La Costa dei Trabocchi: l’ingegno dell’uomo ha arricchito il paesaggio e le tradizioni dell’Abruzzo

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Secondo alcuni storici sarebbe un’invenzione importata dai Fenici. Di certo oggi è una delle attrazioni dell’Abruzzo, diventa un tutt’uno con il paesaggio che si affaccia sull’Adriatico. Perché se è vero che questa Regione è rinomata per le sue maestose montagne, è pur vero che il territorio lambito dal mare non è sicuramente da meno. E l’invenzione – attrazione è quella che per secoli è stata utilizzata per la pesca, tanto da contraddistinguere quella che ormai è nota come la Costa dei Trabocchi.

 

(TurismoItaliaNews) Chilometri di litorale pieni di angoli suggestivi, a conferma che la ricchezza del mare abruzzese sta nella eterogeneità del paesaggio. La costa della provincia teatina che si estende per circa 70 km ripropone perfettamente questa peculiarità: nella parte settentrionale la spiaggia sabbiosa, con Francavilla al Mare e Ortona, e nella parte inferiore, fino a San Salvo, ciottoli, insenature e piccoli promontori, scogliere, baie ghiaiose che si snodano verso il mare con una folta vegetazione che fa da cornice, arricchita dalle profumatissime ginestre, dai vigneti e dal finocchietto marino.

Vasto, Punta Aderci (foto Emilio Pulsone); in apertura: la Costa dei Trabocchi nei pressi di San Vito Chietino (foto Pierluigi Tarquini - Visit Abruzzo)

E’ proprio questo tratto ad essere conosciuto come la Costa dei Trabocchi, con il nome che deriva dalle antichissime attrezzature per la pesca (la cui più antica data di esistenza documentata risale al XVIII secolo) e che raggruppa i comuni costieri di Francavilla al Mare, Ortona, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo, in un susseguirsi di centri turistici sulla sponda dell’Adriatico circondati da paesini che conservano intatti gli antichi muri e i tradizionali campanili che svettano sulle colline.

Da questa costa pittoresca si possono vedere spuntare dal mare, di tanto in tanto, i Trabocchi, le caratteristiche macchine da pesca costruite sulle punte degli scogli e che adesso ospitano ristorantini tipici dove gustare l’enogastronomia abruzzese, pietanze tradizionali e il brodetto di pesce appena pescato dalle reti sapienti dei traboccanti e dei pescatori locali. Creature fantastiche sospese tra terra e mare, i trabocchi sono ancora oggi i guardiani di una costa che contribuiscono a rendere questa zona unica nel panorama abruzzese. Persino Gabriele D'Annunzio era solito villeggiare lungo questo tratto costiero, descrivendo i Trabocchi e raccontando la forza atavica e primitiva di queste palafitte che aveva eletto a “luogo favorito del suo sogno e della sua meditazione” e dove prese ispirazione la celebre composizione del 1894 “Il trionfo della morte”.

Torino di Sangro, Lido Le Morge (foto Valerio Politi - Visit Abruzzo)

In passato, una delle prime fonti di ricchezza e di reddito era proprio la pesca praticata con le paranze o anche con la rete direttamente a terra ferma ed è qui che l'ingegno umano ha portato alla creazione e all'invenzione del trabocco abruzzese, dalle origini ancora in parte oscure. Opera che, molto probabilmente, soltanto un sapiente ed abile artigiano può avere innalzato nel lontano Seicento. Infatti, anche se l'aspetto è fragile, i trabocchi sono in realtà delle solide strutture fatte per resistere ai flutti del mare grazie anche al prevalere degli spazi vuoti che permettono di eludere mareggiate violente e clima avverso. Gli ultimi traboccanti, che tramandano una antichissimo patrimonio culturale per via orale, affermano che la presenza dei trabocchi risalirebbe all'ottavo secolo d.C. circa ma non è un dato documentato da fonti storiche, abbondanti invece per le epoche più vicine.

La Regione Abruzzo ha individuato i trabocchi, compreso il tratto di mare che concorre a formare il “quadro d'insieme”, come Beni Culturali Primari. La particolare natura di queste aree rende le acque pescose e perfette per gli appassionati che intendono il mare come puro contatto con la natura e per chi pratica sport acquatici. La valorizzazione ambientale passa in questa zona attraverso lo sviluppo di forme di turismo sostenibile e con la messa a punto di progetti che fanno leva sulla storia dei luoghi, come nel caso di quello voluto dalla Provincia di Chieti per la realizzazione della Via Verde della Costa dei Trabocchi, la pista ciclabile destinata a riqualificare l'ex tracciato ferroviario per circa 40 chilometri da percorrere per catturare scorci spettacolari, attraversare riserve naturali e aree protette ed accedere a calette nascoste che raccontano di vicende di un popolo semplice, della sua cultura e delle tradizioni secolari che sono ancora vive nella memoria. Non a caso l’Italia nel 2014 ha voluto dedicare alla Costa dei Trabocchi anche un francobollo inserito nella serie annuale sul turismo italiano nel cui bollettino illustrativo sono presentate le varie curiosità che interessano queste antiche costruzioni.

Il litorale di Vasto

Con il gusto che evidentemente resta in primo piano. Da questo punto di vista l’Abruzzo ha molto da raccontare e proporre. A partire dal vino e dalle eccellenti Doc Montepulciano d'Abruzzo e Trebbiano d'Abruzzo. Il primo è di color rubino, ampio, fruttato, da tutto pasto, che in base all'invecchiamento sprigiona profumi di viola, amarena o frutti di bosco, dal retrogusto di liquirizia. Nella versione rosata si chiama Cerasuolo ed è un vino di grande struttura da abbinare a una zuppa di pesce così come ai salumi. Il Trebbiano ha un colore paglierino e un gusto delicato, fresco e sapido, che ben accompagna piatti leggeri. Accanto ai doc, vanno poi sperimentati i vitigni autoctoni come Pecorino, Passerina, Cococciola e Moscato di Castiglione a Casauria, dagli uvaggi con Sangiovese e Malvasia o con gli internazionali Cabernet Sauvignon, Merlot e Chardonnay.

 

Per saperne di più
www.regione.abruzzo.it
www.costadeitrabocchi.net
www.traboccopuntacavalluccio.it
www.traboccopescepalombo.it
traboccopuntaisolata.com

 

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