LAVORO Cresce il movimento dei clienti negli esercizi ricettivi ma imprese ancora faticano a ripartire, dice Assohotel

(TurismoItaliaNews) Un valore statistico significativo, ma non rende il valore economico: la sottolineatura sui dati Istat sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi, arriva dal presidente di Assohotel - Confesercenti, Filippo Donati. Andiamo per ordine: l’Istituto centrale di statistica ha reso noto che sono stati 31,6 milioni gli arrivi (+2,2% rispetto al secondo trimestre del 2014) e oltre 96,4 milioni (+0,8%) le presenze negli esercizi ricettivi nel secondo trimestre 2015, sulla base dei dati finora disponibili.

 

Si sono registrate 53 milioni di presenze di clienti non residenti, che rappresentano il 55,0% delle presenze totali. Le presenze dei residenti sono state oltre 43,4 milioni. Le presenze negli esercizi alberghieri sono state pari a 66,9 milioni di unità, corrispondenti al 69,4% delle presenze totali, mentre le presenze negli esercizi extralberghieri ammontano a 29,5 milioni. Le presenze registrate nel secondo trimestre 2015, rispetto allo stesso trimestre del 2014, sono aumentate sia per la componente residente della clientela sia per quella non residente (rispettivamente dello 0,3% e dell'1,2%). Le presenze per tipologia di esercizio hanno mostrato incrementi per entrambe le tipologie: +1,1% le strutture alberghiere e +0,2% le strutture extralberghiere. La permanenza media è passata da 3,09 giornate nel secondo trimestre del 2014 a 3,05 nel secondo trimestre del 2015, con valori in calo per entrambe le componenti della clientela.

Ma il presidente di Assohotel - Confesercenti, Filippo Donati, ha osservato che "i dati diffusi dall'Istat hanno un valore statistico che va interpretato positivamente, ma non rendono correttamente il dato economico, vale a dire il giro d'affari registrato dalle imprese ricettive. Certamente c'è un riavvicinamento al turismo ed una maggiore disponibilità alla spesa per vacanze e questo indica una maggiore fiducia nell'andamento dell'economia italiana e nella possibilità di un miglioramento più significativo in futuro. Ma in termini di fatturato, per le imprese ricettive non è cambiato molto: gran parte delle strutture del settore sono state infatti costrette a ritoccare verso il basso i listini per contrastare la crisi degli ultimi anni ed anche per compensare l'incidenza della tassa di soggiorno”.

 

Il dato rappresenta dunque per gli operatori, come è stato per altri indicatori economici, un segnale positivo di una ripresa che è iniziata, che sta muovendo i suoi primi passi, ma che ha bisogno di una spinta forte per iniziare a correre. Le imprese ricettive, come tutte quelle turistiche in generale, stanno cercando di fare la loro parte, anche mantenendo bassi i prezzi. “Ma per recuperare la competitività perduta, soprattutto rispetto al turismo internazionale - chiosa il presidente di Assohotel - occorre investire di più nel turismo che rappresenta uno dei principali strumenti per il rilancio economico”.

 

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