Svizzera: il convento di Carlo Magno, cultura emozionante in Val Müstair

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Eugenio Serlupini, Müstair / Svizzera

E’ un singolare gioiello culturale quello della Val Müstair, in Svizzera, a due passi dal confine italiano. L’imponente monastero di San Giovanni, inserito a buon titolo nel patrimonio mondiale dell'Unesco, si deve secondo la tradizione a Carlo Magno. Nella chiesa costruita nell’ottavo secolo, è conservato il più grande e più ben conservato ciclo di rappresentazioni figurative del primo medioevo mondiale, con affreschi carolingi nel loro splendore originale e affreschi romanici del XII secolo.

 

(TurismoItaliaNews) Suggestioni intatte, atmosfere di altri tempi e di altri modi di vivere. La storia a Müstair si respira davvero a pieni polmoni. E non solo per la splendida cornice delle montagne che avvolgono la Val Monastero. Dall’epoca romanica il complesso di San Giovanni viene guidato dalle suore benedettine e il museo della Torre Planta, restaurata nei minimi particolari, dà un’impressione realistica di come si viveva in quei tempi. Una visita guidata al monastero si rivela un’emozionante e indimenticabile esperienza del soggiorno in Val Mustair.

Oltre 1200 anni fa il monastero fu fondato e costruito da una comunità benedettina maschile, ma a partire dal XII secolo vi si insediarono le monache di Mustair. Ancora oggi le sorelle vivono, pregano e lavorano secondo la regola di San Benedetto. Più volute al giorno la campana le richiama alla preghiera e al canto corale nella chiesa. Dalla sua fondazione in poi il convento è stato trasformato più volte, tanto che ora si presenta come un complesso monastico di diverse epoche. La chiesa carolingia ne è rimasta comunque il cuore spirituale, architettonico e artistico.

La diocesi di Coira si estendeva in epoca carolingia fino alla Val Venosta, oggi in territorio italiano. Il potere temporale ed ecclesiastico era in mano al vescovo, ma dopo la conquista della Lombardia da parte del re dei Franchi, Carlo Magno (circa 748 - 814) crebbe l’importanza politica della Rezia come via di comunicazione. Nell’806 il monastero vescovile fu elevato monastero dell'Impero e intorno al 775 iniziò la costruzione dell'impianto monastico. Questo grandioso complesso di edifici di rappresentanza ed in particolare la chiesa, era dotato di opere d'arte alto-medievale di altissima qualità, che narrano fino ai nostri giorni attraverso immagini, segni e simboli la storia della salvazione. Con il loro complesso programma teologico rendono testimonianza del crescente livello culturale dei monasteri benedettini dell'epoca carolingia.

Straordinaria guest house nel patrimonio dell’Unesco

Nove camere per persone sole o coppie nel cuore del patrimonio mondiale dell’Unesco. Siete voi stessi a decidere la tipologia del soggiorno, con possibilità di partecipare alla messa e alla comunione. Pasti in comune con gli ospiti del convento nella sala da pranzo. La cappella è aperta a coloro che cercano la tranquillità per meditare; possibilità di sistemazione religiosa. Più volte all’anno, le religiose del convento organizzano con professionalità delle settimane di digiuno.

L’aspetto attuale del monastero è determinato fondamentalmente dalle trasformazioni tardogotiche. La volta, il matroneo, la nuova decorazione pittorica della chiesa, i nuovi chiostri, persino la nuova stalla con il fienile, testimoniano non solo un rinnovamento interno, ma anche un ammodernamento del dominio monastico ed economico. La badessa Angelina von Planta (1478-1509) si fece costruire nella “Torre Planta”, eretta già verso il 960, nuovi ambienti di rappresentanza. Sulla volta della chiesa spicca lo stemma signorile della famiglia di Angelina (una zampa di orso). All’epoca di Barbara von Castelmur (1510-1533) risalgono poi gli appartamenti artisticamente arredati della badessa nell’ala settentrionale e anche alcune parti del campanile. In quel tempo la chiesa assunse la doppia funzione di chiesa conventuale e parrocchia.

Nel XVII secolo l'impianto del complesso monastico che manteneva un aspetto ancora medievale (tardo-gotico) fu puntualmente rimodernato in stile barocco. A questi interventi risalgono le pitture delle facciate delle cappelle di Sant’Ulrico e di San Nicola, il corridoio a due piani intorno al cortile meridionale, gli altari nella chiesa e nella cappella di San Nicola, le stanze rivestite di tavolato di legno e la Camera dei principi, allestita nel 1642 per il vescovo.

Per secoli “Karolus magnus Imperator” è stato venerato come fondatore e costruttore del monastero. La comunità di monache rivendicava la libera elezione della badessa e la proprietà territoriale, diritti, che secondo la tradizione Carlo avrebbe concesso al monastero. La statua di Carlo nella chiesa è stata trasformata più volte: è lavorata in stucco con aggiunte tardo - gotiche in pietra e in passato era sfarzosamente dipinta.

Preziosamente allestita come una cappella di palazzo la chiesa conserva un ciclo di cento scene rappresentanti il passaggio dall’Antico al Nuovo Testamento: Re Davide, San Giovanni Battista, Gesù Cristo, gli Apostoli Pietro e Paolo e il regno di Cristo. Oggi questi affreschi sono in pericolo: muffe e sali corrodono purtroppo gli strati di pittura e nelle absidi le pitture romaniche si stanno staccando da quelle carolingie. E proprio la chiesa carolingia era adornata con marmo proveniente dalla Val Venosta: più di seicento frammenti rinvenuti, rendono oggi testimonianza dell’arredo liturgico originale della chiesa. A partire dal X secolo queste lastre lavorate in rilievo vennero riutilizzate come materiale di costruzione per la Torre Planta.

Verso il 1630 fu rinnovato l'arredo liturgico della chiesa. L'intagliatore in legno Giovanni Patsch da Nauders (sul Passo di Resia) creò la ricca decorazione degli altari con le statue dei santi Giovanni Evangelista e Giovanni Battista, patrono del monastero e della chiesa.

Le celle nel terzo piano della torre risalgono all'età barocca. Nonostante il freddo gelido invernale queste stanze sono state abitate fino al XX secolo inoltrato. Alcune camere un po’ più ampie furono allestite nel 1680/1690 nell'ala occidentale del complesso. Queste stanze servono ancora oggi da abitazione privata delle monache. Grazie ai lavori di ristrutturazione degli ultimi trent'anni il monastero con i suoi 1200 anni offre in ogni caso alle sue abitanti ambienti confortevoli per la vita monacale moderna. La spiritualità, la preghiera e i1 lavoro benedettino continuano ad essere al centro della vita monastica, inseriti nella liturgia, nei riti e nelle usanze religiose, di cui è testimone il ricco inventario di oggetti e mobili storici del convento.

Per saperne di più
Benedikterinnen Kloster St. Johann
7537 Müstair
tel. 0041 (0)81 851 62 23
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