Il Leonardo svelato: al Castello Sforzesco di Milano tornano alla luce nella Sala delle Asse i disegni murali preparatori

images/stories/lombardia/MilanoCastelloSforzesco6.JPG

Il Castello Sforzesco di Milano si rivela ancor più leonardesco. I restauri in corso nella Sala delle Asse, l’ambiente più illustre dello storico complesso, stanno svelando al di sotto di strati di intonaco i disegni preparatori realizzati da Leonardo da Vinci alla fine del Quattrocento durante il soggiorno al servizio degli Sforza. Si pensava che solo la volta fosse stata interessata dall’opera del Genio con il grande trompe l'oeil, ma gli interventi in atto portano alla luce decorazioni su tutte le pareti della stanza. Dal 2 maggio 2019 saranno visibili al grande pubblico.

 

(TurismoItaliaNews) Si tratta di fatto degli unici disegni preparatori murali di Leonardo da Vinci sin qui conosciuti e ciò li rende ancor più preziosi e di straordinario interesse, anche in vista delle celebrazioni per i 500 anni della morte di Leonardo da Vinci (Anchiano, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519). Collocata al piano terra della torre angolare posta a nord-est, la Falconiera, la Sala delle Asse deve il suo nome al rivestimento ligneo che in età sforzesca si utilizzava per rendere alcuni ambienti meno freddi e più confortevoli, spiegano dal Castello Sforzesco. Ornata di affreschi a motivi araldici per Galeazzo Maria Sforza, la sala ha ricevuto sotto Ludovico il Moro la celebre decorazione leonardesca, nel 1498. “Se alcune missive tra il Moro e il grande artista permettevano di conoscere l’esistenza di una decorazione di Leonardo, i secoli bui vissuti dal Castello sotto le dominazioni straniere sembravano aver nascosto per sempre il ciclo dipinto” sottolineano gli esperti.

Dal 2013 la Sala delle Asse è interessata dal nuovo restauro che ha consentito gli straordinari rinvenimenti: il progetto, elaborato dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia insieme alla Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici di Milano, alla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Milano e all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, ha come obiettivo la conservazione e la restituzione della corretta leggibilità della decorazione della Sala. L’intervento ha lo scopo prioritario di bloccare le cause di degrado (legate sia alle situazioni ambientali che ai processi chimici in atto), svolgere la pulitura delle superfici e, infine, rendere leggibili le decorazioni, nel rispetto però dei diversi interventi di restauro precedenti.

“Si deve alle ricerche dell'architetto Luca Beltrami e soprattutto dello storico tedesco Paul Müller-Valde il rinvenimento nel 1893 di significative tracce di pittura nella volta, cui seguì un ampio restauro compiuto da Ernesto Rusca nel 1902, che reinterpretò la decorazione quattrocentesca ricreando un insieme a colori straordinariamente vivaci” evidenziano dal Castello Sforzesco. Le tracce di monocromo scoperte sulle pareti, invece, attribuite erroneamente all'epoca spagnola, furono nascoste dall'allestimento di quegli anni. Negli anni Cinquanta del Novecento il colore della volta venne attenuato, senza però cancellare gli interventi dei primi del secolo, mentre i frammenti a monocromo con radici e rocce sulle pareti nord e nord-est della sala furono attribuiti alla mano di Leonardo e lasciati visibili nell'allestimento dello studio Bbpr.

Quella che emerge adesso dal restauro è una Sala delle Asse pensata dall’artista come un un vero e proprio “padiglione vegetale” con piante di gelso. Una scelta che richiama sin troppo esplicitamente Ludovico il Moro, dato che il nome scientifico del gelso è “morus”, pianta peraltro molto diffusa in Lombardia.

Per saperne di più

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...