In Via dei Crociferi il Barocco straordinario di Catania (patrimonio Unesco): nel Convento delle Benedettine il “vocio silenzioso” degli affreschi

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Giovanni Bosi, Catania

Qualcuno lo ha definito un vocio silenzioso. E’ quello che sembra emanare dagli affreschi nella Chiesa Monumentale di San Benedetto a Catania, in quel percorso del tardo Barocco inserito dall’Unesco nel Patrimonio dell’Umanità. Le pitture sono firmate da Giovanni Tuccari, soprannominato “il fulmine della pittura”, che a cavallo tra Seicento e Settecento ha donato all’arte straordinari capolavori con i suoi colori. E il complesso delle Benedettine in via dei Crociferi è tra questi.

 

(TurismoItaliaNews) Via dei Crociferi a Catania è l’emblema del Barocco più bello. “Un tripudio di luce e colori disegnano le prospettive sempre nuove e cangianti della Chiesa di San Benedetto, cuore pulsante della spiritualità catanese” sottolineano gli esperti. E in effetti è così: l’antico monastero di clausura, fondato nel 1355 e ricostruito dopo il devastante terremoto del 1693, è davvero un trionfo del Barocco. Intanto già camminare lungo la via è un’emozione perché è come addentrarsi in un viaggio nel tempo, oltre che nella bellezza, con una sovrapposizione temporale di elementi che rende San Benedetto, ancor più intrigante e misterioso: una domus romana, il parlatorio settecentesco (dove Giovanni Verga ha ambientato il suo romanzo “Storia di una capinera”, portato sul grande schermo da Franco Zeffirelli), la scalinata degli angeli, gli affreschi.

In Via dei Crociferi il Barocco straordinario di Catania: nel Convento delle Benedettine il “vocio silenzioso” degli affreschi

In Via dei Crociferi il Barocco straordinario di Catania: nel Convento delle Benedettine il “vocio silenzioso” degli affreschi

In Via dei Crociferi il Barocco straordinario di Catania: nel Convento delle Benedettine il “vocio silenzioso” degli affreschiSiamo a due passi dal Teatro Romano: il punto migliore per arrivare in Via dei Crociferi, è l’imbocco da piazza San Francesco d’Assisi. L’Arco di San Benedetto sembra essere davvero la “chiave di volta” dell’intero percorso: si narra che sia stato costruito in una sola notte per collegare la badia grande a quella piccola. Proseguendo, sulla sinistra si coglie subito il maestoso complesso del monastero con la chiesa benedettina; poi di seguito la chiesa di San Francesco Borgia con il Collegio dei Gesuiti e, di fronte, la Chiesa di San Giuliano. Gli esterni lasciano intuire che il meglio si trova dentro…

La Chiesa di San Benedetto mantiene la premessa di scrigno prezioso: “Il turbinio di colori degli affreschi della volta e del catino è opera di Giovanni Tuccari, che con febbrili e rapide pennellate rivela le sue origini culturali legate alla città di Messina, dove nacque nel 1667 – ci spiega la nostra guida - si possono ammirare le storie del santo di Norcia e sei Allegorie che incorniciano il Trionfo di San Benedetto, nella sua tradizionale iconografia, in una composizione lieta e festosa. La sua pittura si fonde con l’architettura che diviene elemento unico e dominante. La fantasia di panneggi eleganti, visioni estatiche e nobiltà di atteggiamento mostra il gusto dell’epoca barocca e stupisce ancora oggi i contemporanei”.

In Via dei Crociferi il Barocco straordinario di Catania: nel Convento delle Benedettine il “vocio silenzioso” degli affreschi

In Via dei Crociferi il Barocco straordinario di Catania: nel Convento delle Benedettine il “vocio silenzioso” degli affreschi

In Via dei Crociferi il Barocco straordinario di Catania: nel Convento delle Benedettine il “vocio silenzioso” degli affreschiLa chiesa è parte integrante del monastero delle Benedettine del Santissimo Salvatore: oltre alle opere di Tuccari, sono presenti affreschi di Sebastiano Lo Monaco e Matteo Desiderato. Ad una sola navata, la volta è completamente decorata con scene della vita di san Benedetto, l’altare maggiore è impreziosito da marmi policromi con intarsi di pietre dure e diaspro siciliano, formelle in bronzo, lamine d'argento, inserti patinati in oro su cui troneggia la raggiera con al centro l'Agnello di Dio immolato posto sul libro sacro chiuso con i sette sigilli. Le formelle argentee dell’altare, attribuito a Giovanni Petrosino del 1789, raffigurano l'Ultima Cena alternate a due medaglioni; al centro la porticina argentea del tabernacolo raffigura Re Davide che suona la lira, sormontato da un elaborato tempietto coronato.

Ma la chiesa è celebre soprattutto per la scalinata degli Angeli, lo scalone marmoreo di ingresso adorno di statue raffiguranti alcuni angeli in gloria. La scalinata è cinta da una cancellata in ferro battuto e la porta d'ingresso in legno propone sulle formelle scene della vita di san Benedetto. Dopo la riedificazione conseguente al tragico terremoto di Val di Noto, l’edificio è stato parzialmente completato nel 1747 come attesta il millesimo sulla chiave della porta d'ingresso; il perfezionamento è avvenuto nel 1763 con i lavori del prospetto di Giovanni Battista Vaccarini e l’apparato pittorico e decorativo interno.

In Via dei Crociferi il Barocco straordinario di Catania: nel Convento delle Benedettine il “vocio silenzioso” degli affreschi

In Via dei Crociferi il Barocco straordinario di Catania: nel Convento delle Benedettine il “vocio silenzioso” degli affreschi

Il sito Unesco nel quale è inserito l’antico monastero di clausura è “seriale”, ovvero composto da più luoghi nella Val di Noto e cioè otto città della Sicilia sud-orientale: Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa e Scicli, tutte ricostruite dopo il 1693 accanto o nell’area di città esistenti al momento del terremoto di quell’anno, e insieme forniscono una testimonianza eccezionale del genio esuberante dell’arte tardo barocca. E’ stato in questa occasione che Catania ha acquisito la sua particolare qualità urbana, con al centro la splendida Piazza del Duomo e Via dei Crociferi, con la Badia di Sant’Agata, Collegiata, il Monastero benedettino e Palazzo Biscari.

 

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
mail: direttore@turismoitalianews – twitter: @giornalista3

 

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