Pompei, lo splendore delle sei domus restaurate ridà smalto a tutto il Belpaese

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Giovanni Bosi, Pompei

Straordinario, incredibile, bellissimo.

Quanti sono gli aggettivi che si potrebbero usare quando si visita il sito archeologico di Pompei? Un patrimonio unico, irripetibile, che tutto il mondo ci invidia. E adesso ancora di più, perché l'azione di recupero a tutto tondo che si sta portando avanti sta davvero restituendo un luogo come non lo si vedeva da secoli.

 

(TurismoItaliaNews) La Fullonica di Stephanus, la Casa del Criptoportico, la Casa di Paquius Proculus, Casa del Sacerdos Amandus, la Casa di Fabius Amandio, tutte affacciata sulla Via dell’Abbondanza, il corso dell’antica Pompei, e ricca la Villa dell’Efebo, dimora del ceto mercantile pompeiano, ci fanno tornare indietro di duemila anni e rivivere al contempo il fasto e il dramma dio una città che non ha eguali nel mondo intero. Il restauro completato di questi luoghi, finalmente accessibili al pubblico, rivelano una volta di più lo splendore e la ricchezza culturale del Belpaes.

“Vinceremo la sfida di Pompei. Qui c'è il passato straordinario dell'Italia e un grande pezzo del nostro futuro. Saremo sempre testardamente e tenacemente dalla parte della bellezza e di chi i problemi li affronta per risolverli” ha osservato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. “La riapertura di sei domus e lo stato di avanzamento del Grande Progetto Pompei sono i segnali più evidenti dei progressi registrati nella conservazione dell'intero sito archeologico e nella sua gestione” ha sottolineato il ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini. E sì, perché il lavoro costante, silenzioso, lungo della Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia e della Direzione Generale del Grande Progetto ha consentito di rispettare i tempi concordati con l'Unione Europea per impegnare i 105 milioni di fondi europei. Per il raggiungimento di questi obiettivi sono state impegnate anche persone nuove, giovani ricercatori e il numero di turisti e visitatori è notevolmente aumentato come dimostrano le statistiche, ha aggiunto soddisfatto Franceschini.

La Fullonica di Stephanus era uno dei più importanti e completi laboratori per il lavaggio e il trattamento dei tessuti scoperti a Pompei. Era dotata di grandi vasche in muratura per il risciacquo, alimentate da un flusso d'acqua ininterrotto; di bacini in pietra per la tintura, per il lavaggio e la smacchiatura con l'utilizzo di particolari tipi di argilla o di orina; di terrazze al piano superiore adibite all'asciugatura e ai trattamenti delle stoffe, e di una pressa (il torcular) con cui il tessuto veniva stirato e reso brillante.

Posta su Via dell'Abbondanza, con ingresso secondario su vicolo del Menandro, la Casa del Criptoportico (affrescato con un ciclo pittorico ispirato a episodi dell'Iliade) deve la sua moderna denominazione alla presenza, al di sotto dell'ampio giardino quadrangolare, di un lussuosa criptoportico con grandi finestre, sul quale si aprivano una stanza di soggiorno e quattro ambienti termali coperti da volte originariamente decorate in fine stucco.

L'accesso principale sella Casa di Paquius Proculus attribuita a un influente cittadino pompeiano, conserva il celebre mosaico con li cane alla catena fra porte semi-aperte, oltre a simboli militari (scudo, lancia e bipenne). Le pareti presentano grossi fori prodotti dal passaggio degli antichi rossore, scavatori clandestini che dopo l'eruzione si introducevano nelle case in cerca di cose preziose.

La Casa del Sacerdos Amandus, posta su Via dell'Abbondanza, prende nome dalle scritte elettorali ritrovate all'ingresso: ospitava l'officina di un tabeilarius,ovvero un costruttore di tavolette cerate, trovate carbonizzate in grande quantità fra le macerie e i crolli dell'edificio; mentre la Casa di Fabius Amandio è un tipico esempio di piccola casa per il ceto medio pompeiano, stretta e allungata, l'edificio risale all'età sannitica ed è costruito interamente in opus incertum con blocchetti in lava vesuviana e calcare del Sarno.

Infine la Casa dell’Efebo, ricca dimora del ceto mercantile pompeiano, costruita aggregando case più antiche comunicanti una con l'altra, si segnala per il lusso e il fasto delle decorazioni delle pareti e dei pavimenti. L'edificio ha restituito inoltre ricchi servizi da banchetto e opere d'arte di pregio, tra cui una statua in bronzo di un Efebo (conservato al Museo archeologico nazionale di Napoli), che ha dato nome alla casa.

Per saperne di più

Dal 26 dicembre e fino al 10 gennaio 2016 Scabec, con il circuito Campania>Artecard, propone due percorsi inediti che guideranno gli ospiti alla scoperta di domus appena restaurate e aree normalmente chiuse al pubblico. I percorsi sono:“Di domus in domus” (visite dalle ore 10 alle 15 – biglietteria di Piazza Esedra – tutti i giorni tranne il 1° gennaio) che prevede la visita alle domus riaperte. Il secondo percorso proposto da Campania>Artecard è “Memorie e suggestioni - viaggio dal 79 d.C. ad oggi” (visite alle ore 11, 13, 15 – biglietteria di Porta Anfiteatro tutti i giorni tranne il 1 gennaio) che prevede la visita all’Anfiteatro e alla Piramide, realizzata dall'architetto Francesco Venezia che custodisce i calchi, e la Palestra Grande, un tempo utilizzata per l’educazione fisica della juventus e arricchita dalla mostre degli affreschi provenienti dalla Villa di Moregine. Le visite sono comprese nel biglietto d'ingresso agli Scavi ma è necessario prenotarsi. Disponibilità fino ad esaurimento posti. Per informazioni e prenotazioni 800 - 600601 cellulari ed estero +39 06 - 39967650 www.campaniartecard.it
I percorsi speciali di Campania>Artecard a Pompei sono realizzati dalla Scabec, la società campana beni culturali, che ha curato anche il progetto "Pompei, un'emozione notturna", le visite notturne guidate spettacolarizzate che si sono tenute durante l'estate ed ha prodotto il cortometraggio promozionale di Pappi Corsicato "Pompei, eternal emotion".

 

 

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