Asti riscopre il suo passato medievale: il Palio riaccende le rivalità con la corsa di cavalli tra le più antiche d'Italia

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È datata 1275 la prima attestazione di quello che si è trasformato in un evento turistico di richiamo per un territorio, il Monferrato, già ricco di storia e tradizioni e riconosciuto dall'Unesco per i paesaggi vitivinicoli da tutelare. La città di Asti ad inizio settembre riscopre la sua antica passione e il suo passato medievale: torna il Palio, la corsa di cavalli tra le più antiche d'Italia.

 

(TurismoItaliaNews) L’appuntamento è per domenica 2 settembre 2018 con la 51.a edizione dalla ripresa della tradizione: il Palio di Asti si disputa in piazza Vittorio Alfieri, la piazza triangolare intitolata al concittadino più illustre, il poeta e drammaturgo settecentesco che nacque e visse qui. Corrono lungo il tracciato in terra battuta i mezzosangue montati a pelo dai fantini, "per una manifestazione che si sta trasformando in festa per turisti e cittadini" spiega il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, uomo di Palio per tradizione familiare. Centinaia di borghigiani sono pronti a tifare per i loro colori: 21 tra borghi, rioni e comuni che si contendono il drappo. A dipingerlo quest'anno Antonio Guarene, architetto e artistica locale.

Sono ventuno i contendenti che nei giorni della vigilia tentano vigorosamente di propiziare la vittoria con cene pantagrueliche, riti scaramantici, burle salaci nei confronti degli avversari, sino all’ultimo intenso confronto in campo, preceduto dal sontuoso corteo, composto da oltre milleduecento figuranti in costume medievale. Dopo molto impegno, tanta passione e altrettanti affanni uno soltanto potrà stringere tra le mani il drappo cremisino con le insegne della città. Per tutti la grande festa incomincia già il fine settimana precedente con la mostra del Maestro del palio, il variopinto mercatino, la sfilata dei bambini e le prove in pista per saggiare le forze in campo, in un crescendo da cardiopalma. Ma per capire il Palio è necessario esserci, calarsi nella festa, magari seguendo direttamente le vicende di uno dei ventuno partecipanti: dagli sguardi dei borghigiani, che hanno lavorato un anno intero, si capirà davvero che cosa significa la passione viscerale, l’attaccamento fortissimo ai colori, l’irrefrenabile voglia di vincere, l’incontenibile gioia della vittoria, l’amarezza della sconfitta.

Nella centralissima Piazza Alfieri, cuore della città, si allestiscono, in sole due settimane, la pista per la corsa, le tribune per il pubblico e le scuderie che ospiteranno i cavalli da corsa. La piazza si trasforma: un gruppo di esperti, coordinati da un geologo, verifica l’esatta miscela di sabbie astiane del pliocene superiore, così che l’impasto non sia troppo cedevole o, al contrario, troppo consistente. La pista infatti dovrà «tenere» per tre giri di corsa, sia in caso di pioggia imprevista, sia in caso di tempo asciutto, perché i cavalli, in curva come in rettilineo, possano esprimere il massimo in sicurezza. Proprio per questo il tracciato è stato lungamente studiato da una commissione di tecnici: le curve sono state calibrate in modo da consentire la massima sicurezza in corsa e sono protette da robusti «materassi». Dal 2011 la pista è recintata da un segnapista appositamente studiato, foggiato a “collo d’oca” in materiale plastico che contiene ma non contrasta gli urti.

Questo ritrovato, unico in Italia sulle piste per i Palii, completa le tutele di carattere tecnico adottate negli anni. La partenza si dà «al canapo»: viene tesa una grossa corda - immaginate la gomena di una nave - lunga circa 15 metri e pesante quasi un quintale, che, con un sistema di argano elettromeccanico, attraversa la pista da un punto all’altro della linea di partenza. Il mossiere, piazzato su un podio, chiamerà i diversi partecipanti alla batteria e quando giudicherà regolamentare l’allineamento, farà cadere il canapo. A quel punto, per i 450 metri di pista e per i tre giri di corsa di ogni batteria e della finale, sarà tutto in mano all’abilità dei fantini e allo sprint dei cavalli. Per allestire la pista servono circa settecento metri cubi di sabbie astiane.

La giornata del Palio inizia nelle diverse parrocchiali, con la cerimonia di benedizione dei cavalli al mattino. Poi di fronte alla Collegiata del Santo Patrono, in piazza San Secondo, l'esibizione degli sbandiertaori dell'Asta, che vestono tutti i colori dei contendenti e che quest'anno celebrano il loro cinquantenario di fondazione. Alle 14 da piazza della cattedrale si muove, per attraversare il centro storico, il corteo composto da oltre 1.200 figuranti che indossano riproduzioni fedeli di abiti medioevali. Apre la sfilata, per la prima volta, il gruppo a cavallo del capitano del Palio, Michele Gandolfo, il garante della corsa insieme ai suoi giovani magistrati e cavalieri. Chiude il corteo il carroccio trainato dai buoi, che porta lo stemma della città e i premi per i vincitori, scortati dagli arcieri. In torretta, per dare la “mossa", torna Renato Bircolotti, già mossiere per tredici edizioni fino al 2015. Spetta a lui dare il via alla prima delle tre batterie che portano, tre cavalli ciascuna, alla finale.

Il Palio di Asti fa anche vivere strade, piazze e palazzi storici del centro con mostre ed eventi collegati, a partire dalla personale dedicata al maestro del Palio a palazzo Alfieri, al museo dedicato a palazzo Mazzola, fino a palazzo Mazzetti. "Il Palio è un'occasione per far innamorare della nostra città e per farla vivere e scoprire" dice il primo cittadino. Tra le novità di quest'anno, la presentazione ufficiale dei fantini il giovedì che precede la corsa, alle ore 23, dal balcone del palazzo comunale che si affaccia su piazza San secondo dove ogni borgo, rione e Comune ha allestito il mercatino di prodotti artigianali.

Venerdì 31 agosto inizia il countdown con le prove ufficiali della pista, che proseguono anche il giorno successivo in cui le tribune aprono gratuitamente al pubblico. Il sabato pomeriggio un migliaio di bambini sfilano per il centro storico con costumi medioevali creati appositamente per loro dai sarti dei comitati palio. E per propiziare la vittoria, le numerose cene di vigilia dei comitati palio. Ogni rettore e ogni borghigiano spera di portarsi a casa l'ambito drappo. A vincerlo lo scorso anno i giallo verdi del rione San Lazzaro.

Per saperne di più
www.comune.asti.it
www.astiturismo.it
www.sistemamonferrato.it

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