L’Emilia conquista il primato della sostenibilità: dal Po all’Appennino, tre province ottengono la certificazione internazionale Gstc

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di Giovanni Bosi, Rimini / Emilia-Romagna

Un territorio di 8.324 chilometri quadrati, 1,28 milioni di abitanti, tre città d’arte e un mosaico straordinario di paesaggi, tradizioni e comunità. Visit Emilia, che riunisce Parma, Piacenza e Reggio Emilia, ottiene il prestigioso riconoscimento del Global Sustainable Tourism Council, diventando la più estesa destinazione certificata del mondo occidentale. Un risultato che premia un modello turistico fondato sulla tutela dell’ambiente, sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sul coinvolgimento delle comunità locali. Ma soprattutto una sfida per il futuro: crescere senza consumare le risorse che rendono unica questa parte d’Italia.

 

(TurismoItaliaNews) Un primato internazionale che parte dalle rive del Po, attraversa le grandi distese della Pianura Padana, incontra città d’arte, castelli e borghi storici, per poi risalire fino ai crinali dell’Appennino. L’Emilia conquista un riconoscimento destinato a rafforzarne il ruolo sulla scena turistica mondiale: Visit Emilia – Destinazione Turistica Emilia ha ottenuto la certificazione del Global Sustainable Tourism Council (Gstc), lo standard internazionale di riferimento per il turismo sostenibile. Un risultato particolarmente significativo non soltanto per l’estensione geografica dell’area interessata, ma soprattutto per la complessità di un territorio densamente abitato, economicamente dinamico e caratterizzato da una straordinaria varietà ambientale, storica e culturale.

Con i suoi 8.324 chilometri quadrati e circa 1,28 milioni di abitanti, la destinazione che comprende le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia diventa infatti la più ampia del mondo occidentale ad aver conseguito questa certificazione. Un traguardo che assume un significato ancora maggiore considerando la molteplicità delle realtà coinvolte: amministrazioni pubbliche, imprese, università, associazioni, operatori turistici e cittadini, chiamati a condividere una visione del turismo capace di coniugare sviluppo economico, qualità dell'accoglienza e salvaguardia delle risorse. Non si tratta semplicemente di promuovere vacanze più rispettose dell’ambiente. La sfida è decisamente più ambiziosa: costruire una destinazione nella quale la sostenibilità diventi un criterio concreto di governo del territorio, influenzando le scelte economiche, la mobilità, la gestione dei servizi, la tutela delle tradizioni e il rapporto tra visitatori e residenti.

L’Emilia conquista il primato della sostenibilità: dal Po all’Appennino, tre province ottengono la certificazione internazionale Gstc

La presentazione al Ttg 2026 di Rimini

Un territorio da record, tra città d’arte e paesaggi straordinari

A rendere particolarmente interessante il risultato di Visit Emilia è proprio la dimensione del territorio certificato. Parma, Piacenza e Reggio Emilia rappresentano tre importanti poli urbani e culturali, circondati da ambienti profondamente differenti, ciascuno con una propria identità. Il Po, il Grande Fiume, disegna paesaggi di golene e silenzi, mentre la Pianura Padana racconta una vocazione produttiva che accompagna da generazioni la vita delle comunità. Le colline custodiscono antichi castelli e borghi, testimonianze di una storia stratificata; l’Appennino, con i suoi boschi e i suoi crinali, costituisce il grande patrimonio verde della destinazione.

Quattro ambienti, dunque, che convivono all’interno di un unico sistema territoriale e turistico. Una diversità che rappresenta una straordinaria opportunità di viaggio, ma anche una responsabilità nella gestione delle risorse e nella definizione di politiche condivise. Il confronto internazionale aiuta a comprendere la portata del riconoscimento. Al di fuori del mondo occidentale, la destinazione saudita The Red Sea, sviluppata lungo la costa tra Umluj e Al Wajh, supera Visit Emilia per superficie, estendendosi su circa 28.000 chilometri quadrati e comprendendo oltre 90 isole. La differenza sostanziale riguarda però la popolazione residente e la complessità del tessuto sociale: il principale insediamento della destinazione saudita conta circa 6.000 persone, con una previsione di 14.000 residenti-lavoratori a regime.

Il Castello Anguissola Scotti Gonzaga di Agazzano

L’Emilia conquista il primato della sostenibilità: dal Po all’Appennino, tre province ottengono la certificazione internazionale Gstc

Le tre province emiliane ospitano invece una popolazione oltre novanta volte superiore anche rispetto a quest’ultima previsione. Visit Emilia è dunque una destinazione turistica che coincide con un territorio intensamente vissuto, nel quale le esigenze dei visitatori devono integrarsi con quelle di chi lavora, studia, produce e abita quotidianamente questi luoghi.

