Alle Egadi per il mare cristallino, gli itinerari storici e naturalistici e le leggende antiche e affascinanti

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E’ l’area marina protetta più estesa d'Europa, nota per i suoi numerosi itinerari storici e naturalistici. Mare soprattutto, ma anche le terre emerse, ricche di storia e di mistero, sono un esempio di come la Natura sia fantastica nel forgiare le rocce tra le quali si custodiscono leggende affascinanti. E’ l’arcipelago delle Isole Egadi, all’estremità occidentale della Sicilia.

 

(TurismoItaliaNews) Favignana, Levanzo e Marettimo, insieme con gli scogli di Maraone e Formica, sono i pezzi da novanta dell’arcipelago, uno dei gioielli della provincia di Trapani. Il mare cristallino offre una gamma infinita di colori e le rocce disegnate dal vento e dai millenni sono custodi gelose di leggende antiche.

L'ambiente delle isole si è conservato nei secoli integro nella maggior parte del territorio e dove non sono arrivati l'uomo ed i suoi animali, la flora ha mantenuto i caratteri genuini: Marettimo è un santuario di botanica dove sono state censite ben 515 specie di piante tra le quali spicca la Scabiosa limonifolia che racconta di quando l'isola era collegata ad un continente che si spingeva fino all'Asia Minore. E' nel periodo geologico del triassico che si sono formati i durissimi e bianchi calcari dolomitici che caratterizzano le alte pareti che rendono unica quest'isola in tutto il Mediterraneo: da Punta Troia a Punta Libeccio è un continuo ed incredibile susseguirsi di guglie, strapiombi, grotte inimitabili, incantevoli calette di ciottoli piccolissimi. Sulle dolomie, circa 80 milioni di anni dopo, si sono depositate le rocce calcaree cristalline che hanno formato le parti più alte dell'isola fra cui monte Falcone (686 metri), Pizzo del Capraro (627 metri), punta Campana (630 metri).

Le acque delle Egadi, meta di subacquei e studiosi, formano l'area marina protetta più estesa d'Europa: l'arcipelago presenta tutto il ricco campionario di flora e fauna del Mediterraneo che, grazie alle favorevoli condizioni idrodinamiche ed alla natura geologica dei fondali, morfologicamente molto variati, trova l'habitat ideale per la riproduzione nella zona di riserva integrata a Marettimo. Per l'area marina protetta è prevista una rigorosa politica di conservazione e tutela che si fonda sulla salvaguardia delle specie a rischio e, in generale, dell'ambiente marino nella sua variegata complessità; nel contempo, la protezione dell'ambiente dà impulso alla cultura della fruibilità compatibile per consentire a tutti la conoscenza di questi veri e propri gioielli d'Italia.

Levanzo

Per l'area marina protetta è prevista una rigorosa politica di conservazione e tutela

La Riserva marina valorizza inoltre gli aspetti sociali ed economici delle realtà locali, incentivando le attività ecocompatibili turistiche ed economiche. La tutela dell'ambiente diviene, pertanto, lungimirante nel coniugare la cultura della "fruibilità responsabile" con lo sviluppo necessario alla sopravvivenza stessa dell'arcipelago e dei suoi abitanti: gente orgogliosa e schiva, fiera custode di questi giardini di terra e di mare. Dopo l'Unità d'Italia le Egadi hanno conosciuto l'imprenditoria illuminata dalla famiglia Florio: la tonnara di Favignana e le Case Florio di Levanzo sono due esempi straordinari di architettura rurale.

Di certo, la storia è un elemento fondamentale nelle vicende dei centri abitanti così come del territorio. Sin dalla più remota preistoria, infatti, attraverso questo mare transitarono genti e idee che contribuirono allo sviluppo dell'Europa e dell'Africa: la testimonianza è nella Grotta del Genovese di Levanzo, che conserva al suo interno, in uno scenario surreale, i graffiti che risalgono al 10.000 a.C. Il corso dei millenni ha portato nelle acque del Canale di Sicilia tutte le civiltà e le dominazioni; qui si è incanalato il flusso migratorio culturale che ha portato la Sicilia occidentale ad abbracciare la civiltà fenicio-punica. Qui si è consumato in un sol giorno uno degli eventi che decisero la storia del mondo di allora: la battaglia delle Egadi del 10 maggio del 241 a.C., che spianò la strada al dominio romano nel Mediterraneo. Da allora le Egadi hanno condiviso la storia di Roma, fino alla caduta dell'Impero.

Nella seconda metà del 400 le isole Egadi sono passate sotto il dominio gotico. A Marettimo, su una collina poco distante dal centro abitato, a fianco delle Case Romane (un edificio del I o II secolo d.C. costruito con la tecnica "ad opus reticulatum") sorge una bellissima chiesetta bizantina del V-VI secolo d.C. Nell'800 si sono affacciati nell'arcipelago i saraceni, le cui tracce restano nelle torri d'avvistamento costruite sulle isole; tre secoli più tardi i normanni hanno occupato le Egadi e costruite le loro fortezze al posto delle torri arabe, tra cui il Castello di Punta Troia a Marettimo.

Dopo il periodo normanno tutta la Sicilia ha conosciuto il felice periodo svevo con l'imperatore Federico II. Ben presto è stata la volta degli angioini e poi degli aragonesi. Questi ultimi hanno dato la signoria di Favignana alla famiglia Abbate, che ha condotto nelle Egadi la rivolta dei Vespri Siciliani. Più oltre, durante il Regno delle Due Sicilie, l'arcipelago delle Egadi ha subito anche le scorrerie dei pirati ottomani. Nelle acque di Marettimo, a Cala Spalmatore, poco a nord di Punta Libeccio, a circa 100 metri dalla costa è stato individuato il relitto di una nave del Seicento: ad una profondità di 15 metri sono visibili 8 cannoni di diverse dimensioni e caratteristiche, svariate palle e, nelle vicinanze del sito, un'ancora del tipo "ammiragliato".

Nella seconda metà del 1600 le isole sono state vendute dagli spagnoli al marchese Pallavicino di Genova, attento amministratore delle attività locali: la tonnara, la pesca del corallo e l'estrazione del tufo in questo periodo hanno finalmente avuti un impulso positivo e gli abitanti delle Egadi hanno iniziato a dedicarsi anche all'agricoltura. Con l'avvento dei Borbone, le fortezze delle Egadi si sono trasformate in terribili prigioni: nel forte di Santa Caterina a Favignana è stato rinchiuso il patriota Giovanni Nicotera, mentre nella cisterna del Castello di Marettimo il generale Guglielmo Pepe è sopravvissuto a stenti e torture inenarrabili.

Il sito della Riserva dell'Area Marina Protetta Isole Egadi

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