Cipro, un patrimonio d’arte bizantina da scoprire

Angelo Benedetti, Nicosia / Cipro

La gran parte sono state dichiarate dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità per il valore storico ed artistico e perché documentano tangibilmente come la fede sull’isola nell’ultimo millennio abbia rappresentato uno stile di vita quotidiano e di come siano un'espressione concreta delle grandi tradizioni su questa isola mediterranea. Parliamo di Cipro, la cui vicinanza alle coste dell'Oriente ha avuto effetti indiscutibili sulla sua storia, e testimonial ne sono le sue splendide chiese bizantine.

 

(TurismoItaliaNews) Effetti indiscutibili perché messa com’è al centro del Mediterraneo orientale, Cipro è praticamente da sempre un crocevia di culture. Del resto si trova ad appena settanta chilometri dalle coste della Turchia – situazione questa che ha influito sulle rivendicazioni di Ankara – e a 500 chilometri dall’Egitto. Quasi un baricentro di questa porzione di Mare Nostrum, in cui i greci di religione ortodossa rappresentano oltre l’80% della popolazione dell’isola, mentre la seconda religione è quella musulmana, praticata nella zona turca da circa il 18% della popolazione totale.

Nell’Unione Europea e con l’euro
Ecco la Cipro di oggi

Cipro dal 1º maggio 2004 è uno Stato membro dell'Unione europea e dal 2008 ha adottato l’euro come moneta. Nicosia, la capitale, è anche la città più importante. Essendo situata al confine tra le due zone etniche nazionali è anch'essa divisa in due aree, quella di prevalenza greca a sud, e quella di prevalenza turca a nord. Sull’isola sono presenti anche una minoranza armeno-gregoriana, una maronita (Arcieparchia di Cipro) oltre ai cattolici di rito latino.

Il primo insediamento umano sul territorio cipriota è stato individuato a Aetokremnos, sulla costa sud, e indica la presenza di raccoglitori - agricoltori intorno al 10.000 avanti Cristo, mentre il villaggio neolita di Khirokitia (anch’esso dichiarato patrimonio dell’Umanità)  risale più o meno al 6.800 a.C. Nel 395 l'isola entrò a far parte dell’Impero Romano d'Oriente, cioè l’Impero bizantino, per rimanervi sino all'epoca delle crociate, 800 anni più tardi. Sotto il dominio bizantino, l'orientamento greco che era stato importante fin dall'antichità ha sviluppato il forte carattere ellenistico - cristiana che continua ad essere un segno distintivo della comunità greco - cipriota. Storia che dunque parte da lontano a Cipro, i cui affreschi più belli sono custoditi essenzialmente in chiese o cappelle sulle montagne di Troodos.

A partire da Kakopetria, famoso non solo come località turistica ma anche grazie alla chiesa di San Nicolaos. A circa 700 metri di quota, la chiesa di Agios Nikolaos tis Stevis è situata in una pittoresca vallata a pochi chilometri dal villaggio. La straordinarietà sta nel fatto che è completamente ricoperta di affreschi realizzati tra l’XI e il XIX secolo; nella stessa località è possibile visitare anche le chiese di Panayia Teotokos e di San Giorgio Perachoritis.

Situato subito dopo Kakopetria, anche nel villaggio di Galata vi sono diverse ricche chiese bizantine, tra cui quella di San Sozomenos risalente ai primi del XVI secolo con affreschi del 1513. La chiesa dell'Arcangelo Michele o Panagia Theotokos  è del XII secolo, con affreschi del primo XVI secolo (1514 circa) dedicata alla Vergine Maria. La Chiesa della Panagia Podithou o della Vergine Maria di Podithou (inserita dall’Unesco nel patrimonio dell’Umanità), situata non lontano dalla precedente, custodisce affreschi della scuola italo-bizantina del XV secolo.

Il villaggio di Kourdali si trova sulla strada Kakopetria – Spilia e qui si trova la chiesa della Panagia Chrvsokourdaliotissa o Dormizione della Vergine Maria. Costruita nel XVI secolo come chiesa monastero, nell'iscrizione si legge che fu fondata dal diacono Ioannis Koudalis; le pitture murali appartengono allo stesso periodo ed alcune presentano influenze occidentali. L'iconostasi a un mirabile esempio di scultura lignea dei secoli XVI e XVII.

