Dai Chiostri dei Jerónimos all’Europa del Futuro: 40 anni di integrazione che hanno cambiato il destino del Portogallo
Eugenio Serlupini
Il 12 giugno 1985, nei maestosi chiostri del Monastero dos Jerónimos, si è consumato uno dei passaggi più decisivi della storia contemporanea portoghese. In questa cornice carica di memoria e identità, Mário Soares, Rui Machete, Jaime Gama ed Ernâni Lopes hanno firmato il Trattato di Adesione alle Comunità Europee. Un atto formale che, in realtà, ha rappresentato molto più di un ingresso istituzionale: è stato il simbolo del ritorno del Portogallo nell’alveo della democrazia europea dopo decenni di isolamento e autoritarismo.
(TurismoItaliaNews) Quarant’anni dopo, quell’immagine resta impressa come l’inizio di un ciclo di trasformazione profonda. Politica, economia, società e istituzioni sono state plasmate dall’appartenenza allo spazio europeo, in un percorso di convergenza, modernizzazione e apertura internazionale che ha ridefinito il ruolo del Paese nel mondo.
Un anniversario che racconta un cammino
Per celebrare il quarantennale, è stata realizzata un’emissione filatelica commemorativa che ripercorre, attraverso simboli architettonici e istituzionali, il cammino europeo del Portogallo. “Quarant’anni dopo, celebriamo non solo l’adesione, ma l’intero percorso compiuto da allora - spiega Carlos Coelho, commissario per le celebrazioni del 40° anniversario dell’ingresso del Portogallo nelle Comunità Europee - questa emissione include un francobollo dedicato proprio a quel momento fondativo della firma, simbolo visivo dell’impegno europeo del Portogallo e punto di partenza di quel viaggio”.
Evento che le Poste di Lisbona celebrano il 13 marzo con l’emissione di due francobolli e un foglietto filatelico composto da cinque dentelli postali. Accanto all’immagine storica della firma, raffigurano gli edifici che incarnano il funzionamento quotidiano dell’Unione. Tra questi spicca il Palazzo Berlaymont, sede della Commissione europea, “motore esecutivo dell’integrazione, dove vengono concepite politiche, regolamenti e iniziative che hanno segnato in modo decisivo lo sviluppo del Portogallo, dai fondi strutturali al mercato interno”, sottolinea Coelho.
I luoghi del dialogo e del consenso
Non meno simbolici sono il Palazzo Justus Lipsius e il Palazzo Europa, sedi rispettivamente del Consiglio dell’Unione europea e del Consiglio europeo. In questi spazi si incontrano i governi degli Stati membri, si negoziano compromessi e si costruiscono decisioni comuni. Anche il Portogallo, nel corso delle sue presidenze di turno del Consiglio, ha contribuito a forgiare intese e orientamenti strategici, consolidando la propria credibilità diplomatica. Il Parlamento europeo, presente a Bruxelles e Strasburgo, è evocato in due distinti francobolli. Qui risuona la voce diretta dei cittadini europei. Dal 1986, gli eurodeputati portoghesi partecipano alla definizione di una legislazione che incide concretamente sulla vita economica e sociale del Paese, dalla tutela dei consumatori alle politiche ambientali, dalla coesione territoriale ai diritti fondamentali.
L’Europa che parla portoghese
L’emissione rende omaggio anche alle agenzie europee con sede a Lisbona: la European Union Drugs Agency (Euda) e la European Maritime Safety Agency (Emsa). La loro presenza nella capitale portoghese testimonia il riconoscimento del ruolo strategico del Paese, tanto nel campo marittimo – coerente con la sua storica vocazione atlantica – quanto nell’analisi di fenomeni sociali di portata continentale. Queste istituzioni rappresentano non solo un presidio tecnico e scientifico, ma anche un segnale politico: il Portogallo non è più periferia, bensì nodo attivo nella rete decisionale europea.
Un’eredità che guarda avanti
Il francobollo inaugurale, con la fotografia della firma del 1985, funge da ponte tra il passato fondativo e l’architettura istituzionale che ne è scaturita. Ogni progresso evocato negli altri esemplari – infrastrutture, crescita economica, mobilità, diritti – trova origine in quell’atto solenne ai Jerónimos. Quattro decenni dopo, l’integrazione europea resta uno dei pilastri della proiezione internazionale del Portogallo e del miglioramento continuo delle condizioni di vita dei suoi cittadini. Il percorso non è stato privo di sfide – dalle crisi finanziarie alle tensioni geopolitiche – ma ha consolidato una cultura di cooperazione, solidarietà e fiducia reciproca.
L’anniversario non è soltanto una ricorrenza celebrativa. È la riaffermazione di un’ambizione: quella di un Portogallo pienamente europeo, protagonista nella costruzione di un progetto comune che continua a evolversi. Dai chiostri manuelini di Lisbona alle sale vetrate di Bruxelles e Strasburgo, il filo rosso dell’integrazione unisce memoria e futuro, identità nazionale e destino condiviso.
I crediti delle immagini utilizzate per i francobolli: N20g Fernando Ricardo, 12.06.1985, © Arquivo Fotográfico da Assembleia da República; E20g © Wirestock, Inc. / Alamy Stock Photo / Fotobanco.pt; per il foglietto filatelico: sfondo Manuel Moura, © 2007 Lusa - Agência de Notícias de Portugal, S.A.; francobolli: edifício Justus Lipsius © European Union; edifício Europa © European Union; edifício Louise Weiss Foto / photo Denis Lomme; © European Union 2025 - fonte Ep; edifício Spaak ph Melanie Wenger; © European Union 2017 - fonte Ep; edifício Berlaymont ph Christophe Licoppe, © European Union 2023.





