A Trieste il 33° Festival del Cinema Latino Americano: le inquietudini del subcontinente, la sua capacità di ridere

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Oltre un centinaio di produzioni racconteranno le inquietudini del subcontinente, la sua capacità di ridere e far ridere, di analizzare il passato e di sognare il futuro. A Trieste dal 10 al 18 novembre 2018 va in scena al Teatro Miela la 33.a edizione del Festival del Cinema Latino Americano. Commedie, thriller, drammi familiari, storie di riscatto e di rinascita, il cinema latinoamericano è sempre più lontano dagli stereotipi e conquista scena e premi internazionali, dagli Oscar alla Mostra di Venezia, passando per la Berlinale.

 

(TurismoItaliaNews) Le sezioni competitive, Concorso Ufficiale e Sezione Contemporanea, presenteranno film prestigiosi, di cui sentiremo ancora parlare. Per esempio, ...Y de pronto el amanecer di Silvio Caiozzi è il candidato del Cile all'Oscar al Miglior Film Straniero (il Cile ha già vinto quest'anno, con Una donna fantastica di Sebastián Lelio). Il thriller El Jardín de la clase media di Ezequiel C. Inzagui è ambientato in una Buenos Aires glamour, che svelerà, però, una trama di corruzione fino alle più alte sfere politiche; nel cast, numerose star della tv e del cinema argentini. La commedia Se busca novio... para mi mujer di Diego Rougier è stata campione d'incassi nel Cile, interpretata dai popolari Javiera Contador e Fernando Larraín, protagonisti di una sit com di grande successo nella tv cilena, qui alle prese con una storia di coppia non tanto scoppiata come sembrerebbe. The last chance di Paulo Thiago ripercorre la storia vera di Fabio Leão: una gioventù di piccola criminalità e carcere nella favela Vila Kennedy di Rio de Janeiro, in Brasile, fino alla redenzione attraverso l'amore di Luciana e il pugilato, che fanno pensare un po' a Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti.

I documentari presenti nelle sezioni del Festival affrontano i temi più sorprendenti, tra gli altri ci sono anche la storia millenaria di Teotihuacán, il più famoso sito archeologico del Messico, vista però da un misterioso tunnel sotterraneo, che ha richiesto 5 anni di scavi, prima di svelarsi (Misterios del inframundo en Teotihuacán di Eduardo Flores Torres); la passione per il palindromo (le frasi che si leggono allo stesso modo, iniziando da destra o da sinistra), che coinvolge e travolge in modo irresistibile e divertente persone di ogni età (Viva el palíndromo di Tomas Lipgot); la storia dell'arcivescovo di San Salvador, il beato e ormai prossimo alla santificazione Oscar Romero, ucciso dagli squadroni della morte nel 1980 perché vicino agli ultimi nello sforzo di emanciparsi dalle oligarchie (Il Risarcimento: monsignor Romero, il suo popolo e Papa Francesco di Gianni Beretta e Patrik Soerge).

L'Omaggio e la Retrospettiva
L'Omaggio del Festival quest'anno è dedicato al suo presidente onorario, il regista italo-argentino Fernando Birri, scomparso il 27 dicembre 2017. Considerato il padre del Nuovo Cinema Latinoamericano, Birri, di origini friulane, era nato a Santa Fé e aveva studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Tornato in patria, aveva fondato l'Instituto de Cinematografía de la Universidad Nacional del Litoral, quindi, a Cuba, la Escuela Internacional de Cine y Televisión di San Antonio de los Baños, di cui è stato anche direttore e che oggi è una delle scuole cinematografiche più importanti dell'America Latina. La Retrospettiva di quest'anno propone il lavoro di Rosemberg Cariry, regista, poeta, scrittore e cantore del Nord Est brasiliano. Nato nel Cearà nel 1953, ha raccolto le tradizioni locali e, cosciente della loro probabile scomparsa nel contatto con la modernità, le ha raccontate attraverso libri, registrazioni, documentari, film.

I 100 anni della Triestina e il calcio sudamericano
Per celebrare i 100 anni della Triestina, una delle grandi protagoniste del calcio italiano della prima metà del Novecento, il Festival presenterà una serie di film e documentari sul calcio sudamericano, alcuni dei quali provenienti dalla preziosa cineteca di O Globo, la più importante catena televisiva dell'America Latina. Si parla di calcio e dei suoi legami con la politica in Mundial 78, la historia paralela, che ricostruisce il rapporto tra il mondiale argentino e la Giunta dei generali, e in Democracia em preto, che ricorda la resistenza del Corinthians di Socrates e Casagrande negli anni della dittatura militare e, in particolare, l'impegno della squadra in favore del voto diretto del Presidente della Repubblica Brasiliana. Il Mundial dimenticato è una chicca firmata da Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, ispirata al racconto di Osvaldo Soriano Il figlio di Butch Cassidy. È un falso documentario sul mai riconosciuto Mondiale di Calcio 1942, per decenni avvolto nella leggenda: si svolse in Patagonia e la finale fu tra la Germania e i mapuches, con sorpresa; per L'Equipe, è uno dei tre migliori film di sempre sul calcio.

Il Premio Allende a Vera Vigevani Jarach e Fernando Birri
Il Premio Allende, conferito ogni anno a una personalità del mondo culturale, artistico, scientifico o diplomatico, che si sia distinta per la sensibilità artistica o per l'impegno attivo a favore della democrazia e della tutela dei diritti umani in America Latina, è stato assegnato a Vera Vigevani Jarach e, in memoria, a Fernando Birri.

Il Festival del Cinema Latino Americano ha una pagina web, dove nei prossimi giorni saranno inserite le schede dei film mano a mano selezionati e le rispettive foto; nella sezione Press saranno a disposizione dei professionisti dell'informazione, comunicati stampa, cartella stampa, fotografie e trailer dei film.

Per saperne di più
cinelatinotrieste.org/festival2018
facebook.com/cinelatinoamericanotrieste

 

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