Galizia, da Pontevedra al Monte de Santa Trega di A Guarda per scoprire architetture di pietra e un sito archeologico di straordinario valore

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Eugenio Serlupini

Una meta magica che non smette mai di stupire. Così viene definita Pontevedra, in Galizia. Nella regione spagnola che può vantare uno dei centri storici meglio conservati, non c’è solo il cuore antico di “Boa Vila”, come viene chiamata. Un’altra attrazione è assolutamente da visitare: è il Monte Santa Trega, ad A Guarda. Appartenente alla cultura castrista, è uno dei forti galiziani più emblematici e visitati.

 

(TurismoItaliaNews) La Galizia è terra di buone prelibatezze e Pontevedra ne è uno dei massimi esponenti con i frutti di mare e il suo vino Albariño, conosciuto in tutto il mondo. Le ostriche Arcade o le vongole Carril sono i prodotti più desiderati sulle tavole di tutta la Spagna e anche all’estero. Pdel resto proprio la provincia di Pontevedra, che riunisce in pochi chilometri sia la montagna che la costa, quella delle Rías Baixas, dove si possono trovare luoghi di grande bellezza come il Parco Nazionale delle Isole Atlantiche, è tra le mete più ambite. La stessa città di Pontevedra è una gemma, a partire dalla Cattedrale di Tui e il suo chiostro monumentale, che ha la particolarità di essere il più antico della comunità galiziana. La sua origine risale alla prima metà del XIII secolo, evidenziando il suo impianto frutto dell’influenza cistercense. Dichiarato anche sito storico-artistico nel 1951, il centro storico è senza dubbio la testimonianza in pietra dello splendore medievale che visse la città. Qui si realizza il luogo comune secondo cui il modo migliore per scoprire un luogo è passeggiare per strade, piazze e luoghi più emblematici ed immergersi completamente nella sua cultura, e anche nella sua storia.

Pontevedra

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Nella provincia di Pontevedra meritano una menzione speciale le sue tracce romaniche, le tipiche case di campagna oi monumenti megalitici che si trovano a Marín o i petroglifi a Vilaboa e Popio. Nella zona di A Guarda c’è il Monte Santa Trega con un sito archeologico di straordinario valore. Il sito è strategicamente posizionato con vista sulla foce del fiume Miño, a 341 metri di quota, è un insediamento castro-romano. Fu abitato tra il 100 a.C. e il 100 d.C., in un periodo in cui era già iniziato il processo di romanizzazione del nord-ovest della penisola iberica. Nonostante ciò, il sistema costruttivo rispecchia tecniche che rispettano la tradizione castrista con una scarsa influenza romana. Questo stile è dominato dall’uso di strutture circolari. Finora è stata scavata solo una piccola percentuale della dimensione stimata dell'insediamento. Attualmente sono visitabili solo la parte settentrionale, scavata negli anni '80, e alcune strutture in cima al monte. È delimitato da un muro che circonda un tratto di terra per più di 700 metri in direzione nord-sud e per 300 metri con orientamento est-ovest. La disposizione della cinta muraria segna il limite dell'insediamento rispetto alla zona circostante piuttosto che avere una funzione difensiva o deterrente. Il muro è costituito da pietre rinforzate con argilla con uno spessore variabile di circa 160 centimetri e privo di fondazione.

La prova di una presenza umana circa 2.000 anni prima della costruzione dell'insediamento è confermata dalle incisioni rupestri lasciate in vari punti dell'area. Molti di questi petroglifi erano nascosti da strutture innalzate durante la costruzione del forte. La “Laja del Mapa”, detta anche “Laja Sagrada”, è la più nota delle rappresentazioni geometriche ancora visibili. Situata nella parte più alta del colle, l'incisione è composta daa spirali, cerchi concentrici e linee approssimativamente parallele; è evidente che queste incisioni non hanno alcuna relazione con il forte, poiché sono il prodotto di una società che si è sviluppata due millenni prima, durante la fase finale del neolitico galiziano.

Pontevedra

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Da non perdere una visita al Masat, il Museo Arqueolóxico Monte Santa Trega, che conserva reperti rinvenuti nel corso dei vari scavi effettuati nel centro abitato e che comprendono le ere del Paleolitico, Mesolitico, Neolitico, Bronzo Finale, dei Castri e Romano. Spiccano picconi asturiani, raspe, accette da tallone, lavorazioni zoomorfe in pietra, immagini di divinità, mulini, ceramiche indigene e romane, monete, svastiche, collari celti, spade, utensili domestici… È altresì possibile visitare una parte del centro abitato, parzialmente ricostruito con due abitazioni simili a quelle utilizzate dalle popolazioni originarie.

Nel 2022 le Poste spagnole hanno dedicato due francobolli dedicati sia a Pontevedra che al Castro di Santa Trega.

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