La più grande collezione di sarcofagi antropoidi del mondo è a Beirut: ecco lo straordinario Museo Archeologico dell’American University [VIDEO]

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Giovanni Bosi, Beirut / Libano

Chi ama la storia e a maggior ragione l’archeologia, non può perdersi una visita al Museo Archeologico dell’American University di Beirut. Chiuso durande la guerra civile libanese, questo contenitore culturale nel cuore della città, nei pressi dell’ex linea di demarcazione, oggi è interamente fruibile e presenta reperti straordinari, come la più grande collezione di sarcofagi antropoidi nel mondo. Siamo andati a vedere.

 

(TurismoItaliaNews) Anjar, Baalbek, Byblos, Tiro, la valle santa di Ouadi Qadisha con la Foresta dei Cedri di Dio (Horsh Arz el-Rab), sono luoghi-simbolo del Libano: la storia che raccontano e la bellezza dei luoghi hanno indotto l'Unesco ad iscriverli nella Lista dei Patrimoni dell'umanità. Hanno infatti saputo conservare e poi restituire nel corso del tempo testimonianze e reperti a dir poco spettacolari, conservati in vari musei del mondo, ma sicuramente protagonisti nel Museo Archeologico dell'American University di Beirut, fondato nel 1868, il terzo più antico del Vicino Oriente dopo quelli del Cairo e Costantinopoli-Istanbul: dai manufatti preistorici e protostorici, ad una collezione di gioielli, dal sarcofago di Ahiram ai sarcofagi antropoidi, da figurine in terracotta a mosaici e sculture romane.

La più grande collezione di sarcofagi antropoidi nel mondo è a Beirut: ecco lo straordinario Museo Archeologico dell’American University

La più grande collezione di sarcofagi antropoidi nel mondo è a Beirut: ecco lo straordinario Museo Archeologico dell’American University

La più grande collezione di sarcofagi antropoidi nel mondo è a Beirut: ecco lo straordinario Museo Archeologico dell’American University

I tre piani della struttura museale, con un allestimento pensato per attrarre e incuriosire il visitatore, valorizzano le tante opere d'arte custodite e conservate con cura anche quando il Paese era dilaniato dalla guerra civile, tra il 1975 e il 1990. Basti pensare che a poca distanza passava la Green Line, cioè la linea di demarcazione che separava Beirut ovest a prevalenza musulmana, dalla zona orientale a maggioranza cristiana.

Tutti i segreti della storia del Libano si ritrovano qui: i reperti più preziosi sono tornati alla luce nelle tombe dei re di Byblos o attraverso gli scavi archeologici effettuati nei templi, temporalmente collocati tra il XIX e il XVIII secolo avanti Cristo; poi i reperti del XIV secolo a.C., le testimonianze rinvenute a Sidone e risalenti al IV secolo a.C.; le opere di epoca romana, di una bellezza unica, come maschere funerarie, orecchini, anelli e braccialetti... Ma ci sono anche – e queste sono ancor più antiche – le collezioni del Paleolitico, arrivate a Beirut in particolare dalle grotte di Abou Halka e da Ksar᾿Aquil.

La più grande collezione di sarcofagi antropoidi nel mondo è a Beirut: ecco lo straordinario Museo Archeologico dell’American University

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Beirut, Museo Archeologico: sepoltura del Periodo CalcoliticoLa più grande collezione di sarcofagi antropoidi nel mondo è a Beirut: ecco lo straordinario Museo Archeologico dell’American University

Un patrimonio immenso quello del Museo Archeologico dell'American University di Beirut, con un valore aggiunto perché dopo la loro scoperta molti di questi reperti non erano mai stati proposti al grande pubblico o esposti solo raramente. E comunque non solo libanesi, ma anche provenienti da Siria, Cipro, Egitto, Palestina, Iraq e Iran. Così la scelta di collocarli permanentemente ha reso disponibili al mondo, per ammirarli ma anche per lo studio e l'approfondimento, una serie straordinaria di opere dell'ingegno e della creatività umana che parlano del loro tempo e della storia di un territorio che ha sempre avuto un ruolo strategico nel Mediterraneo. Basti pensare ai Fenici, conosciuti per le loro abilità commerciali e di navigazione.

Se la bellezza impera al pianterreno e al primo piano, lo stupore è assicurato da quanto in mostra al piano seminterrato, come un premolare di 70.000 anni prima dell'era cristiana, appartenuto ad un Homo sapiens che viveva in questa zona; le mummie ritrovate nella Valle Santa di Qadisha, corpi mummificati con indosso abiti ricamati in filo di seta; i sarcofagi fenici databili tra il sesto e il quarto secolo a.C. dell'antica Sidone. Questi ultimi sono di grande interesse in quanto raccontano il rapporto che esisteva con l'Egitto: i re di Sidone, Tabnit e Echmounazar dopo la campagna nel Paese dei Faraoni portarono a casa con loro sarcofagi egizi che diffusero questa “moda” artistica nella nobiltà, spinta a farsi scolpire sarcofagi nel marmo importato dalla Grecia: sarcofagi antropoidi a forma di casse da mummie. Con volti tutti diversi.

Il sarcofago di Ahiram, re dell'antica città fenicia di Byblos

Il sarcofago di Ahiram, re dell'antica città fenicia di Byblos

Un eccezionale documento per i rilievi e l'iscrizione che mostra, è il sarcofago di Ahiram, re dell'antica città fenicia di Byblos, ritrovato nel 1923, sostenuto alla base da quattro leoni, con protomi a tutto tondo: la frase che corre sul coperchio e sulla cassa è considerata la prima forma conosciuta di maledizione in alfabeto fenicio e rappresenta il prototipo di tutti gli alfabeti. L'informazione che dall'antichità arriva ai posteri è che questo sarcofago fu realizzato per Ahiram dal figlio Ithobaal e ammonisce con molte minacce qualsiasi re o governatore che abbia intenzione di violarlo. Violazione che è puntualmente avvenuta: all'interno sono stati trovati vasi con il nome di Ramesses II e un avorio con decorazione ispirata all'arte micenea. I rilievi mostrano il re Ahiram seduto in trono fiancheggiato da sfingi, con una tavola imbandita, mentre una lunga fila di uomini e donne offrono omaggi.

Non mancano infine testimonianze del periodo islamico, con reperti e manufatti che vanno dal periodo omayyade (656 d.C.) all'Impero ottomano nel diciannovesimo secolo. E naturalmente la visita al museo non può prescindere da escursioni nei siti archeologici, uno più bello dell'altro, inclusa la grande foresta di Cedri del Libano nella valle santa di Ouadi Qadisha, nell'antichità particolarmente apprezzati per la costruzione di grandi edifici religiosi.

La più grande collezione di sarcofagi antropoidi nel mondo è a Beirut: ecco lo straordinario Museo Archeologico dell’American University

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
mail: direttore@turismoitalianews – twitter: @giornalista3

 

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