Viaggio nell’antica Norba: a due passi dal mare, Conversano con i suoi tre centri storici è una destinazione da non perdere sulle Murge pugliesi

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Giovanni Bosi, Conversano / Puglia

Diciamo pure che ti lascia senza fiato. Conversano, l’antica città della Peucezia ed arcaica Norba sorta sulle prime alture delle Murge, ad una manciata chilometri dall’Adriatico, è un borgo straordinario che ti conquista appena arrivi. Il castello, la cattedrale, il monastero di San Benedetto, le mura ciclopiche e suoi ben tre centri storici, risultato di sovrapposizioni millenarie, sono una location ideale per perdersi tra le bellezze della Puglia. Per non parlare delle tradizioni e del gusto, come la focaccia…

 

(TurismoItaliaNews) Ci vuole poco per sentirsi novelli Conti Acquaviva d’Aragona. Loro sono stati gli inquilini del possente castello dall’aspetto inespugnabile e dalla raffinatezza di ambienti signorili che sono ancora appannaggio di pochi. L’esplorazione del cuore antico di Conversano sembra non finire mai. Sarà che i centri storici sono ben tre, ognuno differente dall’altro, ognuno con le relative cinte murarie fortificate e ciascuno con le sue bellezze e le sue peculiarità. Sarà che abbiamo avuto la fortuna di girarlo insieme a Vito Antonio Galasso, il presidente della Pro Loco di Conversano, e dunque non ti sfugge niente in una “passeggiata” così, compreso il più piccolo dettaglio. Compreso riconoscere gli scorci nei quali Checco Zalone ha ambientato le scene del suo mitico film “Quo vado”. Conversano è anche questo: bella e… possibile.

Viaggio nell’antica Norba: a due passi dal mare, Conversano con i suoi tre centri storici è una destinazione da non perdere sulla Murgia pugliese

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Vito Antonio Galasso, il presidente della Pro Loco di Conversano

Viaggio nell’antica Norba: a due passi dal mare, Conversano con i suoi tre centri storici è una destinazione da non perdere sulla Murgia pugliese

La parte più antica è quella in cui sorgono proprio le tre gemme della città (poco più di 25mila abitanti nell'area metropolitana di Bari) e cioè castello, cattedrale e monastero di San Benedetto; il secondo nucleo, detto Casalvecchio, è stato edificato tra il XIV e il XVI secolo secondo uno schema a spina di pesce lungo via Arringo; il terzo è Casalnuovo, realizzato nel XVI secolo con un assetto urbanistico ad assi ortogonali. La particolarità sta in ogni cinta muraria, i cui tratti spuntano qua e là perfettamente visibili, dotate di porte di accesso, alcune delle quali ancora oggi esistenti. Come la Porta Tarantina, risalente al quindicesimo secolo e in pietra calcarea, che si apre accanto ad alcuni resti delle antiche mura megalitiche della città, nei pressi della rampa che conduce al monastero di San Benedetto da Norcia. Il luogo forse più emblematico dell’intera città. Per una serie di motivi.

Pensate che proprio qui dentro - in un complesso conventuale meraviglioso che sembra costruito con l’uncinetto per quanto sono meravigliose le sue decorazioni in pietra – si è consumato un potere religioso tutto al femminile che probabilmente non ha eguali nella storia della Chiesa. Si racconta che il primo insediamento di monaci benedettini a Conversano risalirebbe al VI secolo, ma è nel 1266 che papa Clemente IV, al secolo Guy Le Gros Foulquois, oggi beato, affida il monastero (già dal 1110 sotto la protezione papale) ad un gruppo di monache cistercensi esuli dalla Grecia guidate da Dameta Paleologo, concedendo loro un potere straordinario ravvisabile solo in poche parti del mondo cristiano. Di fatto, ci spiega Vito Antonio Galasso, “le badesse di questo monastero potevano indossare, al pari dei vescovi, la Mitra e tenere il Pastorale, esercitare la giurisdizione vescovile sul clero castellanese, e avvalersi dell’onore, specie per una donna, del baciamano. Una situazione eccezionale, pressoché unica nella cristianità occidentale, tale da far coniare per il monastero di San Benedetto la dizione di Monstrum Apuliae, ovvero ‘stupore di Puglia’”.

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Viaggio nell’antica Norba: a due passi dal mare, Conversano con i suoi tre centri storici è una destinazione da non perdere sulla Murgia pugliese

Così è ancora più suggestivo visitare il monastero, che sfoggia un’altra particolarità che peraltro è propria di altri complessi religiosi pugliesi: la navata centrale coperta da tre cupole in asse e le due navatelle laterali con volte a semibotte. E l’interno è uno scrigno di tesori d’arte. Va detto che il XVII e il XVIII sono stati secoli di grandi trasformazioni e ampliamenti per questo monastero benedettino grazie ai cospicui capitali che sono stati investiti, soprattutto da parte dei conti e delle badesse Acquaviva d’Aragona, in operazioni edilizie che hanno riguardato un po’ tutta la città e in particolare San Benedetto.

Ma certo è che se il monastero fa rimanere a bocca aperta, non è da meno la scenografica Cattedrale dell’undicesimo secolo dedicata a Santa Maria Assunta, un meraviglioso esempio di romanico pugliese la cui pietra riflette i raggi del sole diventando una gemma preziosa. Non smetteresti mai di guardare e fotografare la facciata in stile trecentesco con il rosone centrale, il portale maggiore con baldacchino e leoni stilofori, cornici riccamente scolpite a foggia di fogliame e un bassorilievo che raffigura la Madonna tra due angeli. Bellissima. Degna dell’esterno, è anche la parte interna a croce latina, a tre navate separate da pilastri, alcuni dei quali conservano i capitelli originari; nell'abside sinistra sono ancora visibili tracce di affreschi trecenteschi sopravvissuti a un disastro incendio del 1911.

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Girovando per le stradine di Conversano – ordinatissime e curatissime dai suoi abitanti – ci si imbatte nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano, i santi medici, edificata nel 1639 dal conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona detto “Il Guercio”. E’ considerata una delle più complete architetture barocche pugliesi, ma forse pochi sanno che a questo luogo è legato un episodio della vita di Santa Rita da Cascia, tanto da essere gemellato con il santuario umbro: uno dei miracoli di Conversano è stato ritenuto valido dalla Congregazione dei Riti ai fini della canonizzazione, tanto che nella chiesa è stato eretto un altare intitolato alla stessa santa Rita.

A Conversano comunque c’è anche tantissimo altro da scoprire, non ultima la movida serale che trova in tutti gli scorci della città i suoi luoghi ideali, come la stessa Villa Garibaldi, polmone verde a ridosso del cuore antico. E se si parla di gusto, non si può lasciare Conversano senza aver assaggiato la focaccia che si prepara qui e che tradizionalmente si mangiava nei giorni di vigilia. Perché se è vero che la focaccia si mangia un po’ dappertutto in Puglia, in ogni luogo c’è un modo originale per prepararla. Come si spiegano le signore Giulia, Pina, Rina e Vittoria nel rivelarci i segreti della “loro” focaccia, preparata con farina Casillo doppio zero, acqua, sale, patate cotte pasta gialla di Polignano, lievito di birra ed olio extravergine di oliva, da farcirla – dopo averla cotta in forno – a piacere con provolone e mortadella, oppure caciocavallo. Una delizia. Come i piatti che nel rione Casalvecchio propone “Vita Pugliese” tra cucina, racconti e passione. Tradizione a chilometro zero con un tocco di creatività. E che dire, infine, della famosissime Ciliege Ferrovia di Conversano? Che aspettate a venire a Conversano?

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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