Nel fastoso Palazzo Chigi di Ariccia accompagnati dai fantasmi che un tempo lo abitarono

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Giovanni Bosi, Ariccia / Lazio

Che sensazione dà l'essere accompagnati attraverso il fastoso Palazzo dai fantasmi che un tempo lo abitarono? La visita di palazzo Chigi, ad Ariccia, tra il lago di Albano e il lago di Nemi, nel Lazio, riserva l’esperienza unica del viaggio nel tempo, in luogo pensato dal grande Gianlorenzo Bernini e impreziosito da artisti barocchi. E i fantasmi qui ci sono. Eccome…

 

(TurismoItaliaNews) Beh se pensate ad ectoplasmi col classico lenzuolo bianco o presenze inquietanti, siete fuori strada. Però l’esperienza che dentro palazzo Chigi si può provare, è di quelle che lasciano il segno. Solo il “semplice” visitare questo straordinario contenitore che trasuda storie ed arte, è di per sé da provare. Se poi tra le splendide fughe prospettiche dei battenti che conducono di sala in sala appaiono mute ombre che indicano i preziosi ritratti della stirpe Chigi, e dai preziosi ritratti alle pareti giungeranno le voci della dinastia la cui ricchezza permise ai più grandi artisti del Barocco di realizzare un polifonico inno alla meraviglia, allora qui dentro è la storia che prende vita. Anche perché chi apparirà, confesserà anche i segreti di una dinastia di principesse e principi, di cardinali e papi, svelando le loro olimpiche aspirazioni e le loro umane debolezze.

Nel fastoso Palazzo Chigi di Ariccia accompagnati dai fantasmi che un tempo lo abitaronoE’ questo uno dei modi di visitare questo palazzone appartenuto alla stessa famiglia dell’omonimo Palazzo romano oggi sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questo di Ariccia, nel cuore del Parco regionale dei Colli Albani, dal 1988 è diventato di proprietà del Comune ai fini della valorizzazione turistica del patrimonio oltre che del Palazzo, museo di se stesso. Data la sua enorme rilevanza (basti pensare ai preziosissimi arredi, ma anche al parco di 28 ettari, risalente al XVI secolo) la cessione da parte del principe Agostino Chigi Albani è stata considerata dall’ambiente culturale, scientifico e antiquario internazionale un gesto di benemerenza, quasi una donazione: “Si è trattato in effetti di un nobile, alto di grande lungimiranza e magnanimità – sottolinea l’amministrazione comunale di Ariccia - che ha contribuito a consegnare al mondo un patrimonio culturale di inestimabile valore oggi fruito da tutti, scongiurandone la dispersione, come è avvenuto purtroppo per altre illustri casate”.

Affacciato sulla "Piazza di Corte", ideata da Gianlorenzo Bernini su commissione di papa Alessandro VII (1655-1667), questo grande Palazzo con i suoi 2000 metri quadrati rappresenta uno dei più eccezionali ed unitari complessi architettonici del Barocco romano; e dopo la vendita nel 1917 del Palazzo di piazza Colonna a Roma, ha costituito la più importante residenza chigiana. La sua unicità sta nell’essere un esempio unico di dimora storica rimasta inalterata nel suo arredamento, nel quale sono stati ambientati molti film, tra cui "Il Gattopardo" di Luchino Visconti e “L’Avaro” con Alberto Sordi. “Il vecchio palazzo tardo-cinquecentesco dei Savelli – ci spiegano mentre lo visitiamo - fu ristrutturato ed ampliato tra il 1664 ed il 1672 da Carlo Fontana, probabilmente dietro un'idea del Bernini. Il complesso si presenta come un ibrido architettonico tra il castello, la villa e appunto il palazzo. La sua disposizione simmetrica e la razionalità dell'impianto, ne fanno un esempio originale e precoce dell’evoluzione classicista del Barocco berniniano, allo scorcio del Seicento”.

Nella quadreria ci sono opere firmate da grandi artisti del tempo: da Baciccio al Cavalier d'Arpino, da Pier Francesco Mola a Salvator Rosa, Mario de' Fiori, Carlo Maratta, Giacinto Brandi, Ferdinand Voet, Giovanni Maria Morandi, maestri che hanno lavorato per casa Chigi durante il pontificato di Alessandro VII. Ed è straordinario vedere nella “Stanza delle Belle” i ritratti delle nobildonne dell'aristocrazia romana del Seicento, oppure nella "Stanza delle suore” immortalati i volti delle donne di casa Chigi destinate a finire in monastero. O addirittura nel "Gabinetto dei Ritratti" i visi dei Chigi dal ‘400 ad oggi. Davvero è un viaggio nel tempo, con la sensazione di essere letteralmente osservati da chi secoli e secoli fa passò ugualmente per queste stanze.

Ma il Palazzo conserva anche importanti arredi del Seicento, opera per lo più dell'intagliatore berniniano Antonio Chicari, come la "farmacia" progettata da Carlo Fontana e i due splendidi tavoli da muro disegnati dal Bernini. E il dettaglio più affascinante sono quei preziosi parati in cuoio stampato del Seicento, detto di "Cordova", che rivestono numerose sale, un tempo diffusi in tutta Europa, utilizzati come elemento di arredo anche per essere un perfetto isolante termico ed acustico. E nella cappellina interna c’è pure la celebre sanguigna del Bernini raffigurante San Giuseppe con il Bambino.

All’ultimo piano merita una visita anche il Museo del Barocco, allestito grazie a donazioni che consentono un panorama completo della pittura romana del Sei e Settecento, con aperture internazionali e verso l'Italia centromeridionale: Pietro da Cortona, Mattia Preti, il Borgognone, Carlo Maratta, il Baciccio, Giacinto Brandi, Sebastiano Conca, Pierleone Ghezzi, l'Imperiali, Benedetto Luti, Francesco Mancini, Corrado Giaquinto, Marcello Bacciarelli, Pompeo Batoni, Antonio Cavallucci ed altri. Insomma, se non ci siete mai stati, cosa aspettate ad andare ad Ariccia per visitare il suo famosissimo Palazzo Chigi?

Per saperne di più
www.palazzochigiariccia.it
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www.arteideaeventieservizi.it
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