Londra capofila del business tra crisi e consolidamento

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Giacomo Celletti, Londra

L’ultimo baluardo del capitalismo old style, quello che ha dato i natali al mondo degli affari odierno, è senza dubbio Londra. Sebbene la situazione economica europea sia ai minimi storici dagli anni Trenta, la capitale britannica rimane un punto di sfogo del business globale.

(TurismoItaliaNews) Londra è di fatto la capofila dell’Europa, forte anche di una moneta, la sterlina, che difficilmente ha conosciuto momenti di indebolimento nel corso della sua gloriosa e pluricentenaria vita. Percorrendo le streets e visitando i principali quartieri della City si apprende pian piano che ci si trova all’interno di un’isola felice, un’oasi nel deserto. Londra, e l’Inghilterra tutta, non stanno risentendo in alcun modo della crisi finanziaria che sta sconvolgendo gran parte dei sistemi economici di tutto il mondo.

Il tempo qui sembra essersi fermato, quasi come se la potenza finanziaria e commerciale della capitale inglese fosse stata mantenuta sotto spirito nell’arco degli ultimi 10 anni. Girando per quartieri e dipartimenti come Covent Garden (luogo di ritrovo per gente di ogni età), Soho (più giovanile, ma ugualmente ispirato), South Kensington (notoriamente ricco e frequentato dalla “Londra da bere”) e Portobello (storicamente mercantile e deliziosamente pittoresco) tutto è eccezionalmente in piena attività, i locali brulicano di clienti, i negozi sono sottoposti ad un viavai di persone che difficilmente escono senza aver acquistato qualcosa, c’è entusiasmo.

E non solo durante il weekend, che a dire la verità potrebbe fungere da specchietto per le allodole. Il tram-tram c’è anche all’interno della settimana, dal lunedì al venerdì, dalla mattina alla sera. La City, per di più, offre opportunità a tutti, inglesi doc e stranieri. Notevole la densità di locali di matrice italiana e francese, per non parlare delle innumerevoli attività ristorative asiatiche. È un melting pot dal perfetto equilibrio che potrebbe far invidia a quello di New York.Chiaramente, qui i prezzi e il costo della vita sono alti, molto alti. Ma stiamo parlando di una delle più importanti città d’Europa e del mondo, alla pari di Roma, Madrid, Berlino e Parigi. Ma mentre in queste quattro capitali dell’Eurozona l’economia stenta a resistere ai colpi bassi della crisi, Londra prosegue per la sua strada, rafforzando la propria economia interna e aumentando il suo prestigio internazionale, se mai ce ne fosse bisogno.

Verrebbe da dire: ma è tutto vero? A onor del vero, Londra è una città che vive anche di turismo, ma qui vi è una mentalità completamente diversa da quella che il resto dei governanti europei stanno applicando per risolvere i loro problemi interni. E va pure ricordato che l’Inghilterra si è sempre tenuta in disparte in occasione di manovre economico - politiche adottate dall’Unione Europea. Ma questo, forse, non ci potrebbe far riflettere un attimo?

Sembra quasi si stia parlando di una realtà per noi lontana, sconosciuta, irraggiungibile. E invece è a poco più di 2 ore di aereo dal nostro Paese. Un modello molto vicino da esaminare, ma forse ancora troppo lontano da imitare per cercare di uscire nella maniera più rapida possibile dal periodo nero che l’Italia sta attraversando.

E probabilmente il merito di questa robustezza economica è dovuta proprio all’indole ribelle del governo di Sua Maestà che come un salmone continua a nuotare caparbiamente controcorrente per il raggiungimento del proprio obiettivo. Giusto o sbagliato? Ai posteri l’ardua sentenza.

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