Un anno di lavoro per trasformare la sostenibilità in un progetto condiviso

La certificazione è stata rilasciata da Vireo, ente certificatore riconosciuto dal Gstc, al termine di un percorso durato un anno e sviluppato nell’ambito del progetto Emilia sostenibile. Un gruppo di lavoro dedicato, affiancato da Virtou, società specializzata nella consulenza Gstc, ha coordinato un articolato processo di analisi, confronto e raccolta dei dati. Il riconoscimento non nasce quindi da una semplice dichiarazione di intenti, ma da una verifica strutturata delle politiche e delle pratiche adottate sul territorio.

Quattro gli ambiti fondamentali presi in esame: la governance, intesa come capacità di costruire relazioni efficaci tra istituzioni, imprese e residenti; la sostenibilità culturale, legata alla conservazione del patrimonio e alla gestione degli eventi; la sostenibilità economica e sociale, che considera occupazione, terzo settore e mobilità; infine la sostenibilità ambientale, con particolare attenzione alla tutela dei parchi e alla gestione di acqua, rifiuti ed energia. Un lavoro che ha richiesto soprattutto capacità di ascolto e coinvolgimento.

Parma

Parma

Sono stati organizzati 24 incontri partecipati, di cui nove con stakeholder e imprese turistiche e quindici con operatori e associazioni. Il confronto ha permesso di individuare decine di iniziative già operative, dimostrando come la sostenibilità fosse una realtà presente in numerose esperienze locali, anche prima dell’avvio del percorso di certificazione. Tra gli esempi emersi figurano il RESHhub di Piacenza, i bilanci di sostenibilità di realtà imprenditoriali come Barilla, il progetto KilometroVerdeParma e l’iniziativa Reggio 2030. Esperienze differenti, accomunate dalla volontà di affrontare le trasformazioni ambientali, economiche e sociali attraverso strumenti concreti.

La Regione: «Un turismo di qualità che genera valore e protegge il patrimonio»

Il risultato viene accolto con soddisfazione dalla Regione Emilia-Romagna, che individua nella certificazione un riconoscimento importante delle politiche territoriali orientate alla qualità e alla sostenibilità. «Il riconoscimento del Global Sustainable Tourism Council a Visit Emilia è una bellissima notizia per tutta l’Emilia-Romagna – sottolinea Roberta Frisoni, assessora al Turismo della Regione Emilia-Romagna – Dimostra che un territorio così ampio e così diverso, dal Po all’Appennino, può parlare con una sola voce quando sceglie la strada della sostenibilità. È la direzione su cui la Regione sta investendo: un turismo di qualità, capace di generare valore economico e sociale e di proteggere il patrimonio naturale e culturale che lo rende possibile».

Una prospettiva che attribuisce al turismo un ruolo più ampio rispetto alla sola capacità di attrarre visitatori. La qualità di una destinazione si misura anche attraverso la sua capacità di preservare l’identità locale, favorire lo sviluppo delle comunità e assicurare un equilibrio tra attività economiche e risorse naturali.

Reggio Emilia, il Chiostro di San Pietro

La presentazione al Ttg 2026 di Rimini

Simone Fornasari: «Un traguardo che appartiene a tutta l’Emilia»

La dimensione collettiva del percorso è uno degli elementi maggiormente sottolineati da Visit Emilia. La certificazione, infatti, riconosce un processo che ha coinvolto soggetti diversi, valorizzando competenze e progettualità già presenti nelle tre province. «È un traguardo che appartiene a tutta l’Emilia – commenta Simone Fornasari, presidente di Visit Emilia – In quest’anno abbiamo bussato a tante porte, abbiamo ascoltato Comuni, imprese, università, associazioni e cittadini, e abbiamo scoperto che qui la sostenibilità non era una parola nuova: era già un modo di vivere, fatto di progetti concreti e di persone appassionate. La certificazione Gstc ci consegna un metodo e una responsabilità: continuare a crescere insieme, misurando ogni passo, perché chi viene a trovarci possa vivere il territorio senza consumarlo».

Parole che evidenziano uno degli aspetti più significativi dell’intero progetto: la certificazione non rappresenta soltanto un riconoscimento internazionale, ma introduce un sistema di responsabilità e di monitoraggio destinato ad accompagnare le scelte future. Anche Stefano Ravelli, Board Member del Gstc e presidente del Gstc Italy Working Group, sottolinea la rilevanza del risultato per il sistema turistico nazionale. «La certificazione Gstc di Visit Emilia come destinazione turistica sostenibile è un risultato di straordinario valore, che rende orgoglioso l’intero sistema turistico italiano. Con i suoi 1,2 milioni di abitanti, è la destinazione certificata più grande al mondo, a testimonianza di un percorso capace di coinvolgere comunità, imprese e stakeholder in una visione condivisa di sostenibilità. Come Board Member del Gstc e presidente del Gstc Italy Working Group, desidero sottolineare soprattutto il valore del lavoro svolto da una piccola organizzazione pubblica che, con visione, competenza e tenacia, ha saputo coordinare un progetto di portata internazionale».