Tre grandi testimonianze storiche
iscritte nel Patrimonio del mondo

Cipro possiede inoltre delle grandi fonti di turismo protette dall'Unesco come patrimonio dell'Umanità. In totale i siti tutelati sono tre: oltre alle chiese e i monasteri, c’è Choirokoitia. Il sito è in buona conservazione: era un insieme urbanistico risalente al Neolitico ed oggi è un rarissimo esempio di costruzioni per l'uomo di quel tempo. Infatti a differenza degli altri siti neolitici, Choirokoitia si presenta con delle costruzioni di massiccia e studiata lavorazione. La città (primato per quel tempo) era fortificata da imponenti bastioni e i suoi abitanti che vivevano di allevamento di pecore erano protetti da una cinta muraria. Paphos, antica città portuale all'estremità occidentale di Cipro, oggi chiamata Kouklia, era nota per la presenza di un santuario dedicato ad Afrodite, divinità nata lì, secondo gli antichi. Una vita intersecata con l'Impero romano ha dotato Pafo di massicci palazzi in cui sono ancora ben conservati mosaici raffiguranti eventi della mitologia o della storia.

A poco meno di dieci km dalla strada Kakopetria - Troodos, all'incrocio con Karvounas c’è il villaggio di Lagoudera. Situata appena fuori dal villaggio, la chiesa di Panagia tou Arakou del XII secolo (inserita dall’Unesco nel patrimonio dell’Umanità) possiede affreschi che sono tra i più belli del tardo periodo comneniano (tardo bizantino). Insieme alle chiese di Asinou e di Nikolaos tis Stegis è considerata una delle chiese bizantine più importanti dell’isola. Ad est del villaggio di Lagoudera, attraverso Polystipos si arriva a Platanlstasa, facilmente raggiungibile anche da Nicosia. Qui, a circa tre km dal centro del villaggio, c’è la chiesa della Santa Croce di Agiasmati (Stavros tou Agiasmati): è del XV secolo e conserva i più completi cicli di pittura murale cipriota della seconda metà del XVI secolo.

Da non perdere è pure il Monastero di San Neophytus sulla strada Paphos - Polis. La struttura religiosa è ancora attiva, a quasi 8 km da Paphos. L'eremo contiene alcuni dei più interessanti affreschi del XII secolo, mentre la Chiesa principale del monastero è decorata con affreschi del XVI secolo. Nel Monastero invece, è possibile ammirare un'interessante collezione di icone bizantine. All'esterno del perimetro del monastero, scavata all'interno di una rupe, si trova l'Enklistra (clausura) dove secondo la tradizione visse San Neofito: si compone di una chiesa principale, una piccola cappella e la cella del santo, tutto riccamente affrescato con scene dell'Annunciazione, Passione e Ascensione di Cristo.

Tra gli altri luoghi da vedere ci sono Nikitari con la chiesa della Panagia tis Asinou (o Panagia Phorbiotissa); Yeroskipos e la chiesa di Agia Paraskevi dell'XI secolo, considerata la più interessante basilica bizantina dell’isola; Pelendri con la chiesa di Timiou Stavros (della Santa Croce); Emba e la chiesa di Panagia Chrvselousa; Kalopanayiotis e il monastero di San Giovanni Lampadistis; il villaggio medievale di Pyrga con la Cappella Reale o Cappella di Santa Caterina; Pedoulas e la chiesa dell'Arcangelo Michele; Moutoullas con la chiesa di Panagia tou Moutoullas (con il soffitto che è uno dei più antichi esempi di architettura a capriate in legno); Kiti e la chiesa di Panagia Angeloktistos; Perachorio e la chiesa dei Santi Apostoli (l’unica con una raccolta di dipinti del XVIII secolo); Palaichori e la chiesa della Metamorfosis tou Sotiros e naturalmente nella capitale Nicosia la basilica paleocristiana del V secolo, dove si trova il più bel mosaico in assoluto dell’isola: raffigura la Vergine Maria con il Bambino alla sua sinistra, circondata dagli Arcangeli Gabriele e Michele.

Ente nazionale per il turismo di Cipro
via A. Solari 13 - 20144 Milano
tel. 02 – 58319835
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