Volti dal passato: ad Aquileia il Museo Archeologico Nazionale fa dialogare con la bellezza di uomini e donne di 2.000 anni fa

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Giovanni Bosi, Aquileia / Friuli Venezia Giulia

Volti che ti scrutano. Volti di uomini e donne giunti da lontano, da un passato che tuttavia ci appartiene perché racconta uno dei più avvincenti capitoli della storica italica: quello dell’Impero romano. E quei volti decisamente espressivi diventano così i testimonial di un luogo straordinario conosciuto in tutto il mondo. Perché questa è stata una delle più importanti città romane dell’Italia settentrionale, dichiarata Patrimonio mondiale dell’Umanità: Aquileia. Visitare il suo Museo Archeologico Nazionale, nel nuovo allestimento, permette di entrare nell’“intimità” di quanti la animarono a partire dal II secolo avanti Cristo.

 

(TurismoItaliaNews) “Già da molto tempo Aquileia, essendo una città importantissima aveva una popolazione assai numerosa: trovandosi vicino al mare, fungeva da mercato per l’Italia; inoltre era a contatto con i territori illirici. Essa raccoglieva, per via di terra o per via fluviale, i prodotti del continente che venivano acquistati dai naviganti, e ricevendo dal mare le merci necessarie al retroterra – cioè quelle che non si potevano produrre a causa del clima rigido – le avviava all’interno. Inoltre la regione era estremamente ricca di vigneti, sicché riforniva abbondantemente di vino i popoli che non coltivano la vite. Pertanto aveva preso dimora colà, insieme ai cittadini, anche un grande numero di immigrati e di mercanti”. E’ Erodiano, scrittore greco del III secolo d.C., a fornirci nella sua “Storia dell’Impero” una sorta di istantanea di Aquileia di duemila anni fa.

Volti dal passato: ad Aquileia il Museo Archeologico Nazionale fa dialogare con uomini e donne di duemila anni fa

Volti dal passato: ad Aquileia il Museo Archeologico Nazionale fa dialogare con uomini e donne di duemila anni fa

Oggi siamo in Friuli-Venezia Giulia e la cornice in cui scoprirne la storia è il Museo Archeologico Nazionale: comunque la si pensi, visitare un museo è sempre un’emozione. E se poi si tratta di un museo archeologico, allora l’emozione si trasforma in stupore e curiosità, avvolgendoti di fascino e mistero. Quei volti che ti guardano quando ti aggiri per la sale sono quelle dei Dodici Dei nei loro medaglioni, degli uomini e delle donne del passato “cristallizzati” in opere scultoree magistrali, così realistici nei loro panneggi che vien voglia di accarezzare per quanto sono realistici. Come nel caso delle statue degli imperatori Augusto e Claudio. Nella sua nuova veste il Museo di Aquileia segue un preciso filo conduttore che approfondisce la quotidianità della città che per secoli è stata il porto più a settentrione dell’intero Mediterraneo e ha costituito la porta d’entrata di merci, arte e idee provenienti da nord Africa e Medio Oriente che, rielaborate e metabolizzate, da qui si sono diffuse nell’Italia settentrionale, nei Balcani e nel Noricum.

L’immagine attuale del complesso è il frutto di un importante intervento di ristrutturazione e riallestimento che troverà ancora un importante sviluppo.
“Alcune tra le opere più iconiche della collezione raccontano in modo suggestivo la millenaria storia di Aquileia, dalle fasi precedenti alla fondazione alle vicende che la resero famosa in età imperiale – ci spiegano durante la nostra visita – attraverso le fasi cronologiche e i personaggi che si sono spesi per la conoscenza e la tutela dell’ingente patrimonio archeologico del sito. Alla ricchezza e alla monumentalità dello spazio pubblico contribuiva in larga misura la decorazione scultorea: sculture decoravano gli edifici più importanti secondo programmi figurativi ben precisi. I soggetti spesso si ispiravano alla mitologia, come nel caso dei medaglioni dei Dodici dei e delle due rappresentazioni di generale vittorioso ispirate al modello dell’eroe greco Diomede”. Tra i volti-cult c’è ad esempio l’applique in bronzo con la testa di Vento (forse Boreas?) datato tra la fine del primo secolo a.C. e l’inizio del secondo secolo d.C., recuperata nel pozzo orientale del Foro. Oppure i volti i marmi di divinità come Venere, Apollo, Mercurio, del filosofo Pitagora del secondo secolo a.C.

Volti dal passato: ad Aquileia il Museo Archeologico Nazionale fa dialogare con uomini e donne di duemila anni fa

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Volti dal passato: ad Aquileia il Museo Archeologico Nazionale fa dialogare con uomini e donne di duemila anni fa Volti dal passato: ad Aquileia il Museo Archeologico Nazionale fa dialogare con uomini e donne di duemila anni fa

Lungo la scala che conduce al primo piano, i volti degli antichi abitanti di Aquileia ci accompagnano nel racconto e nella scoperta della città grazie all’originale soluzione museografica pensata per la sezione dei ritratti. E come non farsi venire i brividi guardandoli negli occhi solo apparentemente vuoti? Ma non solo sculture: artisti e artigiani competevano tra loro per produrre gli oggetti più belli, compresi quelli in vetro.

“I metodi di fabbricazione erano diversi e variarono nel tempo: nella prima età romana erano più comuni la modellazione su forma e la fusione dentro matrice, mentre dalla metà del I secolo a.C. fu più utilizzata la tecnica della soffiatura, libera e in stampo – ci spiega la nostra guida - spesso la materia prima era costituita da scarti di precedenti lavorazioni e da frantumi che venivano raccolti appositamente per essere riciclati. I colori si ottenevano aggiungendo polveri minerali al vetro fuso; le superfici venivano poi decorate secondo tecniche diverse”. Raffinati oggetti di design nei colori e nelle forme più imprevedibili. E poi l’arte orafa, la splendida collezione di mosaici. Migliaia di oggetti riemersi dall’oblio per raccontarci il passato della grande bellezza. Grazie al ruolo di collegamento fra il Mediterraneo e l’Europa danubiana e renana, Aquileia fu un emporio ricco e ampiamente frequentato, snodo tra le rotte commerciali mediterranee e i mercati transalpini.

Volti dal passato: ad Aquileia il Museo Archeologico Nazionale fa dialogare con uomini e donne di duemila anni fa

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I lavori nel Museo continueranno nei prossimi mesi con l’apertura del secondo piano, dove verranno esposte le collezioni di ambre, gemme e monete; parallelamente saranno avviati gli interventi di ristrutturazione e adeguamento architettonico dei magazzini e delle gallerie lapidarie esterne. Il percorso interno rappresenta ovviamente una componente fondamentale di quel che si può vedere direttamente sul campo, nell’area archeologica vera e propria: il Foro romano, la Domus di Tito Macro, il porto fluviale, il sepolcreto, la domus e il Palazzo episcopale, inclusi anche il Battistero e la Basilica, monumento cristiano più importante di Aquileia.

Per saperne di più
museoarcheologicoaquileia.beniculturali.it/
www.fondazioneaquileia.it
www.gradoturismo.it

Il sito archeologico di Aquileia

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
mail: direttore@turismoitalianews – twitter: @giornalista3

 

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