Quando coltura monastica ed economia mezzadrile sostengono la montagna appenninica: il caso del paesaggio di Moscheta

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E’ un esempio significativo del ruolo storico dei monasteri nella gestione del territorio appenninico a partire dall’anno Mille. L'area si sviluppa intorno all’abbazia fondata intorno al 1037 da San Giovanni Gualberto, alla quale  nel XVIII secolo è subentrata una gestione organizzata secondo lo schema della fattoria mezzadrile toscana, di cui  si conservano ancora alcuni edifici rurali. E’ il paesaggio silvopastorale di Moscheta, in Toscana.

 

(TurismoItaliaNews) Moscheta testimonia il ruolo svolto dalla coltura monastica e dell’economia mezzadrile per lo sviluppo sociale ed economico della montagna appenninica attraverso dieci secoli di storia. Il suo paesaggio documenta la capacità delle popolazioni locali di adeguare l’ambiente montano al soddisfacimento delle condizioni necessarie alla vita, attraverso lo sviluppo di pratiche agricole, forestali e pastorali che hanno impresso le loro forme all’ambiente naturale. Per quanto riguarda l’uso del suolo e le forme colturali, i valori storici si esprimono in misura prioritaria nel castagneto da frutto monumentale, nella faggeta, nel bosco pascolato di specie quercine e nei pascoli. Dal punto di vista insediativo i valori principali sono rappresentati dall’abbazia, dagli edifici di sua pertinenza e dai poderi realizzati dall’azienda mezzadrile di tipo silvopastorale sviluppatasi nel XVIII secolo. Importanti persistenze storiche sono rappresentate dalla presenza di capitozze di faggio, alberi da frutto in zone a pascolo, uccelliere, più altre specie arboree di servizio alle attività agricole.

Tale insieme contribuisce alla significatività del paesaggio, ed alla sua unicità, testimoniando la complementarietà dal punto di vista paesaggistico con il complesso monastico e i fabbricati rurali, in combinazione con gli usi del suolo a carattere silvo-pastorale. Il territorio di Moscheta, comprensivo delle specie animali e vegetali, è un importante esempio della diversità bioculturale associata al paesaggio, come indicato dalla Dichiarazione Unesco - sCbd di Firenze, relativa alla diversità biculturale. L’importanza di Moscheta è rafforzata dalla presenza di attività didattiche, quali il Museo del Paesaggio Storico dell’Appennino e dalle attività agrituristiche. Per quanto riguarda gli aspetti insediativi, l’integrità appare notevole per il complesso monastico ed i fabbricati associati all’abbazia. Appare evidente l’impegno profuso dall’amministrazione nel recupero dell’architettura storica, nonché l’attenzione posta nella scelta dei materiali per i restauri, sia dal punto di vista delle strutture lignee, sia delle opere murarie. L’integrità dei castagneti di frutto appare buona, anche se lo stato sanitario di alcuni esemplari appare precario, problema da addebitarsi all’età e alle frequenti fitopatie. In generale l’architettura monumentale appare ben conservata con interventi si potatura opportunamente rivolti a salvaguardare tale aspetto.

Per quanto riguarda la faggeta, si tratta di un alto fusto ormai maturo in buono stato di conservazione, che mantiene le sue caratteristiche di integrità. All’interno della faggeta sono presenti numerose piazze carbonili un tempo utilizzate per la cottura del carbone. La faggeta è soggetta a regolari interventi selvicolturali. Per quanto riguarda il bosco da pascolo di specie quercine si osserva una densità media ancora non ottimale per lo svolgimento delle funzioni di produzione di ghianda. L’integrità complessiva del bosco risulta comunque buona, anche se si osserva la presenza di attività di pascolo da parte degli ungulati. Per quanto riguarda i pascoli, essi appaiono la compagine forse più compromessa del paesaggio storico di Moscheta, in termini di integrità. Al buono stato di conservazione dei pascoli di fondovalle fa riscontro una precaria integrità dei pascoli di alta quota, interessati da fenomeni di ricolonizzazione da parte della vegetazione arborea ed arbustiva. L’integrità attuale del paesaggio, superiore al 65% rispetto al paesaggio tradizionale presente negli anni ’50, consente l’inserimento all’interno dell’area all’interno della Classe di Integrità IV, in base alla classificazione su sei classi proposta di Criteri di Candidatura proposti dall’Osservatorio Nazionale del Paesaggio rurale.

L’integrità del paesaggio è il risultato non solo della persistenza storica degli aspetti silvopastorali, ma anche delle attività condotte secondo il Piano di Gestione sviluppato dall’Unione dei Comuni Montani del Mugello. Da questo punto di vista è importante segnalare che pur essendo collocata all’interno di un Sito di Interesse Comunitario, il Piano di Gestione è specificamente rivolto alla conservazione del paesaggio attraverso la definizione di interventi di restauro rivolti ad incrementare e mantenere l’integrità. Trattandosi di proprietà pubblica gli interventi gestionali sono coordinati con la Regione Toscana.

 

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