Marmi di Carrara: nel cuore della montagna per toccare con mano la materia prima prediletta da grandissimi artisti

Sono stati utilizzati per la costruzione di importanti chiese medievali e nel Rinascimento, i più importanti scultori italiani li hanno scelti per le loro opere.

Michelangelo veniva spesso da queste parti recandosi personalmente nelle cave a scegliere i blocchi per molte delle sue opere più importanti. Siamo a Carrara, i cui marmi sono conosciuti ed ammirati in tutto il mondo. E le cui cave costituiscono luoghi di estremo fascino, assolutamente da visitare.

 

(TurismoItaliaNews) Le cave di marmo di Carrara, con 83 cantieri produttivi attivi, costituiscono il maggior bacino delle Alpi Apuane e sono anche il centro marmifero più grande a livello mondiale. Sfruttate intensivamente già nel primo secolo avanti Cristo dai Romani che ne utilizzarono i marmi in tutti i settori della statuaria, dell'arredo pubblico e privato e dell'architettura, le cave di Carrara non cessarono mai del tutto la loro attività e ripresero un ritmo produttivo importante a partire dal XII secolo, progressivamente incrementando la loro produzione sino ai nostri giorni. Le Alpi Apuane sono monti del marmo, ricche di quei bacini marmiferi, i più famosi sono appunto quelli di Carrara, divenuti autentico tesoro per un territorio che, grazie ad essi, è divenuto famoso nel mondo. La magia delle cave si apre come una visione. Si entra nel cuore della montagna per toccare con mano la materia prima prediletta da grandissimi artisti.

 

Anche la grande scultura italiana dei secoli successivi ha ricercato gli statuari di Carrara per le loro caratteristiche strutturali e coloristiche che si adattavano perfettamente al lavoro scultoreo. “Andrea Pisano, Giovanni Pisano, Jacopo Della Quercia, Filippo Brunelleschi, Michelangelo Buonarroti, Bartolomeo Ammannati, Gianlorenzo Bernini, Antonio Canova, Lorenzo Bartolini - ha sottolineato il professor Enrico Dolci, docente di Beni culturali all’Accademia di Belle Arti di Carrara in occasione dell’emissione del francobollo che nel 2006 l’Italia ha dedicato al marmo di Carrara - sono alcuni degli scultori che impiegarono i marmi di Carrara per le loro opere contribuendo a rendere sempre più famose queste cave. Tra i fattori che hanno fatto la fortuna di questo bacino produttivo si può indicare non solo la vasta gamma di tipologie (marmi bianchi statuari e ordinari, venati di vario genere, bardigli) ma anche l'estrema versatilità di impiego che permette praticamente un utilizzo universale dei marmi di Carrara in tutti i campi di applicazione dei lapidei”.

 

Rispetto al passato, oggi le cave di Carrara sono sfruttate in modo assai più razionale tramite il taglio dei banchi marmiferi per mezzo del filo diamantato e l'organizzazione degli spazi-cava in grandi gradoni discendenti. Questo sistema di lavoro, oltre a permettere uno sfruttamento migliore del banco marmifero, favorisce una maggiore sicurezza degli operatori ed una migliore movimentazione dei materiali scavati. Duemila anni di lavoro umano hanno fatto sì che il paesaggio minerario di Carrara offra scenari grandiosi e suggestivi e costituisca un vero "monumento" al lavoro umano.

Luoghi dunque da visitare, come i meravigliosi bacini di Colonnata, Torano e Fantiscritti: ci si può lasciar sedurre dai panorami lunari delle cave di marmo del più importante bacino di Carrara o addirittura scoprire in bicicletta il bianco di Michelangelo. O piuttosto lasciarsi affascinare dai tanti laboratori artistici di Carrara e dei paesi circostanti e cogli le suggestioni offerte dalla Galleria del Ravaccione e dalla Cava 177. Ad esempio da Fantiscritti, a 420 metri, si sale alla Foce di Canal Grande, ubicata tra il Monte Maggiore ed i Campanili di Colonnata, percorrendo ripide vie di Cava utilizzate per il trasporto dei marmi, a lato delle quali sono visibili le numerose ed importanti cave in lavorazione del bacino marmifero di Canal Grande. Dalla Foce, si scende con altre strade nel versante opposto, detto dei Canaloni, sempre in ambienti di escavazione. Al termine dell’escursione si raggiunge il paese di Colonnata (532 metri), che merita una visita al nucleo più interno e caratteristico. Il percorso richiede 4 o 5 ore di cammino, a seconda delle soste che si intendono effettuare per la visita alle cave. Il dislivello da superare è di circa 500 metri in salita e di circa 400 in discesa.

 

Da scoprire c’è pure l'affascinante mondo del marmo visitando i Musei ad esso dedicati: scegli tra l'approccio interdisciplinare del Museo Civico del Marmo di Carrara e il suggestivo impatto della Cava Museo di Fantiscritti, passeggia tra le opere d'arte della Biennale di Scultura esposte al Parco della Padula o prenota una visita tra antichi marmi romani e statue lunensi all'Accademia di Belle Arti.

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