Turismo del vino driver di sviluppo rurale sostenibile: in Moldova la Wine Tourism Global Conference Unwto rilancia le opportunità

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Il turismo del vino? Un importante driver di sviluppo delle aree rurali. Il turismo sostenibile implica l’integrazione di obiettivi economici e ambientali con lo scopo di attrarre e mantenere nuovi visitatori, ma anche di preservare l’unicità culturale degli obiettivi turistici. Se ne è parlato in Moldova, dove si è da poco conclusa la terza edizione della Wine Tourism Global Conference Unwto.

 

(TurismoItaliaNews) Esperienze memorabili, sostenibilità e autenticità sono i tre trend emersi dall’edizione 2018 della Wine Tourism Global Conference tenutasi nel Paese dell’Est europeo che in tema di vino ha molto da dire: la Moldova - tra i 20 maggiori produttori al mondo con 1,8 milioni di ettolitri nel 2017 - è stata infatti scelta proprio per l’impatto che il settore vitivinicolo ha sull’economia interna e in particolare sul settore turistico. La conferenza ha attratto in Moldova oltre 250 partecipanti da circa 30 paesi del mondo, che hanno potuto conoscere l’offerta enoturistica moldava.

L’inaugurazione ufficiale dell’evento ha avuto come cornice Castel Mimi, il primo e più sontuoso “château” della Moldova, tra le più affascinanti destinazioni turistiche del Paese. Situato a circa 30 km dalla capitale Chisinau, Castel Mimi fu fondato nel 1893 dall’ultimo governatore di Bessarabia, Costantin Mimi. La cantina è diventata un emblema del paese e della sua offerta enoturistica, essendo il castello un monumento architettonico di importanza nazionale, che con il recente restauro curato dal designer italiano Arnaldo Tranti, si è dotato di lussuosi servizi, quali ristoranti, camere per gli ospiti, sale meeting e wine spa.

“I vini moldavi sono il migliore biglietto da visita del nostro Paese – ha tenuto a sottolineare Pavel Filip, primo ministro della Repubblica di Moldova nell’aprire i lavori - proprio come la gente della Moldova, i vini moldavi hanno attraversato molte difficoltà: la politica sovietica di distruzione della vite, una serie di embargo imposti dalla Federazione Russa, grazie ai quali i vini moldavi sono migliorati e diventati più competitivi. Ecco perché, quando vado all’estero, porto sempre una bottiglia di vino locale come souvenir dalla Moldova, perché il nostro vino è in grado di raccontare molto di più di noi moldavi di quanto possa fare qualunque discorso. Il governo si affida all’Agenzia per gli investimenti come istituzione la cui missione è di far conoscere la Moldova nel mondo. Ma voglio far notare che ognuno di noi può contribuire alla promozione del Paese se lo ama: la sua natura, la sua cultura e la sua gente”.

E da parte sua Jaime Cabal, vice segretario generale Un World Tourism Organization, si è congratulato con il governo moldavo per i progressi nel settore turistico: “Le destinazioni turistiche che ho visitato – la cantina Milestii Mici, la cui collezione di 1,5 milioni di bottiglie di vino è la più grande del mondo, Castel Mimi, un castello con una storia ragguardevole – fanno ben sperare nel futuro del turismo in Moldova. Questo paese dovrebbe sfruttare i vantaggi che questo settore offre: creazione di posti di lavoro, importanti fonti di reddito e sviluppo rurale”.

Significative le conclusioni di questa Conferenza Globale sul Turismo del Vino Unwto: il turismo del vino deve essere riconosciuto come una parte importante dell’offerta turistica nazionale e come fattore di sviluppo delle comunità rurali. Le collaborazioni pubblico-privato, la complessità del turismo del vino e la diversità dei partner coinvolti richiedono l’implementazione di modelli collaborativi innovativi. E del resto il contributo del turismo del vino allo sviluppo rurale si può raggiungere solo se ogni membro della comunità viene coinvolto e beneficia dell’intera catena di azioni. Le piccole e medie imprese hanno bisogno di essere sostenute, e un quadro normativo favorevole e l’accesso a fonti di finanziamento potrebbero aiutarle a implementare la trasformazione digitale e l’innovazione. In fin dei conti il turismo del vino non è solo un modo per le cantine di incrementare le loro entrate. È necessario un punto di vista diverso sul turismo rurale e culturale, che implica un approccio olistico nella gestione delle destinazioni turistiche.

Considerazioni che, da parte sua, la Moldova ha già iniziato a fare proprie: “Abbiamo vigneti di grande qualità, dai quali ricaviamo vini sempre migliori, incrementando il valore del paese nella comunità vinicola mondiale – ha osservato Chiril Gaburici, Ministro dell’Economia e delle Infrastrutture della Repubblica di Moldova, ribadendo l’interesse e gli investimenti nel settore turistico – a livello globale i turisti hanno superato il miliardo e la Moldova deve essere in grado di attrarne almeno una parte. Abbiamo installato oltre 150 cartelli turistici, che guideranno i visitatori verso le principali attrazioni turistiche del paese: cantine, monasteri, chiese, musei, riserve naturali ecc. Non abbiamo spiagge o piste da sci, ma abbiamo invece gente ospitale, cibo squisito e vini straordinari”.

La Conferenza è terminata con una cerimonia nella famosa cantina Cricova, bene che fa parte del patrimonio culturale nazionale. Gli organizzatori moldavi, con i rappresentanti dei Paesi che hanno ospitato le precedenti edizioni, Georgia e Argentina, hanno ufficialmente passato le consegne al rappresentante del Cile, dove avrà luogo la quarta edizione della Global Conference on Wine Tourism nel 2019.

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