolsena. Proprio a Capodimonte è legata la triste vicenda amorosa della bella Giulia Farnese, sorella di Paolo III: “nata molto probabilmente nella Rocca – raccontano a Capodimonte - fu data in sposa, giovanissima, ad Orsino Orsini conte di Pitigliano. Giulia La Bella, come veniva chiamata, era però follemente innamorata del cardinale Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI e ne divenne l'amante segreta. Rodrigo, ormai vecchio, morì dopo pochi anni. Una leggenda narra che lo spirito della fanciulla, nelle notti particolarmente fredde, emerge dalle acque del lago, afflitta ed inconsolabile”.

E torniamo allora alla Torre di Marta, perché sull’antica torre ottagonale è ancora collocata a sigillo del potere farnesiano l’impresa araldica con il liocorno rampante, i gigli farnesiani e le iniziali di Ranuccio il Vecchio, che controllava il borgo per conto della potente famiglia sia attraverso il matrimonio con Agnese Monaldeschi, sia a seguito di ripetute concessioni in vicariato da parte della Chiesa. Le caratteristiche tecniche e costruttive della torre dell’orologio sono importanti e destano ammirazione per l’imponenza che donano alla struttura: alta circa 15 metri, ha una massiccia base tronco piramidale a pianta quadrata priva di aperture. La base ha il lato di 10 metri e un'altezza di 7 metri; alla sommità c’è una corona di 32 mensole di pietra infisse nella muratura che servono di appoggio ad altrettanti archetti su cui poggia il parapetto rifinito in peperino. Le mensole sono originali, gli archetti e il parapetto sono stati ricostruiti nei recenti lavori di restauro.

Sul piano di copertura si innalza un torrino ottogonale di 2,50 metri di altezza. Al di sopra, un supporto di ferro sostiene le due campane che completano l'orologio. Si accede alla torre mediante una scala in ferro e peperino che conduce all'ingresso posto sul lato sud; è su questa parete che campeggia il bassorilievo in marmo con l’insegna araldica della famiglia Farnese. L'interno della torre presenta un ingresso e tre piani collegati da una scala di pietra e poi da scale di ferro e legno. La copertura dell’ultimo livello costituita da una volta a crociera con archi a sesto acuto con costoloni di pietra. Altri indizi che legano il borgo ai Farnese, è lo stemma in travertino di Papa Paolo III incastonato sulla facciata del Palazzo comunale costruito nel 1927 e saltato fuori durante i lavori di demolizione del precedente palazzo municipale; operazione che ha pure portato alla modifica dell’antica "Porta Grande della Strada della Marta" che immetteva nel centro storico e che venne sostituita dall’attuale portico. L’arco di pietra che la contornava è oggi visibile al n.141 di via Laertina.

Al periodo del controllo Farnese si deve anche la realizzazione della facciata del santuario della Madonna del Monte, in posizione privilegiata, appena fuori dal centro abitato, su un colle che domina il paese e il lago. La facciata presenta semplici forme romaniche, realizzata in pietra locale della cava di San Savino e in prossimità del margine superiore si trovano tre stemmi a bassorilievo con il giglio dei Farnese tra le lettere "P" ed "E".

Perdersi nei vicoli del castello di Marta è assolutamente piacevole, magari prima di sedersi a tavola per gustare il delizioso pesce che fornisce il lago di Bolsena. Non si deve infatti dimenticare che Marta è uno dei pochi centri dell’Alto Lazio ad avere una significativa attività economica legata alla pesca e principalmente al commercio del pesce. In questi ultimi anni, la cittadina è diventato un centro primario di smistamento ittico e la presenza, da un lato di una fiorente attività economica e, dall’altro di grandissime potenzialità di sviluppo nel settore turistico, oltre al naturale fabbisogno abitativo, commerciale ed artigianale, ha spinto l’amministrazione comunale a dare risposte concrete con interventi mirati e di grande impatto, come il nuovo porto e il centro visite turistiche, che ha dotato Marta di un punto di accoglienza turistica all’altezza della situazione.

 

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