Diving, isole minori e potenziamento delle infrastrutture: l’Indonesia pronta a cavalcare il boom turistico nel Paese

Paese-arcipelago composto da 17mila isole e con circa 300 diversi gruppi etnici, punta decisamente ad una crescita del turismo facendo leva sul diving e programmando un boom di presenze fino al 2017. L’Indonesia strizza l’occhio agli italiani per lo sviluppo dell’incoming, inteso anche come opportunità di comprensione reciproca tra i popoli.

 

(TurismoItaliaNews) I punti fermi del programma di consolidamento del turismo sono lo slancio alle infrastrutture, l’attenzione alle isole minori e naturalmente le attività di diving. L’occasione per parlarne è stata la Sales Diving Mission promossa dal ministero del Turismo indonesiano in collaborazione con l'ambasciata d'Indonesia e che ha visto arrivare a Roma anche John E. Sidjabat, presidente della Indonesian Recreational Diving Business Association. Ai lavori hanno partecipato i principali tour operator italiani che operano nella regione, tra cui Mappamondo, Goasia, Firmamento, Aquadiving Tours, Albatros Top Boat, Idee per Viaggiare, H2O Viaggi, Adventures Travel, Viaggi nel Mondo Srl, e diverse riviste specializzate nel diving.

“Il settore del turismo può dare un grande contributo allo sviluppo economico del Paese attraverso la creazione di aziende e posti di lavoro, lo sviluppo di infrastrutture e l'aumento delle esportazioni - ha affermato Des Alwi, vice capo missione dell'ambasciata Indonesiana, il quale riferendosi ai drammatici fatti di Parigi ha posto l’accento sull’opportunità che dallo sviluppo del turismo derivi un aumento dei contatti tra i popoli e quindi la comprensione reciproca, con una riduzione delle tensioni sociali grazie ad un maggior benessere economico.

 

Tra le novità, l’Indonesia ha recentemente eliminato l'obbligo di visto per permanenze inferiori ai 30 giorni per i turisti provenienti da 90 Paesi, tra cui l'Italia, nell'intento di attrarre un numero sempre maggiore di viaggiatori. I dati del World Tourism Organization sono positivi: nel 2014 il numero di arrivi internazionali in Indonesia è aumentato del 7% e si prevede che questo dato possa aumentare nel 2015 per consolidarsi fino al 2017, grazie al basso prezzo del petrolio che consente di avere bassi costi di trasporto. E per chi ama il mare e le immersioni l’Indonesia si rivela una meta ideale grazie alla possibilità di immergersi tutto l’anno e alla presenza del Triangolo del Corallo: “Da noi non esiste la bassa stagione – ha affermato John E. Sidjabat - stiamo lavorando insieme al ministero del Turismo per far sì che tutti gli addetti del settore rispettino gli standard di qualità, e sono già 360 gli operatori che garantiscono sicurezza, sostenibilità e tutela ambientale". Proprio il corallo rappresenta una delle eccellenze ed un elemento di forte richiamano: basti pensare che delle circa 600 specie di corallo che esistono al mondo, ben 559 si trovano nelle acque che vanno da Bali (a ovest), a Karakelong (a nord), a Papua (a est).

In questo contesto di rafforzamento del turismo, l’Italia si presenta come un Paese partner: in occasione della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stata siglata una dichiarazione congiunta sulla volontà di collaborare per la costruzione di tutte le infrastrutture necessarie per l'imponente sviluppo marittimo avviato da Jakarta. Sono in progetto 24 porti commerciali, 5 principali e 19 secondari, 12 aeroporti, 2000 chilometri di ferrovie, solo per citare le grandi opere. L'Italia porta in dote la propria esperienza nei campi della cantieristica, del controllo di coste e confini, sicurezza marittima, strutture portuali e pattugliamenti.

 

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