Crociera sul Nilo, i due santuari gemelli di Kom Ombo raccontano una storia unica nel Paese dei Faraoni

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di Giovanni Bosi, Aswan / Egitto

Non uno, ma due santuari gemelli, dedicati a divinità diverse e costruiti in perfetta armonia architettonica: è il sorprendente Tempio di Kom Ombo, uno dei luoghi più affascinanti dell’Egitto faraonico. Quando si è in viaggio per la classica crociere sul Nilo, la tappa in questo sito archeologico è d’obbligo, perché sulle rive del grande fiume racconta una storia unica nel Paese dei Faraoni. Ecco perché.

 

(TurismoItaliaNews) Nei pressi di Aswan, Kom Ombo racconta una storia che intreccia lingua, religione e architettura. Il nome stesso del sito riflette questa stratificazione: kum, in arabo, indica un’altura, mentre Ombo rimanda all’antico egiziano Nubt, ovvero “la città dell’oro”, evocando un passato legato a ricchezza e sacralità.

Crociera sul Nilo, i due santuari gemelli di Kom Ombo raccontano una storia unica nel Paese dei Faraoni

Crociera sul Nilo, i due santuari gemelli di Kom Ombo raccontano una storia unica nel Paese dei Faraoni

Il complesso templare si distingue per una caratteristica rara nel panorama dell’Egitto faraonico: è dedicato a due divinità, il dio coccodrillo Sobek e il dio falco Harwer, forma adulta di Horus. Se un primo santuario esisteva già in epoca del Nuovo Regno, quello che oggi è visibile risale al periodo greco-romano. Il nome più antico documentato tra le iscrizioni è quello di Tolomeo VI Filometore, mentre gran parte delle decorazioni fu completata sotto Tolomeo XII.

Edificato durante il dominio della dinastia tolemaica nei pressi dell’omonima cittadina, questo straordinario complesso sacro custodisce dunque una particolarità rarissima: il culto era rivolto a due triadi di divinità. La più antica vedeva protagonista Sobek, il potente dio coccodrillo legato alle acque del Nilo, affiancato da Hathor e Khonsu. In epoca successiva si affermò invece la triade guidata da Haroeris (Horus il Vecchio), manifestazione solare del dio falco, insieme a Tasenet-nofret, sorella di Horus, e Panebtani, il signore dei Due Paesi. La struttura stessa del tempio riflette questa duplice anima: il santuario di sinistra è dedicato a Horus, mentre quello di destra è consacrato a Sobek. Un perfetto equilibrio simbolico, sottolineato dai raffinati bassorilievi che decorano i due santuari e attribuiscono la stessa importanza a entrambe le divinità. La particolarità del tempio emerge chiaramente nella sua organizzazione spaziale: due assi paralleli attraversano le sale colonnate e conducono a due santuari distinti, uno per ciascuna divinità, con una simmetria rigorosa che riflette un equilibrio teologico e simbolico.

Crociera sul Nilo, i due santuari gemelli di Kom Ombo raccontano una storia unica nel Paese dei Faraoni

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Sobek, legato all’acqua, alle piene del Nilo e alla fertilità, era venerato insieme alla dea Hathor e al figlio Khonsu. Harwer, invece, incarna Horus nella sua maturità, vincitore su Seth, e rappresenta il trionfo dell’ordine sulla violenza. Accanto a lui, la consorte Ta senet nefret, “la Compagna perfetta”, e il figlio Pa neb tawy, “Signore delle Due Terre”, completano il quadro di una famiglia divina che richiama il potere regale e l’unità del Paese.

Le pareti del tempio conservano un repertorio iconografico di grande interesse. Oltre ai capitelli finemente lavorati, si susseguono scene che documentano rituali, festività e pratiche religiose, organizzate secondo veri e propri calendari scolpiti nella pietra. Tra le testimonianze più sorprendenti spicca un rilievo di età romana, datato al II secolo d.C., che raffigura strumenti interpretati come utensili chirurgici: un indizio concreto del livello avanzato raggiunto dalla medicina nell’antico Egitto.

Crociera sul Nilo, i due santuari gemelli di Kom Ombo raccontano una storia unica nel Paese dei Faraoni

Crociera sul Nilo, i due santuari gemelli di Kom Ombo raccontano una storia unica nel Paese dei Faraoni

Nella zona più interna del tempio, la rappresentazione congiunta di Sobek e Harwer, ciascuno nel proprio spazio, restituisce una visione altamente simbolica. Qui il linguaggio dell’arte sacra si fa messaggio potente, capace di suscitare stupore e raccoglimento nei fedeli che, già in epoca antica, percorrevano questi ambienti alla ricerca di protezione e armonia. Meravigliose le scene scolpite. La sala ipostila interna, costruita da Tolomeo VIII nel II secolo avanti Cristo, presenta due ingressi: quello settentrionale dedicato a Harwer e quello meridionale a Sobek. Tra i due si trova un inno dedicato a Sobek-Ra, forma di Sobek fusa con il dio sole, raffigurato sopra l’inno come un coccodrillo con il disco solare sul capo.

Sulle pareti di entrambi i lati sono presenti serie di “immagini” che mostrano le divinità mentre confermano il potere regale di Tolomeo sull’Egitto. Sul lato nord, il sovrano emerge dal suo palazzo in processione, viene purificato dagli dei Horus e Thot e, successivamente, alla presenza di Harwer, incoronato da Nekhbet e Wadjet, le dee protettrici rispettivamente dell’Alto e del Basso Egitto. Sul lato sud sono raffigurati ulteriori rituali che attestano la regalità di Tolomeo, questa volta alla presenza di Sobek. Alla destra della scena dell’incoronazione, alla presenza di Harwer, Tolomeo VIII è rappresentato mentre riceve una scimitarra da questa divinità. Dietro il re compaiono le sue due mogli, le regine Cleopatra II e Cleopatra III.

Crociera sul Nilo, i due santuari gemelli di Kom Ombo raccontano una storia unica nel Paese dei Faraoni

Crociera sul Nilo, i due santuari gemelli di Kom Ombo raccontano una storia unica nel Paese dei Faraoni

Ecco perché camminare tra i meravigliosi resti di Kom Ombo si rivela l’imprevedibile esplorazione di un luogo dove mito, religione e architettura si intrecciano in modo straordinario, raccontando una delle pagine più affascinanti della civiltà egizia. Un tempio doppio, in perfetto equilibrio tra il dio falco e il dio coccodrillo, che continua ancora oggi ad affascinare viaggiatori e appassionati di storia provenienti da tutto il mondo.

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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