Seduzione Etrusca. Dai segreti di Holkham Hall alle meraviglie del British Museum
Non poteva esserci luogo più significativo dove realizzare la mostra. “Seduzione etrusca. Dai segreti di Holkham Hall alle meraviglie del British Museum”– oltre 150 opere esposte tra reperti etruschi, dipinti, disegni, documenti antichi, oggetti d’epoca, manoscritti e volumi - è il grande evento espositivo internazionale che si tiene dal 21 marzo al 28 settembre 2014 a Cortona, promosso dal Maec - Museo dell’Accademia etrusca e della Città di Cortona, dal British Museum e da Halkam Hall, con il sostegno di Regione Toscana e la collaborazione di tanti musei italiani che hanno prestato opere uniche.
(TurismoItaliaNews) Una mostra - evento che ricostruisce tra dipinti, disegni, reperti archeologici, documenti ed oggetti, la nascita dell’etruscologia moderna nel XVIII secolo e la passione degli anglosassoni e dell’Europa per gli Etruschi, con prestiti eccezionali per la prima volta in Italia dal British Museum e dalla residenza di Holkham Hall e i più noti capolavori etruschi accostati ai disegni originali del De Etruria Regali.

L’origine. La passione per l’antico e per gli Etruschi nel mondo anglosassone e la moda del Grand Tour; un giovane rampollo dell’aristocrazia inglese Lord Thomas Coke, appassionato di Tito Livio, costruttore di Holkham Hall e dal 1744 I° conte di Leicester; il manoscritto Dempster scritto in latino quasi un secolo prima e rinvenuto fortuitamente presso un antiquario fiorentino nel 1719; la corte dei Medici impegnata a rinnovare il mito delle sue origini; le prime campagne di scavo e l’eco delle grandi scoperte etrusche; un’impresa editoriale durata sette anni e la figura di Filippo Buonarroti, erudito, archeologo dilettante, collezionista e ministro ducale: nasce in questo clima effervescente l’etruscologia, lo studio e la moda per gli Etruschi che infiamma l’Europa a partire dal XVIII secolo; con i loro misteri, la loro arte, i tesori ancora nascosti nelle viscere della terra, nel cuore dell’Italia.
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La miccia che la farà esplodere è la pubblicazione a Firenze, finanziata proprio da Lord Coke, del De Etruria Regali libri VII di Thomas Dempster. Siamo nel 1726 e sarà il primo libro a stampa completato da un corredo iconografico delle principali opere etrusche in Italia. Quasi 300 anni più tardi, il ritrovamento dei disegni originali e delle lastre di rame incise per il volume – in un corridoio d’attico di Holkham Hall, straordinaria residenza fatta erigere in Norfolk dal conte di Leicester – e la recentissima scoperta di nuovi documenti sulla pubblicazione del De Etruria, forniscono l’occasione di una mostra storica e forse irripetibile.
Un’esposizione che rievoca quel clima, ripercorre e svela l’avventura di un uomo e la sua passione, descrive i legami tra il mondo anglosassone e l’Italia tra Sette e Ottocento, indaga la seduzione degli Etruschi in Gran Bretagna e il gusto all’etrusca, mostra per la prima volta al pubblico alcuni “capolavori simbolo” di quell’antico popolo - come l’ “Arringatore” e il “Putto Graziani” - accanto ai disegni originali del De Etruria e - ancora - le meraviglie etrusche confluite nelle raccolte del British Museum in tre secoli di collezionismo, contese e acquisizioni: un nucleo di oltre 40 opere prestate dal grande museo londinese per la prima volta al mondo, in questa eccezionale occasione.
A Cortona, l’anno successivo la pubblicazione del De Etruria Regali nasce, sull’onda dell’interesse esploso, la prima Accademia di studi etruschi in Europa - l’Accademia Etrusca di Cortona - alla quale si iscriveranno i maggiori intellettuali del tempo, da Montesquieu a Voltaire, e moltissimi inglesi. Qui, una politica attenta di scavi, ricerche, restauri e muselizzazione, perseguita con tenacia negli ultimi vent’anni, ha portato oggi ad avere un sistema archeologico a ciclo completo - Parco, gabinetto di restauro, Museo – assolutamente all’avanguardia.
E sempre Cortona ha avviato dal 2009, affiancata da Villaggio Globale International, importanti collaborazioni internazionali che l’hanno portata a dialogare e progettare grandi eventi con alcune della maggiori realtà museali del mondo: il Museo Statale Ermitage, il Museo del Louvre e ora il British Museum e Holkham Hall.
La figura di Coke cultore dell’antico e i suoi soggiorni in ItaliaLa mostra, curata da Paolo Bruschetti, Bruno Gialluca, Paolo Giulierini, Suzanne Reynolds e Judith Swaddeling è accompagnata da un catalogo di grande respiro (edito da Skira), che costituirà una pietra miliare negli studi in questo campo per i tanti documenti inediti proposti. La mostra, dopo un tuffo nel clima del Grand Tour settecentesco, ripercorre la figura di Coke cultore dell’antico e i suoi soggiorni in Italia, nel corso dei quali il giovane visitò musei e gallerie, collezionò opere d’arte e libri antichi, commissionò disegni e dipinti, sviluppando un interesse crescente per la civiltà etrusca. Grazie ai prestiti che giungono per la prima volta nel nostro Paese dalla residenza del Viscount Edward Thomas Coke, si potranno ammirare - accanto a documenti relativi al viaggio - le preziose edizioni miniate del Tito Livio acquistate in Francia dal Coke, con i riferimenti alla Roma Repubblicana di cui gli aristocratici inglesi si sentivano eredi e i richiami al popolo etrusco. Quindi una selezione dei disegni in cui il giovane “turista” fece riprodurre monumenti e antichità ammirati nei suoi viaggi – dall’“Athena Chigi” alla “Iuno Lanuvina” - e gli acquerelli e i dipinti che volle portarsi in Inghilterra: come i fogli di Gasper Wan Wittel con diversi “Panorami”, i due bellissimi dipinti dello stesso autore raffiguranti “La Basilica e la Piazza di San Pietro” o “Il colosseo e l’Arco di Costantino”, i Paesaggi con rovine di J. F. van Bloemen, quello con “Apollo, la mandria di Admeto e Mercurio” di C. Lorrain o l’imponente tela di Procaccini con “Tarquinio e Lucrezia”. In mostra, prestato dalla Galleria degli Uffizi, anche una replica della “Visione di Enea nei Campi Elisi” di Conca: una delle sei opere ispirate a Livio e a Virgilio commissionate da Coke, in cui il futuro conte di Liecester volle farsi ritrarre nelle sembianze di Orfeo o dello stesso Virgilio. E’ in questo clima appassionato, ricostruito anche attraverso piante e vedute delle città, volumi e guide turistiche del tempo, che s’innesta l’avventura editoriale del De Etruria Regali e il rafforzarsi della seduzione etrusca. Ecco allora, nel percorso allestito dall’architetto Andrea Mandara a Palazzo Casali, volumi e immagini a ricordare la figura di Filippo Buonarroti, altra personalità chiave della vicenda; ecco le opere etrusche di Casa Buonarroti che Thomas Coke visitò frequentemente nei suoi soggiorni fiorentini - le urne funerarie, il Satiro liricine, la Stele di Larth Ninie che è il più antico esemplare di stele funeraria decorata della scuola scultore fiesolana – o, ancora, i preziosi reperti etruschi che il nobile inglese osservò nelle collezioni medicee: vasi e piccoli eccellenti bronzi prestati dal Museo Archeologico di Firenze. |

