Unesco, la Palermo arabo normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale diventano Patrimonio dell’Umanità

Diventano 51 i siti italiani nella Lista del Patrimonio dell'Umanità. Un vero e proprio primato che si raggiunge grazie all’inserimento di Palermo arabo normanna e delle cattedrali di Cefalù e Monreale. Il disco verde arriva da Bonn dove si è riunito il Comitato internazionale. Grande la soddisfazione in Sicilia e per il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini.

 

(TurismoItaliaNews) “Quello italiano è un primato internazionale di cui dobbiamo andare orgogliosi e di cui siamo ancora più entusiasti per il riconoscimento ad uno dei più felici esempi storici di integrazione e convivenza fra le diverse culture del Mediterraneo” ha commentato Franceschini. I 9 complessi monumentali inseriti nel sito seriale sono il Palazzo Reale con la Cappella Palatina, la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, la Chiesa di San Cataldo, la Cattedrale di Palermo, il Palazzo della Zisa, il Ponte dell'Ammiraglio, il Complesso Monumentale della Cattedrale di Cefalù, il Complesso Monumentale della Cattedrale di Monreale.

Anche in questo caso si tratta dunque di un sistema seriale, tipologia che consente di rappresentare in maniera più compiuta tematiche di carattere generale che rivestano un eccezionale valore universale tale da travalicare i propri confini nazionali e temporali. La candidatura del sito siciliano, avviata nel 2010 sotto il coordinamento del Mibact, è stata promossa dalla Regione Siciliana e dalla Fondazione Unesco Sicilia, avvalendosi per il suo compimento del contributo di diverse altre istituzioni ed esperti del mondo scientifico e culturale. Vista la molteplicità dei soggetti a vario titolo interessati nella gestione dei beni inclusi nel sito quali gestori diretti nonché le diverse amministrazioni coinvolte nella tutela e nel governo del territorio, la candidatura è stata affiancata da un progetto di coordinamento della governance, culminato nella sigla di un protocollo d'intesa interistituzionale, necessario per dare sostanza all'impegno assunto dallo Stato italiano all'atto della candidatura.

 

Il patrimonio artistico e culturale siciliano che conquista il marchio Unesco è composto da opere altamente rappresentative del sincretismo socio-culturale che, durante il dominio normanno (1071-1194), incrociando la componente araba e quella bizantina, dette vita ad uno straordinario patrimonio architettonico e artistico e ad una nuova concezione urbanistica, con il conseguente sviluppo di una cultura multietnica in cui le diverse matrici si fusero inscindibilmente. Il sito pertanto rappresenta un esempio materiale di prolifica convivenza, interazione e interscambio tra diverse componenti culturali di provenienza storica e geografica eterogenea ed è pertanto di grande attualità. Dal punto di vista stilistico l'originale rielaborazione architettonica di tradizioni costruttive eterogenee diede vita a una concezione volumetrica e spaziale assolutamente nuova, caratterizzata dalla compattezza degli assetti murari e da innovativi sistemi di copertura (cupole esposte e frequente impiego di volte a muqarnas) in completa armonia con la ricchezza di apparati decorativi che combinano mosaici e decorazioni in opus sectile. Dal punto di vista urbanistico, si sviluppò un modello di pianificazione e di sviluppo del tessuto urbano ispirato ai canoni di ascendenza islamica e orientale con il sistema di edifici e padiglioni inserito in monumentali giardini ricchi di bacini d'acqua e fontane, di cui si ha memoria nelle descrizioni dei viaggiatori arabi e dei cronisti del tempo e di cui rimangono ancora oggi alcune importanti testimonianze architettoniche.

 

 

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