Scozia, Loch Ness, il mito: il lago non placa l’animo, ma appaga l’occhio

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Eugenio Serlupini, Loch Ness / Scozia

Loch Ness evoca in ognuno di noi l’emozione dell’ignoto e l’angoscia dell’incontrollabile. Il mistero che lo avvolge quanto la nebbia della vallata scozzese di Great Glen, esercita un’attrazione fortissima tra scetticismo e curiosità. Vederlo non placa l’animo, ma appaga l’occhio. Complici i formidabili ruderi del castello medievale di Urquhart nella cornice di un paesaggio maestoso. E’ stato la residenza di un nobile pitto nel VI secolo dopo Cristo e nei suoi 500 anni di storia, teatro di molti assedi… Compreso quello dei fotografi a caccia del mostro.

 

(TurismoItaliaNews) Loch Ness è immenso. E’ il più grande ammasso d’acqua della Gran Bretagna e quando si comincia a percorrere la strada litoranea che lo lambisce, in direzione di Urquhart, è inevitabile il confronto con le suggestioni del luogo e del mostro che molti hanno detto di aver visto e che moltissimi altri non hanno mai incontrato. La sua grandiosità, che spesso riflette il colore plumbeo del cielo, provoca inevitalmente grandi suggestioni. E non solo per il mito, la leggenda o la storia – chiamatela come volete – di Nessie, il serpentone che abita, ha abitato o avrebbe abitato questo lago. La cornice dei luoghi è intrisa di storie, scorribande e fatti di sangue che hanno avuto come teatro il castello di Urquhart, vasto e complesso, centro di potenza fra i più importanti: è assolutamente da visitare, anche perché da qui si gode una vista stupenda del lago e della vallata di Great Glen.

Ad una manciata di chilometri c'è Drumnadrochit, paese nato sull'onda del turismo creato dal mostro. "Fino al 1931 per arrivare qui non c'era una strada degna di questo nome, oggi è una tappa obbligata" ci spiega Giuseppe Riato della Scottish Tourist Guides Association, ed è qui che si può visitare il Loch Ness Centre & Exhibition, una sorta di "portale" che fornisce una visione decisamente obiettiva di questo lago, al di là del risvolto turistico e della necessità di mantenere viva la storia del mostro. Anche perché è pur sempre un lago dalle acque torbide e molte fredde, formatosi dopo l'ultima glaciazione.

Già, ma Loch Ness è davvero un Jurassic Park? "Il viaggio di 60 milioni di anni che ha compiuto la Scozia illustra la deriva dei continenti, il cambiamento dei climi sulla Terra e pertanto anche la stessa evoluzione; racconta degli anfibi nell'umido periodo carbonifero, dei rettili quando il clima si è asciugato e poi dei mammiferi, in un mondo che si raffredda, dopo la morte del dinosauri – sottolineano al Loch Ness Centre & Exhibition - mettiamo in dubbio la popolare idea che i mostri di Loch Ness siano degli enormi rettili preistorici perché il lago è stato eroso dai ghiacciai dell'era glaciale fino a 12 mila anni fa. Ma il lago di Loch Ness potrebbe sommergere tutti gli abitanti della Terra. Forse c’è anche posto per qualche mistero…".

I racconti non mancano. Quanto ci sia di vero, dove finisca la leggenda, è difficile dirlo. Ad esempio si tramanda che san Colombano avrebbe scacciato una bestia acquatica dal fiume Ness nel 565 dopo Cristo. "Storie folcloristiche parlano di draghi marini e di centauri acquatici – aggiungono dal Loch Ness Centre & Exhibition - nel 1933 le tradizioni locali di un grande pesce cambiarono, diventando una sensazionale notizia mondiale che parlava di improbabili avvistamenti di una creatura simile ad un plesiosauro che attraversava la strada. Ci sono state mille testimonianze, ma esperimenti dimostrano che la percezione sull’acqua è una cosa difficile".

