Nasce Fabriano Experience, nell’Appennino marchigiano il turismo esperienziale è full immersion

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Giovanni Bosi, Fabriano / Marche

Di notte nei boschi del Parco per intercettare i suoi tanti abitanti e magari ascoltare l’ululato del lupo? O piuttosto in Pinacoteca accolti dai personaggi del passato per ammirare i capolavori dell’arte alla luce dei candelabri? O magari immergersi nelle profondità della montagna erosa milioni di anni fa, ripercorrere gli stessi sentieri dei mistici del Medioevo o vivere la suggestione del suono di magnifici clavicembali e pianoforti? E, perché no, dedicarsi alla scoperta delle eccellenze gastronomiche… Tutto questo si chiama Fabriano Experience, nelle Marche.

 

(TurismoItaliaNews) Il bello e il buono del territorio si alleano sotto l’egida del Parco naturale Gola della Rossa e di Frasassi. Siamo nelle Marche, in quella straordinaria fascia appenninica in cui la biodiversità è un valore aggiunto a tutto tondo. E’ facendo leva sulle sue peculiarità che muove i primi passi Fabriano Experience, un vero e proprio pacchetto acchiappaturisti per mettere in rete i luoghi del Parco (che nel 2017 celebra il ventennale dell’istituzione) coinvolgendo una miriade di soggetti che hanno ciascuno da proporre qualcosa di unico.

“Un viaggio nel Parco Gola della Rossa e di Frasassi è un ‘viaggio nel cuore delle Marche’ – ammicca il suo direttore Massimiliano Scotti - alla scoperta dei tesori storico-artistici, celati da paesaggi ricchi di fascino ed armonia, immersi in una natura integra e rigogliosa”. “Oggi la popolazione ha intuito il valore di questa istituzione come opportunità di sviluppo dopo il drastico ridimensionamento delle nostre industrie storiche” sottolinea il presidente Renzo Stroppa e così il turismo si rivela ben più di un piano B.

La capofila si può considerare Fabriano, splendida cittadina che l’Unesco ha riconosciuto quale Città Creativa per il Network Crafts and Folk art, che a ben guardare ha tantissimo da offrire; e se poi si getta lo sguardo al comprensorio, da Sassoferrato a Serra San Quirico e Cerreto d’Esi, passando per le stupefacenti Grotte di Frasassi, davvero si rischia l’overdose di aggettivi davanti a tanta bellezza. “Il turismo esperienziale si sta affermando sempre di più – evidenzia Angelo Serri, direttore di Tipicità, soggetto che da 25 anni è autentico trascinatore per l’affermazione delle Marche – chi arriva in un luogo non intende essere più un semplice spettatore passivo, ma un vero e proprio protagonista”.

Così da giugno a settembre 2017, rivolgendosi direttamente al Parco naturale Gola della Rossa e di Frasassi si potranno vivere da queste parti esperienze indimenticabili. “Andremo nei boschi e negli altopiani – ci spiega il direttore Scotti – per vedere al tramonto e nella notte gli animali che escono allo scoperto, dall’istrice al cinghiale, dal daino al capriolo, dal cervo al riccio, con la speranza di ascoltare anche l’ululato del lupo, che ha ricolonizzato la dorsale marchigiana nell’ultimo decennio grazie alla protezione legale della specie e all’espansione demografica di specie preda”. Si potrà scegliere di visitare le Grotte di Frasassi, che con quasi 30 km di estensione rappresentano uno dei paesaggi sotterranei più grandiosi e affascinanti del mondo, magari optando per il percorso speleologico azzurro o quello rosso.

E di vivere un’esperienza unica nella Pinacoteca di Fabriano allestita al primo piano del quattrocentesco complesso monumentale “Ospedale di Santa Maria del Buon Gesù” di stile tardo gotico: accolti da personaggi in abiti medievali e dal tremolio della luce dei candelabri si ammireranno i capolavori della produzione pittorica fabrianese e centro-appenninica dal Duecento al Cinquecento. Ma c’è un’altra esperienza che assicura suggestioni in un autentico viaggio nel tempo: nel complesso monumentale di San Benedetto i visitatori verranno accompagnati attraverso l’esposizione “sceneggiata” di clavicembali e pianoforti storici restaurati che racconteranno, attraverso i grandi musicisti, i suoni autentici di questi strumenti immortali. E’ il Museo del Pianoforte storico e del suono, la cui vitalità si deve al maestro Claudio Veneri e al geniale allestitore Valerio Veneri.

Irrinunciabile un altro viaggio nel tempo grazie a Fabriano Experience: quello nel Museo dei Mestieri in bicicletta e ovviamente nel Museo della Carta e della Filigrana, perché se dici Fabriano, dici anche gualchiere, i luoghi in cui si produceva carta partendo dagli stracci usati, tecnica che oggi si può vedere dal vivo come avveniva secoli fa. E neanche a dirlo c’è il gusto, quel food che qui sull’Appennino regala molte soddisfazioni: dal bianco Verdicchio Doc al Salame di Fabriano presidio Slow Food, alle Pincinelle (la pasta senza uovo), dal Calcione dolce al Pecorino fino alle Pappardelle dolci. E poi archeologia con siti come l’antica Sentinum, oratori barocchi, luoghi spirituali dove sono nati Silvestrini, Cappuccini e Camaldolesi, lungo un itinerario che si sviluppa per circa 55 km da Poggio San Romualdo a Sassoferrato lungo il fiume Sentino, tra bellezze naturalistiche e architetture religiose di pregio, piccoli ma importanti musei.

E allora, come non farsi tentare da Fabriano Experience?

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