Gli insoliti tesori ungheresi: il Museo degli Scacchi ad Heves e il Museo della Pipa ad Ibafa

Il patrimonio artistico e culturale dell’Ungheria spazia davvero su moltissimi aspetti dell’interesse umano. Così il Museo degli Scacchi ad Heves racconta uno dei giochi da tavolo di strategia più amati, di certo tra i più popolari al mondo e che nel tempo ha dato vita ad una raccolta di pezzi di grande valore. Mentre il Museo della Pipa di Ibafa (che è una parte del Janus Pannonius Museum) propone una collezione che ruota intorno alla storia del fumo.

 

(TurismoItaliaNews) L’Heves Chess Museum è stato aperto il 24 febbraio 1987, ma in realtà la raccolta del suo materiale è iniziata molti anni prima, addirittura nel 1958, e ancora oggi prosegue. Finora oggi circa centomila visitatori provenienti da oltre 50 Paesi hanno ammirato la collezione.

 

Il pezzo più antico è un set completo proveniente da Siviglia, in Andalusia, risalente al 1750. Alcuni tra gli scacchi speciali della collezione meritano una menzione, come il set d'avorio realizzato dagli artigiani del Marocco, e poi i pezzi in sandalo indiano e in ebano della Tanzania; oppure i re, le regine e gli altri 28 pezzi (complessivamente sono 32 i “personaggi” che si muovono sulla scacchiera) opera dell’artigianato popolare del Kirghizistan; e ancora un insieme in agata con un tavolo-scacchiera di marmo, preziosi e raffinati pezzi in ceramica e una serie progettata per i giocatori non vedenti. La collezione dell’Heves Chess Museum comprende anche medaglie, bandiere commemorative così come registrazioni video e audio, oltre ad una ricca documentazione di letteratura degli scacchi. Gli scacchi in Ungheria sono talmente amati che esiste anche un insieme di mosse, utilizzate in apertura, chiamato “difesa ungherese”.

Heves è una piccola città nella parte orientale dell'Ungheria. A un centinaio di chilometri a est di Budapest, Heves si trova all'estremo nord della pianura ungherese (Nagyalfold), appena a sud delle colline Mátra e Bükk e ad ovest del fiume Tisza. Heves condivide il nome con una contea ungherese (Megye) di cui è la quarta città più grande. Peraltro è un importante hub di trasporto per le città e le aree agricole del sud della contea. La cittadina è gemellata con l’italiana Breganze, comune in provincia di Vicenza, alle falde dell'Altopiano di Asiago.
Per saperne di più www.hevesmuvhaz.hu

 

Il Museo delle Pipe di Ibafa è stato creato nel 1960 e le pipe che raccontano attraverso materiali, forme, evoluzione, tecnica e gusto la storia del fumo, derivano essenzialmente da acquisti. L’esposizione permanente, che ha aperto i battenti nel 1968, è stata riallestita e modernizzata diverse volte. Pipe intagliate in pomice o di porcellana, una copia della “Ibafai fapipa” (la pipa in legno di Ibafa, nata da un popolare scioglilingua), i produttori del tabacco, dispositivi di illuminazione, una varietà di pipe d’argilla provenienti da luoghi diversi, pipe cinesi per fumare l'oppio, meravigliosi esempi di pipe in legno con intaglio rustico, e altri interessati oggetti costituiscono l’insieme di questo museo dedicato al vizio più diffuso nei secoli. Un pezzo davvero unico è la grande pipa "da compagnia" realizzata in legno da Boldizsár Lakatos di Pécs. Alcuni pezzi in mostra rimandano a personaggi storici famosi come Ferenc Deák (1803-1876) e il conte Mihály Károlyi (1875-1955).

Ibafa è un grazioso villaggio nella Contea di Baranya, nelle valli dello Zselic, a nord-est di Szigetvár. E’ stato citato per la prima volta in un documento del 1425 e nel tempo è stato conteso da croati e tedeschi, arrivati a metà del Settecento a stabilirvisi. La Chiesa cattolica, attrazione del paese, è stata costruita nel 1865. La fama del paese si deve all’interesse del parroco locale per le pipe.
Per saperne di più http://www.jpm.hu

 

I due Musei sono considerati a tutti gli effetti parte integrante dei tesori artistici ungheresi, tanto che Budapest ha voluto dedicare loro una serie di 2 francobolli (da 355 e 395 fiorini) stampati in altrettanti foglietto (ciascuno ne contiene 4, uno per tipo) e in circolazione dal 3 giugno 2016. Ad impaginarli è stato l'artista grafico Barnabás Baticz utilizzando fotografie di Tibor Jakab e lstván Fuzi; il compito di stamparli in offset è stato affidato alla Pénzjegynyomda Zrt, società specializzata nella realizzazione di banconote.

 

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