Gli italiani riscoprono la Bulgaria: natura, cultura, tradizioni e storia condivisa fanno crescere il turismo nel Paese

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Giovanni Bosi, Siena

La Bulgaria sceglie il World Tourism Event di Siena, il Salone mondiale del turismo nei siti Patrimonio dell'Umanità, per avviare in Italia un'azione coordinata di promozione del Paese e dei suoi 17 siti Unesco, cinque dei quali straordinarie testimonianze del paesaggio. “Abbiamo molto in comune, con radici storiche condivise e una vicinanza spirituale con l'Italia” dice l'ambasciatore Marin Raykov, già primo ministro bulgaro.

 

(TurismoItaliaNews) Un Paese che esiste da ben 13 secoli e conosciuto con lo stesso nome che ha oggi, qualità rarissima nella geopolitica mondiale. E' stata la culla della scrittura slava e la cristianità ortodossa ha ispirato il nome della capitale Sofia, “saggezza divina”. E' l'ambasciatore Marin Raykov a presentare con orgoglio al Wte di Siena le peculiarità del suo Paese. Lui in passato ha guidato il governo bulgaro, si è speso per l'ammodernamento della nazione e ora può anche sottolineare come di fronte ad un crescente turismo il Paese ha saputo compiere uno sforzo in termini di ammodernamento per far fronte all'evoluzione che hanno inevitabilmente richiesto gli arrivi internazionali, tra cui moltissimi italiani (complici i voli Alitalia e delle low cost Wizz Air e Ryanair che collegano decine di città del Belpaese). Alla presentazione sono intervenuti anche il sindaco di Silistra, Yilian Naidenov per la biosfera di Srebarna e il sindaco di Pernic, Viara Cerovsca per la tradizionale Surva.

“Vogliamo offrire al turista attento – ha spiegato l'ambasciatore – una Bulgaria ricca di proposte, di curiosità da scoprire, di tradizioni ed eventi che hanno in alcuni casi persino delle radici comuni, come la festa popolare Surva, uno dei tratti distintivi culturali della zona di Pernik, che ricorda i Mamuthones e gli Issohadores, maschere tipiche del carnevale di Mamoiada in Sardegna”. Non a caso “So much to share” (così tanto da condividere) è stato lo slogan scelto dalla Bulgaria per presentarsi al World Tourism Event nel complesso museale di Santa Maria della Scala, a Siena. “La Bulgaria è l’erede di diverse civiltà antiche. Traci, Antichi greci, Romani, Slavi e Proto-bulgari – ha ricordato ancora l'ambasciatore Marin Raykov - hanno lasciato in questo territorio preziosissime testimonianze artistiche e architettoniche dello sviluppo delle proprie culture. Il fatto che queste testimonianze sono presenti sull’intero territorio nazionale, rende il Paese una delle destinazioni più attraenti per chi si interessa della storia e della cultura”.

Monumenti, siti archeologici, ma anche uno straordinario patrimonio naturale: una natura vergine e una biodiversità custodita nel Parchi e nelle Riserve naturali nazionali. E dunque la prima partecipazione della Bulgaria al Wte ha puntato molto sulla promozione dei siti bulgari inclusi nella World Heritage List, con una sottolineatura per Sofia dimostrato in particolare dai turisti italiani. “E' importante sottolineare che le visite dei turisti italiani nella capitale sono aumentate di oltre il 25% nel 2016 – ha commentato Ivo Marinov, direttore di Sofia Tourim Administration - nel solo primo semestre del 2017 le presenze sono addirittura superiori del 62% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”.

E in effetti la città ha molto da proporre: dalla basilica di Santa Sophia alla monumentale cattedrale di Sant'Alexandar Nevsky, dalla Galleria nazionale (con oltre 42mila opere) ai monasteri intorno alla capitale, tra i più importanti centri europei del cristianesimo ortodosso e della sua cultura. Fino ad oggi l'Unesco ha dichiarato Patrimonio dell'Umanità 17 siti bulgari. Sette appartengono al patrimonio culturale materiale: la Chiesa di Boyana, le chiese rupestri di Ivanovo, la Tomba trace di Kasanlak, il Cavaliere di Madara, l’antica città di Nesebar, il Monastero di Rila e la Tomba trace di Svestari; 5 per il patrimonio paesaggistico: il Parco nazionale di Pirin, le Riserve della biosfera di Srebarna, il Parco nazionale dei Balcani Centrali, la Riserva della biosfera Chervenata stena e la Riserva della biosfera Usunbudzhak; 5 sono capolavori del patrimonio immateriale: il Gruppo di folclore autentico Bistrishki babi, il rituale Nestinarstvo, la tessitura tradizionale dei tappeti di Chiprovtsi, la festa popolare Surva della zona di Pernik e il Festival folcloristico a Koprivstitsa.

