Catastrofi naturali e recupero dei centri storici: Massa Martana in Umbria, un caso esemplare di valorizzazione

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Alfiero Moretti *

Il patrimonio storico culturale dell’Umbria, il tassello fondamentale del paesaggio che rende riconoscibile e riconosciuta in tutto il mondo la Regione, è rappresentato soprattutto dai centri storici. Un altro caso emblematico, frutto della cultura e dell’esperienza acquisita nella regione, è il caso di Massa Martana, interessata dagli eventi sismici iniziati in questa cittadina nel maggio del 1997 che poi nel settembre dello stesso anno proseguirono con ingenti danni al confine tra l’Umbria e le Marche. Ecco perché.

 

(TurismoItaliaNews) Le trasformazioni nei secoli dell’edificato, ancorato alle tecniche tradizionali e alla regola dell’arte, è stato tutelato nel dopoguerra dall’adozione delle nuove tecnologie costruttive, che avrebbero cancellato le radici dell’oggi e del domani. Per tale ragione la trasformazione dei centri storici deve essere mediata da una tutela programmata, anche e soprattutto attraverso una azione coordinata non limitata all’edificato ma anche al consolidamento di rupi e versanti che altrimenti il tempo avrebbe cancellato.

Catastrofi naturali e recupero dei centri storici: Massa Martana in Umbria, un caso esemplare di valorizzazione

Catastrofi naturali e recupero dei centri storici: Massa Martana in Umbria, un caso esemplare di valorizzazione

La Regione Umbria, fin dalla sua prima costituzione, con coraggio e lungimiranza ha affrontato, anche in occasione dei disastri naturali, il problema del consolidamento e  recupero del suo patrimonio storico, naturale architettonico ed artistico. Già nei primi anni settanta fu posta particolare attenzione al consolidamento di due movimenti franosi che stavano mettendo, da anni, a rischio le città di Todi ed Orvieto. Il parlamento nel 1978 approvò la legge n. 230 per la salvaguardia, attraverso il consolidamento e la manutenzione, delle rupi di Todi ed Orvieto che ha consentito di recuperare il patrimonio paesistico, storico, archeologico ed artistico delle due città e di promuoverne successivamente lo sviluppo socio-culturale. L’eccezionalità del provvedimento, frutto di larghe sinergie e di grande coesione culturale e politica, l’esemplare realizzazione degli interventi di bonifica, consolidamento e manutenzione straordinaria delle urbanizzazioni in un primo momento e poi dell’edificato nella fase successiva, hanno avuto il riconoscimento internazionale, tanto da essere indicati dall’Unesco come esempio di intervento globale di salvaguardia (Cultural Heritage).

Sulla scorta di questa esemplare esperienza la Regione Umbria ha attivato ulteriori interventi d’insieme, azionando di volta in volta, i tasti di leggi specifiche, o le risorse della ricostruzione post sisma, ovvero i fondi europei, Tra questi si possono citare gli interventi a Montone, a Loreto di Todi, ad Amelia ed alla cascata delle Marmore a Terni che avevano le stesse finalità ed obiettivi già perseguiti a Todi ed Orvieto. Un altro caso emblematico, frutto della cultura e dell’esperienza acquisita in Umbria, è il caso di Massa Martana, interessata dagli eventi sismici iniziati in questa cittadina nel maggio del 1997 che poi nel settembre dello stesso anno proseguirono con ingenti danni al confine tra l’Umbria e le Marche.

Catastrofi naturali e recupero dei centri storici: Massa Martana in Umbria, un caso esemplare di valorizzazione

Catastrofi naturali e recupero dei centri storici: Massa Martana in Umbria, un caso esemplare di valorizzazione

Nel caso di Massa Martana oltre al recupero del patrimonio edilizio pubblico e privato danneggiato dal sisma c’era da assicurare la stabilità del colle di uno dei centri più caratteristici dell’Umbria. La Regione Umbria, con una continuità di intenti che ha attraversato anni e amministratori, ha progettato ed eseguito fino alla sua conclusione un “imponente argine consolidante” attraverso il consolidamento e restauro della rupe, che  riveste i confini del nucleo storico del paese, come mura castellane, restituendole bellezza; un vestito nuovo per continuare a fare la storia. La macchina tecnica e amministrativa, a tutti livelli, da quello comunale a quello regionale e ministeriale, ha dato esempio di lodevole passaggio di consegne in questa azione coordinata di consolidamento e recupero.

L’abitato di Massa Martana presentava da tempo fenomeni di dissesto idrogeologico tanto da essere incluso tra i centri da consolidare con la legge n.445 del 1908. Nel novembre 1996 il Comune affidò ad un gruppo multidisciplinare l’incarico per la Progettazione Preliminare Generale degli interventi per il consolidamento della Rupe di Massa Martana. Il dissesto della rupe subì un forte aggravamento a seguito degli eventi sismici del  1997. Con Ordinanza Commissariale n.13 del 03.07.1997 fu approvato il Piano per gli interventi di emergenza e di prima sistemazione degli immobili di fruizione pubblica danneggiati e per il risanamento del dissesto idrogeologico e franoso in atto della rupe.