 Dal 1933 sono arrivate alcune fotografie ben note, ma negli anni '60 i tentativi per ripetere quelle immagini sono falliti. Ci si è resi conto allora che le foto erano troppo diverse per essere un animale vero e molte sono state riconosciute come imbrogli veri e propri. Inoltre le acque sono piene di illusioni fuorvianti ed un miraggio può aver causato quell’iniziale resoconto di un animale dal collo lungo. Negli anni '70 la ricerca si è concentrata sott'acqua con strumenti fotografici e sottomarini. Furono scattate fotografie controverse, ma si dimostrò poi che alcune forme sospette altro non erano che detriti. Una nuova teoria esaminò le creature del lago e la catena alimentare lungo le sponde, negli abissi a 200 metri di profondità e nell'acqua nel lago: l’unico cibo che si può trovare, anche per i mostri, è il pesce, ma di pesci ce ne sono pochi. Gli anni '80 hanno visto intensivi controlli con sonar, per contare i pesci e misurarne la grandezza regolandosi in base alla potenza dell’eco rimandato dalla loro vescica natatoria piena d'aria.

Una visita a Loch Ness
Da dove, cosa e come

Inverness, capitale delle Highland, e la cittadina di mare di Nairn sono le basi ideali per andare alla scoperta di luoghi come Loch Ness e il castello di Urquhart. L’antica struttura sorge su un promontorio accidentato e irregolare a forma di clessidra che si protende nelle gelide acque del lago. Quelle che oggi sono imponenti rovine, in passato hanno ospitato personaggi famosi, come San Colombano intorno al 580 o Edoardo I d'Inghilterra “il maglio degli scozzesi”, che si impadronì del castello nel 1296. Nel tardo medioevo i MacDonald, signori delle isole, attaccarono ripetutamente la vallata governando con pugno di ferro. Diventato il quartier generale dei capi dei Grant e presidiato per l’ultima volta nel 1689, si dice che il fortilizio sia stato fatto saltare per far sì che il castello non diventasse mai una roccaforte militare.
 

"Gli ecosonar – spiegano al Loch Ness Centre & Exhibition - hanno registrato le migrazioni notturne di giovani pesci verso la superficie. Enormi onde subacquee si formano quando le acque più calde vengono in superficie e si muovono per tutta la lunghezza del lago. Questo può anche creare un miraggio subacqueo sui sonar, perché gli echisonar si rifrangono. Contatti misteriosi comparvero in profondità e nel 1987 l’Operazione Deepscan creò una specie di cortina sonar all'interno del lago. Tre grandi contatti furono rilevati. Ma erano forse anche loro un'altra illusione?".

Gli anni '90 hanno visto l'analisi dei dati: il lago è troppo freddo per i rettili. "Gli anfibi – dicono i ricercatori del Loch Ness Centre & Exhibition - sono sempre stati creature d’acqua dolce, quindi non possono essere entrati nel lago dal mare dopo l'Era Glaciale. I mammiferi verrebbero riconosciuti quando vengono in superficie per respirare. Lo studio della catena alimentare dimostra che non c'e abbastanza cibo per predatori residenti nel lago. Invece, pesci migratori come il salmone non si nutrono nell'acqua dolce quando ritornano dal mare per deporre le loro uova. C'è anche un altro pesce migratore che potrebbe aver causato alcuni degli avvistamenti originali".

 

Il lago di Loch Ness ha un significato più ampio in quanto il sedimento si stratifica sul letto del fiume diventando una capsula del tempo. "I carotaggi effettuati per il progetto Rosetta mostrano che eventi enormi lasciano minuscole tracce – sottolineano dal Loch Ness Centre & Exhibition – sono stati individuati pollini da foreste in mutazione, carbone da fuochi forestali, schegge di vetro provenienti dai vulcani dell’Islanda, particelle di carbonio dalla pioggia acida e isotopi radioattivi provenienti dai test nucleari a Chernobyl. Molto è stato svelato ma molto rimane ancora nascosto. Ed allora, il mistero?".

 

Per saperne di più
www.lochness.com
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