Uno dei siti più interessanti è la Chiesa di Boyana, tempio cristiano espressione della Bulgaria. E’ nascosta nei pendii della montagna di Vitoscia, a soli 30 minuti dal centro della capitale Sofia. La chiesa è una delle poche costruzioni medievali conservatesi intatte fino ai giorni nostri. La sua fama mondiale si deve non tanto alle caratteristiche architettoniche quanto agli affreschi del 1259. Le 89 scene con oltre 240 personaggi, dipinte con una nuova tecnica espressiva, libera dai canoni e unica nel suo genere, sono la testimonianza del fatto che lo spirito del primo Rinascimento è fiorito in Bulgaria ben due secoli prima dell’inizio del Rinascimento italiano.

A soli 120 km da Sofia, nel cuore della montagna di Rila e del Parco naturale Rilski manastir si trova il monastero più grande e spettacolare della Bulgaria, uno dei simboli nazionali, il Monastero di Rila, inserito nella Lista Unesco dal 1983. Fondato nel X secolo, durante la sua esistenza millenaria è stato il custode della fede cristiana e della cultura bulgara. Nel 1979 a diventare Patrimonio dell'Umanità il Cavaliere di Madara, un bassorilievo unico nel suo genere, conservato nella zona nord-orientale della Bulgaria, a 18 km da Shumen e a 10 km da Pliska. E’ stato scolpito sulla roccia a un’altezza di 23 metri da un artista ignoto. Anche se sono ormai passati oltre 1000 anni dalla sua creazione, sulla roccia sono tuttora visibili un maestoso cavaliere armato di lancia, un leone caduto ferito ai piedi del cavallo е un cane da caccia. Non si conosce l’anno della creazione del bassorilievo e i pareri dei ricercatori sull’identità del personaggio che vi è raffigurato non sono unanimi.

A Kasanlak, nel parco civico Tyulbeto, si trova l’originale di una tomba trace del ІV-ІІІ secolo a.C., nota come la Tomba di Kasanlak. L’originale è soggetto a un regime speciale di conservazione, mentre accanto è stata costruita una copia in scala 1:1 che riproduce esattamente le caratteristiche architettoniche, i reperti archeologici e gli affreschi della Tomba di Kasanlak, una delle testimonianze più importanti della cultura trace sul territorio bulgaro, iscritto nella Lista Unesco nel 1979. La tomba (magnifica testimonianza della perfezione raggiunta dall’arte trace nel primo periodo ellenistico) si trova nella zona nord-orientale di Kasanlak ed è stata scoperta casualmente nel 1944. In base alla sua tipologia, si attribuisce l’appartenenza alle tombe a cupola, tipiche dell’architettura delle necropoli trace nel periodo dalla fine del V all’inizio del III secolo a.C.

Il Parco nazionale di Pirin è inserito nel Patrimonio Unesco nel 1983. Si trova nell’omonima montagna di Pirin, nella zona sud-occidentale della Bulgaria, e custodisce numerosi siti paesaggistici, laghi glaciali, boschi di coniferi e una ricca biodiversità. Nei suoi confini rientrano due Riserve naturali. La biodiversità è rappresentata da 1.315 specie di piante superiori, oltre 2.000 specie di invertebrati, oltre 200 specie di vertebrati e 159 specie di uccelli. Nel Parco si trova anche l’albero più vecchio in Bulgaria, la Baykusheva mura, la cui età supera i 1300 anni.

La Festa popolare Surva è una delle attrazioni della zona di Pernik. In quasi tutti i centri abitati si mantiene la tradizione dei cortei in maschere caratteristiche, che sfilano ogni anno nella notte tra il 13 e il 14 gennaio e l’intero giorno del 14 gennaio, quando si festeggia il giorno di San Basilio, ovvero il Capodanno vecchio stile chiamato Surova.

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