Ma soprattutto in mostra, dopo trecento anni di assenza dall’Italia, torna l’unica copia del manoscritto originale di Thomas Dempster, con la custodia che ripropone lo stemma dei Liecester, e - insieme a lettere e documenti chiarificatori di un progetto di grande respiro - tornano anche alcuni dei disegni preparatori originali e delle matrici in rame realizzati per le tavole integrative dell’edizione a stampa del 1726 del De Etruria, che Lord Coke finanziò con oltre 2000 scudi fiorentini. Dalla ricchissima collezione del British giungono dunque a Cortona eccezionalmente oltre 40 opere etrusche - mai un prestito così consistente - selezionate privilegiando la provenienza dall’Etruria centrale: da Prato, dal lago degli Idoli del Falterona, da Arezzo, Perugia, Cortona, Chiusi, Orvieto, Sartiano, Bolsena e Vulci. Opere in gran parte mai prestate prima dal prestigioso museo inglese.
Statuette votive di pregevolissima fattura, urne, bronzi, ceramiche, gioielli, steli votive lontane dalla terra d’origine da centinaia di anni offriranno una carrellata di testimonianze eccellenti della cultura etrusca: basti pensare alla famosissima statuetta dell’“Offerente” rinvenuta nel 1735 a Pizzidimonte vicino alla riemersa città etrusca di Gonfienti o all’importante “Testa bronzea a grandezza naturale” scoperta in un’isola del lago di Bolsena nel 1776 o, ancora, alla semisconosciuta e affascinante “Statua-cinerario” in pietra calcarea, alta addirittura 1,40 metri, rinvenuta a Lucignano (Arezzo). Da marzo sono a Cortona in questa spettacolare mostra.
Per saperne di più
Palazzo Casali, piazza Signorelli, Cortona
dal 21 marzo al 28 settembre 2014
tel. 0575 - 637235
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www.cortonamaec.org
Orari: aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19
Come raggiungere Cortona
In aereo
Aeroporto internazionale di Firenze Peretola a circa 120 km
Aeroporto nazionale Perugia “San Francesco d’Assisi” a circa 60 Km
In treno
linea ferroviaria Firenze-Roma: stazione di Terontola o Camucia
linea ferroviaria Terontola-Perugia-Foligno-Terni: stazione di Terontola
Arrivati alle stazioni è facile raggiungere Cortona con taxi o autobus
In auto
Uscire dall’autostrada del Sole (A1) al casello Valdichiana. Subito dopo l’uscita dal casello prendere la supestrada E45 (raccordo Siena-Perugia) in direzione Perugia ed uscire alla seconda uscita per Cortona (Cortona San Lorenzo). Da qua basterà seguire le indicazioni già numerose per Cortona in modo da arrivare alla SR71 in località Camucia deviando per Cortona - Città di Castello
Servizio autobus L.F.I.
Se si arriva in treno alle stazioni di Camucia, Terontola, Arezzo o Castiglion Fiorentino è possibile raggiungere Cortona con il servizio autobus

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