Agropoli, Costa del Cilento: un Parco Letterario e tanta storia da scoprire anche dal mare

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Sede del Parco Letterario Franco Antonicelli, uno dei più grandi intellettuali del Novecento, città che lo vide confinato tra il marzo del 1935 e l’agosto del 1936, Agropoli, nella bellissima penisola del Cilento, è una delle più belle località di mare della Campania. Il Parco coinvolge il visitatore in un inatteso e meraviglioso racconto che si svolge nella storica cittadina in provincia di Salerno, alle porte del Parco nazionale del Cilento dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’umanità. Per il quinto anno consecutivo, peraltro, la città di Agropoli è Bandiera Blu.

 

(TurismoItaliaNews) Scriveva l’intellettuale Antonicelli: “Molti anni fa, prima della seconda guerra mondiale, un’occasione mi portò nell’Italia del Sud, giù dopo Salerno, e dopo la bellissima Paestum, e dove comincia il Cilento. L’occasione fu la stessa che in quei giorni condusse i miei amici Carlo Levi e Cesare Pavese press’a poco nei medesimi luoghi, al di là della famosa terra invalicata da Cristo” (vedi il Parco Carlo Levi di Aliano).


La zona costiera visitabile si estende per una lunghezza di circa 3 chilometri, rientra tra i siti di interesse comunitario e comprende lo scoglio Trentova, famoso per la panoramica caratteristica che lo vede legato alla terraferma da una sottilissima lingua di terra percorribile a piedi, il piccolo Scoglio di san Francesco e una serie di piccole insenature che si susseguono fino alla splendida spiaggetta del Vallone (Castellabate), prima di Punta Tresino.


La baia di Trentova prende il nome dallo scoglio omonimo: il nome deriva dal fatto che secondo la leggenda furono trovate nelle grotte sotto la roccia trenta uova di gabbiano o di tartaruga marina. Qui si trovano bar, lidi ed attrezzature turistiche. E poi c’è la Baia di San Francesco: accanto alla baia di Trentova c'è una piccola baia detta di San Francesco, dal nome del monastero sovrastante e dallo scoglio in mezzo al mare, riconoscibile per la croce posta sull'estremità superiore. Verso nord si estende una lunga spiaggia attraversata da diversi torrenti che arriva alla zona archeologica di Paestum.


Un po’ di storia. Feudo di Giovanni Sanseverino, Conte di Marsico e Barone di Cilento, dal 1436, per concessione del re Alfonso V D’Aragona, fu acquistato negli anni al 1660 dai Duchi Sanfelice che lo conservano fino al termine della feudalità. Del Borgo antico si conserva intatto il centro, gran parte del circuito delle mura difensive con il portale seicentesco d’ingresso sormontato dallo stemma marmoreo dei Duchi Delli Monti Sanfelice e la caratteristica salita degli scaloni, uno dei pochi esempi ancora visibili nel Cilento di accesso a gradoni ornati da merli e di porta monumentale. La cinta muraria, costruita in pietra locale e composta da un braccio settentrionale, si innesta in un Castello e si conclude con una straordinaria difesa naturale, la Rupe.


Nel VI secolo i Bizantini fortificarono il promontorio di Akropolis, città posta in alto, ed edificarono la struttura più importante del territorio, il Castello, attualmente visibile nel suo impianto aragonese (XV secolo) ed ora, grazie alla tenacia dell’attuale amministrazione, di proprietà pubblica. A pianta triangolare e con tre torri circolari, si erge sul promontorio sormontando l’area del Borgo antico, mentre la sua base, fortificata, si stende sul versante collinare. Attorno alle mura del castello gira un largo e profondo fossato, ormai ben distinguibile solo sul lato verso il borgo, mentre è quasi scomparso il dislivello sul lato orientale a causa dei lavori agricoli e dei cedimenti del terreno avutisi nel corso dei secoli. Il castello è vistabile; imponente è la piazza d’armi, oggi adibita a giardino ed a teatro all’aperto; carica di suggestioni è la descrizione della struttura e del paesaggio circostante in uno dei primi racconti della scrittrice Margherite Yourcenar, qui ambientato.


A proposito della baia di Trentova e del promontorio di punta Tresino, questo angolo è di notevole pregio paesaggistico e si ipotizza che fosse legato ad un leggendario insediamento dell’antico popolo dei Trezeni. Attualmente sono visibili un’area che accoglie le strutture di una villa rustica romana, di età medio-repubblicana e, sulla collina, la diroccata chiesa di San Giovanni (957).

 

Il sito del Comune di Agropoli

 

 


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