Catastrofi naturali e recupero dei centri storici: Massa Martana in Umbria, un caso esemplare di valorizzazione

Catastrofi naturali e recupero dei centri storici: Massa Martana in Umbria, un caso esemplare di valorizzazione

Catastrofi naturali e recupero dei centri storici: Massa Martana in Umbria, un caso esemplare di valorizzazione

La Regione Umbria si affiancò al Comune di Massa Martana incaricando lo stesso gruppo di progettazione affinché aggiornasse il progetto preliminare e redigesse un primo stralcio esecutivo per il consolidamento del colle, nominando nel contempo un Consiglio Scientifico affinché supervisionasse il complesso Progetto di Consolidamento. Anche sulla scorta delle indicazioni del Consiglio Scientifico dell’Osservatorio Regionale sul Dissesto Idrogeologico, sono stati posti in essere una serie di stralci esecutivi, basati sulle disponibilità finanziarie resesi disponibili nel corso degli anni; ad oggi sono stati eseguiti nove stralci per una spesa complessiva di 36 milioni di euro. Al termine dei lavori durati circa venti anni si è proceduto alle definitive consegne del bene al Comune di Massa Martana, dotandolo anche degli strumenti di monitoraggio capaci di valutare l’efficacia degli interventi eseguiti nel tempo.

Tutte le attività messe in campo per il consolidamento della rupe e per la ricostruzione del centro storico della città presentano un elemento innovativo e determinante, rispetto ad altri interventi simili, per un risultato di qualità, che dialoga in un contesto di unicità e bellezza come il nucleo urbano storico di Massa. L’innovazione è rappresentata da una “ricostruzione integrata”, che è scaturita da una programmazione snella, definita dalla legge n.61 del 1998, attraverso l’introduzione di un nuovo strumento denominato “Programma Integrato di Recupero” (Pir), con possibile valenza urbanistica. Un approccio pragmatico per un processo di ricostruzione che necessita di tempi brevi di elaborazione ed approvazione che purtroppo non si conciliano con l’utilizzo della  strumentazione urbanistica tradizionale. Attraverso la predisposizione, approvazione ed attuazione del Programma Integrato di Recupero si è riusciti a coordinare unitariamente il consolidamento del colle, la ricostruzione dell'impianto infrastrutturale delle varie opere di urbanizzazione, complete delle pavimentazioni, il recupero con miglioramento sismico degli edifici privati e delle opere pubbliche e dei beni culturali.  

Catastrofi naturali e recupero dei centri storici: Massa Martana in Umbria, un caso esemplare di valorizzazione

Catastrofi naturali e recupero dei centri storici: Massa Martana in Umbria, un caso esemplare di valorizzazione

Catastrofi naturali e recupero dei centri storici: Massa Martana in Umbria, un caso esemplare di valorizzazione

La Regione Umbria, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge n. 61 del 1998, ha applicato su larga scala “la ricostruzione integrata” approvando 180 Programmi Integrati di Recupero, relativi ai centri e nuclei storici maggiormente danneggiati dal sisma del 1997, che hanno trovato la loro piena attuazione restituendo così un contesto storico che ha visto non solo la riparazione dei danni ma un intervento complessivo sugli edifici e sullo spazio pubblico con la  preventiva messa in sicurezza dei dissesti idrogeologici. Una grande azione di risanamento territoriale resa possibile, in termini procedurali dall’introduzione dei Pir, e dal loro contestuale finanziamento con le risorse della ricostruzione post sisma 1997.

Con la recente conclusione degli ultimi interventi di risanamento del colle a Massa Martana si è definita così un’opera esemplare, completa di un sistema di monitoraggio funzionante che necessita di ulteriori interventi finalizzati ad assicurare la manutenzione e la valutazione delle letture strumentali. La Regione Umbria ha dunque di fronte la sfida della gestione di quanto fino ad oggi intrapreso, al fine di continuare a rendere fruibile un insieme complesso e variegato, che comprende paesaggi mozzafiato, grandi bellezze e patrimoni inestimabili, che appartengono non solo agli Umbri, ma agli Italiani e all'intera umanità. Anche il processo di ricostruzione che sta interessando l’Italia Centrale dopo il sisma del 2016 si dovrà occupare del rapporto tra: consolidamento dei dissesti e recupero del patrimonio storico esistente. Questo avverrà con gli strumenti messi a disposizione dal decreto legge n.189 del 2016 e dalle disposizioni attuative emanate dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione. E’ auspicabile che pur in assenza di una norma cogente come quella prevista dalla legge n.61/1998 che obbligava la “ricostruzione integrata” attraverso  un programma venga assicurato un adeguato coordinamento degli interventi che necessariamente devono essere integrati tra loro seppur trattino oggetti diversi: consolidamento dissesti, miglioramento patrimonio edilizio privato, restauro e consolidamento opere pubbliche e beni culturali.

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* architetto, già direttore Governo del Territorio Regione Umbria, past president Inu Umbria

 

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