La Cité du Vin, a Bordeaux nel capolavoro d’architettura dedicato al vino c’è un incredibile percorso di degustazione sensoriale

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Giovanni Bosi, Bordeaux / Francia

Un monumento contemporaneo che è diventato il testimonial della città interamente dedita al prezioso nettare: la Città del Vino. A Bordeaux la Cité du Vin è un capolavoro d’architettura progettato dagli architetti dello Studio Xtu (Anouk Legendre e Nicolas Desmazières) e dall'agenzia di scenografia inglese Casson Mann Limited che hanno voluto farne un edificio emblematico con alta visibilità. Ed è al suo interno che si dipana Via Sensoria, un incredibile percorso di degustazione sensoriale…

 

(TurismoItaliaNews) La mission in questo caso non è certo impossible. Tutt’altro. Prima di tutto perché se dici Bordeaux, dici vino. E poi perché il grandissimo lavoro portato avanti dalla Fondation pour la culture et les civilisations du vin, cioè la Fondazione per la Cultura e le Civiltà del Vino, è l’espressione dell’integrazione del vino nel patrimonio culturale, gastronomico e paesaggistico della Francia attraverso una legge varata giusto dieci anni fa - era il 13 ottobre 2014 – incentrata sul futuro dell’agricoltura, dell’alimentazione e delle foreste. Un patrimonio di conoscenza, di tradizioni ma anche un patrimonio ambientale, legato al paesaggio e ad una scenografica che da tempo vede l’Uomo alleato della Natura nella ricerca della perfezione. E il passo è breve verso l’enoturismo che caratterizza i territori vitivinicoli francesi.

Cité du Vin, a Bordeaux nel capolavoro d’architettura dedicato al vino c’è un incredibile percorso di degustazione sensoriale

Cité du Vin, a Bordeaux nel capolavoro d’architettura dedicato al vino c’è un incredibile percorso di degustazione sensoriale

“Al centro della vita umana da millenni, la vite e il vino hanno scolpito le nostre terre, investito le nostre tradizioni, influenzato le nostre pratiche sociali e invaso la nostra immaginazione. Linguaggio universale, il vino attraversa confini, secoli, credenze – ci spiegano dalla Fondazione - simbolo di accoglienza e condivisione, fonte di convivialità e piacere, il vino ha ispirato le stoviglie di civiltà antiche e contemporanee. È parte integrante del pasto gastronomico francese, dichiarato patrimonio culturale immateriale dell'umanità dall'Unesco dal 2010. Ma - sottolineano ancora dalla Fondazione - il vino non può limitarsi a questa sola pratica sociale. Portatore di valori, saperi e civiltà, va ben oltre il contesto del pasto gastronomico... Riconoscendo la sua impronta molto particolare, la Francia ha fatto sì che il vino diventasse un elemento irrinunciabile del patrimonio culturale, gastronomico e paesaggistico”.

Così è nata anche la Cité du Vin di Bordeaux, dove i visitatori possono “perdersi” nei numerosi laboratori di degustazione durante il giorno e la sera, esplorare la struttura in una visita guidata architettonica e, naturalmente, scoprire la mostra permanente per conoscere il vino in tutte le sue sfaccettature. E dal 26 marzo torna il percorso di degustazione sensoriale “Via Sensoria”: dopo il successo della prima edizione, l'esperienza di degustazione originale e intima che permette di scoprire vini del mondo o bevande analcoliche in spazi unici e da sogno torna nuovamente accessibile ai visitatori della Cité du Vin fino al 3 novembre. Ideato da Gedeon Programs e dallo scenografo Sylvain Roca per la Cité du Vin nell'ambito del suo ambizioso programma di rinnovamento, il percorso “Via Sensoria” è una creazione artistica e digitale che completa l'offerta culturale della Cité du Vin (mostra permanente, degustazione laboratori, eventi culturali…) offrendo ai visitatori un'esperienza intima intorno alla degustazione, lontana dai codici tradizionali del genere.

Cité du Vin, a Bordeaux nel capolavoro d’architettura dedicato al vino c’è un incredibile percorso di degustazione sensoriale

Cité du Vin, a Bordeaux nel capolavoro d’architettura dedicato al vino c’è un incredibile percorso di degustazione sensoriale

Ma come funziona esattamente? I partecipanti sono invitati ad intraprendere un viaggio sensoriale al ritmo delle stagioni. Dalla primavera all'inverno, dall'alba al tramonto, il pubblico vaga per un'ora accompagnato da un anfitrione-sommelier attraverso 4 padiglioni che ricreano l'atmosfera di ogni stagione grazie a giochi di immagini, suoni, luci, odori e materiali. Ad ogni tappa, un bicchiere di vino o una bibita analcolica della Maison Meneau secondo la stagione vengono offerti per unire i sensi e lasciare spazio al sogno e alle emozioni.

Per l’edizione 2024 non mancano le novità. Il Percorso diventa infatti ancor più sensoriale con l'integrazione di dispositivi olfattivi che diffondono un profumo caratteristico della stagione. Alcune aggiunte scenografiche permettono anche di rafforzare l'immersione attraverso i tocchi. In estate i visitatori saranno immersi nel cuore delle creazioni video mentre per l'autunno e l'inverno l'aspetto tattile sarà protagonista con l'aggiunta di sedute che li trasporteranno nel cuore di queste stagioni (sedute in legno grezzo a forma di tronchi d'albero per l'autunno, morbidi cuscini per l'inverno). La presentazione dell'ospite-sommelier sarà arricchito dal contributo della sofrologia per supportare al meglio i visitatori nell'esplorazione dei sensi e delle emozioni. Un'esperienza da (ri)scoprire. Con eventi come “Via Sensoria” e gli innumerevoli appuntamenti proposti nella Cité du Vin di Bordeaux, il ruolo e la presenza Fondation pour la culture et les civilisations du vin appaiono ancor più strategici. Perché in fondo è proprio per tutelare, promuovere e condividere le innumerevoli sfaccettature culturali, storiche e simboliche del vino che è nata. Vale a dire difesa, promozione e trasmissione della dimensione culturale e intellettuale del vino.

Cité du Vin, a Bordeaux nel capolavoro d’architettura dedicato al vino c’è un incredibile percorso di degustazione sensoriale

Un patrimonio che poi appartiene per intero alla Città di Bordeaux, responsabile del progetto e proprietaria del complesso della Cité du Vin, messo a disposizione della Fondazione per la Cultura e le Civiltà del Vino fino al 2028, con azioni culturali promosse grazie alla raccolta fondi mediante un sistema di mecenatismo su misura aperto a tutti. Dicevamo in apertura che questo contenitore è un capolavoro di architettura contemporanea: guardandolo bene non sfugge che la struttura ha la forma di una vite nodosa “per ricordare sia un vino che gira nel bicchiere sia i turbinii della Garonna, che delimita il sito”.

L'edificio in cemento ha una superficie di 13.350 mq, suddivisa in 8 diversi livelli; poggia su 300 pali di cemento che scendono fino a 30 metri di profondità; è rivestito con 918 pannelli di vetro in tre colori: trasparente, grigio (colorato in massa) e oro, e 2.300 pannelli di alluminio di diverse dimensioni; la sua facciata è composta da pannelli in vetro serigrafato e pannelli in alluminio laccato cangiante traforato. La torre culmina a 55 metri. Il piano terra, uno spazio circolare alto 4 metri, con accesso libero, ospita una enoteca di 14.000 bottiglie, in rappresentanza di settanta regioni vinicole. Insomma, è decisamente da vivere e soprattutto … da scoprire!

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