L’Italia dei tesori continua a svelarsi: tanti ritrovamenti archeologici da nord a sud

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L’Italia non finisce di stupire per i suoi tesori che vengono continuamente riportati alla luce grazie al lavoro di archeologi, studiosi e persino appassionati del patrimonio storico e culturale del Bel Paese. Queste ultimissime settimane hanno riservato non poche sorprese, che se da un lato arricchiscono il repertorio dei reperti, dall’altro consentono di posizionare altri tasselli nella ricostruzione delle complesse antiche vicende nella penisola italica. Da Aosta al Foggiano, da Tarquinia a Selinunte, ecco la mappa delle ultime scoperte.

 

(TurismoItaliaNews) Come ad esempio ad Aosta, dove uno scavo archeologico e i successivi studi sui reperti individuati, hanno consentito di appurare che una pietra tornata alla luce nel febbraio 2012, è da ricondurre ai riti di fondazione, avvenuti oltre 2.000 anni fa, della città romana fortificata di Augusta Praetoria. Sulla pietra sono visibili altorilievi che raffigurano simboli del dio mitologico Priapo, l'aratro e il capricorno, emblema celeste dell'imperatore Augusto. Il reperto era conservato sotto uno spesso strato di limo, portato nei secoli dalle alluvioni del vicino fiume Buthier, che ne ha permesso la sua buona conservazione. sino ad oggi.

“'I due evidenti falli rappresentati dai romani in quanto omaggio al dio Priapo sarebbero stati sicuramente eliminati in epoca medievale perché considerati come simbolo pagano volgare” ha spiegato l'archeologa Stefania Bertarione che ha scoperto il reperto. Considerando l'orientamento dello spigolo della pietra - posta un metro e mezzo sotto terra sullo spigolo sud est della Torre dei balivi, il punto più alto della città – ha consentito una scoperta sulla data esatta di fondazione della città. “Le punte dei due falli indicano una zona verso l'orizzonte a sud dell'est, dove il sole sorge nei mesi invernali. Oltre all'anno che già conosciamo, il 25 avanti Cristo – ha aggiunto l'archeologa Stefania Bertarione - possiamo ipotizzare quindi il giorno della fondazione, che è a cavallo del solstizio di inverno, tra il 21 e il 25 dicembre”. Gi studi proseguono.


Dalla Valle d’Aosta alla Puglia, più esattamente nel Comune di Ischitella, in provincia di Foggia, dove una quarantina di reperti in bronzo, interi e in frammenti, sono stati trovati dalla guardia di finanza durante scavi nella stessa zone in cui negli anni scorsi erano stati rinvenuti scheletri e altri reperti. Il materiale è stato esaminato dalla Soprintendenza ai beni archeologici e considerato di enorme interesse storico - archeologico, in quanto risalente al X/IX secolo avanti Cristo. L'area dello scavo è stata sottoposta a sequestro per prevenire tentativi di scavi clandestini.


Anche Tarquinia, nel Lazio, continua a riservare sorprese e a restituire testimonianze del periodo etrusco. L’ultima in ordine di tempo è la scoperta della tomba del VI secolo avanti Cristo rinvenuta nella necropoli etrusca della Doganaccia. “Una scoperta straordinaria che impreziosisce il patrimonio archeologico e culturale del nostro territorio” ha commentato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Grazie all'impegno e alla tenacia degli archeologi dell'Università di Torino e della Soprintendenza per i beni archeologici dell'Etruria meridionale è stato possibile riportare alla luce una tomba completamente intatta che conserva ancora al suo interno le ossa di un principe. Una scoperta di grande pregio che, sono certo, riserverà ancora sorprese.

Novità pure dalla Sicilia, dove nel parco archeologico di Selinunte consente ancora straordinari ritrovamenti. L'ultimo è di un team dell'Istituto archeologico germanico di Roma e dell'Università di Bonn, guidato dal professor Martin Bentz, che in quattro settimane di scavi hanno riportato alla luce, nella cosiddetta valle del cotone, un laboratorio artigianale del V secolo avanti Cristo ancora molto ben conservato, pavimentato con tegole in terracotta e dotato di un pozzo profondo e con anelli, sempre in terracotta, dal quale, per gli archeologici, veniva prelevata l'acqua utile a lavorare l’argilla.


Trovate anche varie attrezzature, tra cui macine, pestelli, mortai e matrici utili alla produzione dei manufatti. Alla luce sono state riportate pure tre fornaci di cui una rettangolare e due circolari. Una di queste ultime ha un diametro di oltre cinque metri. E' il terzo anno che il gruppo diretto dal professor Bentz effettua scavi nel parco archeologico di Selinunte durante i quali ha scoperto il quartiere artigianale dell'ex colonia greca che veniva utilizzato per la produzione di laterizi e ceramica.

 

 

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