Romania, tradizioni e costumi in Bucovina e Maramureş per la Festa di Sant’Andrea

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Alla fine del mese di novembre la Romania festeggia Sant’Andrea, patrono e protettore del Paese, colui che ha portato il Cristianesimo in questa parte dell’Europa. È una giornata di festa, ricca di tradizioni e costumi soprattutto per la gente che vive in ambiente rurale nella parte nord della Romania, nelle storiche regioni di Maramureş e Bucovina. Ecco in che modo…

 

(TurismoItaliaNews) La regione di Maramureş conserva ancora oggi la sua squisita arte contadina del legno che si può ritrovare ovunque (chiese, case, porte, recinti, oggetti), mentre la regione della Bucovina è famosa per i suoi gioielli artistici dipinti sulle pareti esterne dei monasteri, che li rendono unici al mondo e siti protetti dall’Unesco. Entrambe conservano antiche tradizioni, quasi del tutto scomparse nelle altre regioni della Romania, e la festa di Sant’Andrea può essere considerata un tipico esempio. Andrea era uno degli apostoli di Gesù e, con il fratello Pietro, esercitava il mestiere di pescatore. Il nome Andrea è di origini greche e proviene dal greco Andreas, il che significa “coraggioso”, “maschile”. Nella tradizione della Chiesa, l’apostolo Andrea aveva viaggiato nella Scizia - di cui era parte la storica regione romena di Dobrugia - per portare e diffondere la parola di Dio.

Il monastero di Sucevia. Nella foto in alto la chiesa di Ieud a Maramureş

Nella tradizione popolare, la notte della vigilia della Festa di Sant’Andrea (che cade il 30 novembre) è dedicata ai rituali per la protezione delle persone, delle case e del bestiame. Legate alla festa di Sant’Andrea ci sono però anche delle leggende secondo cui le fanciulle potranno sognare il futuro sposo. Le tradizioni della Festa di Sant’Andrea sono state tramandate di generazione in generazione, per secoli e secoli, anche se alcune non hanno soltanto una valenza puramente religiosa.

La vigilia della Festa di Sant’Andrea è un momento di enorme importanza per le mamme e per le fanciulle in età da matrimonio. Per sognare il futuro sposo, le fanciulle della Bucovina e di Maramureş devono mettere in opera alcune pratiche antiche: si mette del basilico sotto il cuscino, si utilizza una tazza di terracotta con dentro tre pezzi di carbone che viene girata a mezzanotte in senso orario per attirare il futuro sposo, oppure si organizza il rituale chiamato “la guardia dell’aglio” ovvero le fanciulle e i ragazzi del villaggio si incontrano in centro e ciascuno porta tre spicchi d’aglio messi insieme in un trogolo di legno che poi viene custodito da una signora anziana. Si organizza una piccola festa con balli tradizionali e cibi locali e poi l’aglio viene diviso tra i giovani e portato a casa. Le fanciulle devono seminare uno spicchio d’aglio in un impasto fresco e, in base alla sua crescita, vengono fatte le previsioni per il matrimonio. Si dice che lo stesso aglio porti in casa fortuna e salute. In Maramureş c’è una simpatica tradizione che vede la fanciulla cuocere una “turta” salata (una sorta di pizzetta) che verrà mangiata la sera delle vigilia prima di andare a letto, dopo una giornata di quaresima. La leggenda dice che la fanciulla sognerà il futuro marito : sarà colui che le darà un bicchiere d’acqua.

Alla Festa di Sant’Andrea sono legate anche una serie di superstizioni:

-se durante la notte della vigilia della Festa di Sant’Andrea nevica o piove, oppure se il cielo è coperto e segue la fase di luna piena, allora sarà un inverno difficile e molto freddo;

-si portano in mansarda dodici grandi cipolle, una per ogni mese del anno, e si tengono lì fino a Natale. Le cipolle che hanno germinato significano mesi ricchi per l’agricoltura, mentre le cipolle marce significano mesi con tanta pioggia e grandine;

-non ci si presta né ci si regala nulla in questa giornata, in modo da avere un anno nuovo ricco e con pochi danni di ogni genere.

 

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