Val Taro, Albareto

Il Castello di Gropparello

Dalle Riserve della Biosfera Unesco ai parchi: la natura come patrimonio da custodire

Il riconoscimento internazionale valorizza anche l’eccezionale patrimonio naturalistico delle tre province emiliane. Il sistema delle aree protette costituisce uno degli elementi fondamentali dell’identità territoriale. Ne fanno parte il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, i parchi regionali e due Riserve della Biosfera del programma Mab Unesco: l’Appennino Tosco-Emiliano e il Po Grande. Una ricchezza ambientale che abbraccia paesaggi fluviali, boschi e territori montani, espressione di un rapporto secolare tra attività umane e natura.

La sostenibilità turistica, in questo contesto, significa anche riconoscere il valore di ambienti che non possono essere considerati soltanto scenari per le vacanze. Sono ecosistemi da proteggere, territori produttivi e spazi di vita delle comunità locali. La certificazione Gstc inserisce questa consapevolezza in un quadro più ampio, nel quale la conservazione del patrimonio naturale deve procedere insieme alla valorizzazione culturale e allo sviluppo economico.

L'Appennino Emiliano

Piacenza

Dati, progetti europei e una nuova strategia per il turismo

Accanto al coinvolgimento delle comunità e alla ricognizione delle iniziative esistenti, Visit Emilia ha avviato un’attività di raccolta e organizzazione dei dati economici, culturali e ambientali. L’obiettivo è disporre di una prima fotografia della destinazione, utile a misurarne l’evoluzione e a verificare nel tempo l’efficacia delle politiche adottate. Un passaggio essenziale per trasformare la sostenibilità da principio generale a processo misurabile. La strategia è stata costruita con la regia di Visit Emilia e con il significativo contributo finanziario della Camera di Commercio dell’Emilia, coinvolgendo il territorio in un percorso condiviso.

A rafforzare questa impostazione contribuiscono anche strumenti e iniziative dedicati alla conoscenza dei visitatori e alla qualità dell’esperienza turistica. Tra questi figurano il progetto europeo D3Hub, sviluppato in collaborazione con altre destinazioni, e una piattaforma che analizza il sentiment dei turisti e la qualità della loro spesa. Sul fronte della comunicazione, la campagna “Emilia Come Te” punta invece a raccontare un territorio accogliente, rivolgendosi a viaggiatori sensibili ai temi della sostenibilità e interessati a un’esperienza rispettosa dell’identità locale. Un insieme di interventi che mette in relazione promozione turistica, innovazione, capacità di analisi e responsabilità territoriale.

Polesine Parmense

Sala Baganza, Rocca Sanvitale

Il vero impegno comincia adesso: conservare il primato e migliorare l’accoglienza

Il riconoscimento Gstc rappresenta un risultato prestigioso, ma non esaurisce il percorso intrapreso dalle tre province. La sfida più impegnativa riguarda infatti la capacità di mantenere nel tempo gli standard raggiunti, rafforzando la collaborazione tra i soggetti coinvolti e verificando concretamente l’efficacia dei progetti. Serviranno continuità nella governance, monitoraggio delle iniziative, attenzione agli impatti economici, sociali e ambientali e una crescente diffusione della cultura della sostenibilità.

È proprio questa la prospettiva che rende il risultato di Visit Emilia particolarmente interessante: dimostrare che un territorio vasto, popoloso e complesso può perseguire obiettivi condivisi senza rinunciare alle proprie differenze. Per il viaggiatore, tutto questo può tradursi in un modo diverso di conoscere l’Emilia. Pedalare lungo il Po, esplorare le colline punteggiate di castelli, visitare le tre città d’arte o percorrere i sentieri dell’Appennino significa entrare in contatto con un territorio che vuole custodire la propria identità anche attraverso il turismo.

Il Castello di Vigoleno

Il primato internazionale diventa così un impegno concreto nei confronti di chi arriva e, soprattutto, di chi in Emilia vive ogni giorno. Perché il valore di una destinazione non si misura soltanto dalla bellezza di ciò che offre ai visitatori, ma anche dalla capacità di conservarlo per le generazioni future. Ed è su questa promessa, ora sostenuta da una certificazione internazionale, che Parma, Piacenza e Reggio Emilia intendono costruire una nuova stagione del turismo.

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