Lui è vissuto 150mila anni fa e oggi è estinto: ecco l’Uomo di Altamura, faccia a faccia nel Museo Archeologico Nazionale

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Giovanni Bosi, Altamura / Puglia

Probabilmente non avrebbe potuto vincere il concorso di Mister Mondo, ma di certo il suo volto è accattivante. Almeno così gli scienziati ce lo ripropongono. Lui è vissuto 150mila anni fa e oggi è estinto: è l’Uomo di Altamura, un Homo neanderthalensis. La sua datazione lo colloca nella fase più antica dell’esistenza di questa specie umana scomparsa. Per incontrarlo "in carne ed ossa" il luogo migliore è il Museo Archeologico Nazionale della città pugliese, dove si può scoprire (quasi) tutto sulla sua storia.

 

(TurismoItaliaNews) Inquietante? Ma no, in fondo la razza umana è un’evoluzione continua. E questo Homo neanderthalensis - chiamato Uomo di Altamura perché il suo scheletro è stato scoperto il 7 ottobre 1993 nella grotta di Lamalunga, nei pressi della città di Altamura famosa per il suo pane – è datato in un lasso di tempo che oscilla tra i 128.000 e i 187.000 anni fa e dunque è un tassello prezioso di questi cambiamenti. Lo scenario è quello del Paleolitico superiore, in un periodo in cui mentre in Europa vivevano i Neandertaliani, nell’Africa sub-sahariana si era evoluta una forma umana con tratti moderni, simili ormai a quelli dell’umanità attuale: l’Homo Sapiens.

Lui è vissuto 150mila anni fa e oggi è estinto: ecco l’Uomo di Altamura, faccia a faccia nel Museo Archeologico Nazionale

Lui è vissuto 150mila anni fa e oggi è estinto: ecco l’Uomo di Altamura, faccia a faccia nel Museo Archeologico Nazionale

Il Museo Archeologico Nazionale di Altamura

I ricercatori dell'Università di Bari hanno effettuato riprese con scansione laser del reperto, tuttora conservato nella grotta, ottenendo quindi mappe numeriche che permettono di effettuare valutazioni sia di carattere dimensionale che morfologiche, utilizzando modelli matematici e procedure anche in grado di ottenere la riproduzione di copie fisiche del giacimento. E’ incredibile il lavoro svolto dai ricercatori nel riuscire ad offrire una sua ricostruzione “in carne ed ossa”, più esattamente in 3D, partendo da quanto è stato ritrovato da Lorenzo Di Liso, Marco Milillo e Walter Scaramuzzi del Club Alpino Italiano di Bari, invitati a scendere nella grotta dal Centro Altamurano Ricerche Speleologiche, ritenuto lo scopritore della grotta di Lamalunga. Lui è un esemplare umano adulto, intrappolato nella grotta, rimasto inglobato nelle stalattiti e stalagmiti che gli sono cresciute intorno e che lo hanno conservato intatto.

“Il suo Dna è quello di un Neanderthal – spiegano i ricercatori - la sua datazione, prossima a 150mila anni fa, lo colloca nella fase più antica dell’esistenza di questa specie umana estinta. Coerentemente, le morfologia richiama quella di Homo Neanderthalensis, ma si associa a tratti più arcaici. Ce ne sono davvero pochi di fossili umani con questa combinazione di caratteri e, ancor di più, quasi non esistono scheletri completi, mentre le ossa dell’Uomo di Altamura ci sono sostanzialmente tutte: un’evenienza rarissima in paleo-antropologia. Il suo studio serve a chiarire l’evoluzione umana in Europa, nello scenario particolare della penisola italiana, in un’epoca in cui esseri umani diversi da noi vivevano in una ambiente popolato da elefanti, rinoceronti, cervi e bufali dalle corna gigantesche, scheggiando pietre e accendendo fuochi all'imboccatura delle caverne. Si tratta dunque di una scoperta per un reperto di formidabile impatto emotivo e di enorme interesse per le nostre conoscenze sui Neanderthal e su noi stessi”.

Il Museo Archeologico Nazionale

Il Museo Archeologico Nazionale

Affascinante. E un motivo decisamente appassionante per visitare il Museo Archeologico Nazionale di Altamura, la cui mission è quella di documentare il Paleolitico della Puglia, con approfondimenti sugli aspetti culturali della storia dell’uomo, valorizzando contesti e reperti paleolitici provenienti dai siti più significativi. E anche molto di più. L’itinerario museale parte dall’esposizione dedicata a cava Pontrelli, nella quale nel 1999 sono state rinvenute migliaia di orme di dinosauri, per continuare con la grotta di Lamalunga, l’eccezionale giacimento del Paleolitico, e poi, attraverso Neolitico, l’età dei Metalli, le testimonianze della civiltà indigena, le ricche fasi classiche ed ellenistiche, per concludersi con le straordinarie manifestazioni del periodo tardoantico. I reperti esposti provengono da un territorio particolarmente ricco al confine tra Puglia e Basilicata, area attraversata da importanti vie di comunicazione che collegavano lo Ionio e il Tirreno.

Peraltro il Museo di Altamura si trova in località La Croce, una delle più importanti zone archeologiche presenti sulla collina della città pugliese. Gli scavi archeologici condotti nella zona fin dagli anni '60 hanno evidenziato infatti una straordinaria stratigrafia che va dall'inizio dell'età dei metalli fino all'avanzata età ellenistica. Così nella struttura museale sono ancora presenti testimonianze di vita del centro indigeno: una abitazione di VI secolo a.C., recinti di varie dimensioni, piccole fornaci per la cottura dei vasi ed alcune tombe. E’ stata proprio la scoperta di questi resti a determinare la scelta del sito su cui far sorgere il Museo.

Il Museo Archeologico Nazionale

Il Museo Archeologico Nazionale

Ma perché l’Uomo di Altamura è così importante? “Mentre in Europa vivevano i Neandertaliani, nell’Africa sub-sahariana si era evoluta una forma umana con tratti moderni, simili ormai a quelli dell’umanità attuale – spiegano gli archeologi - quando, intorno a 45mila anni fa, questi gruppi di origine africana si espandono in Europa, hanno ormai acquisito capacità inedite riguardo l’innovazione tecnologica, il modo di sfruttare più ampie risorse del territorio e soprattutto la creatività nel campo simbolico. Un loro incrocio con i Neandertaliani è attestato da recenti studi sul Dna. Le cause dell’estinzione, di lì a poco, dei Neandertaliani sono oggetto di dibattito tuttora aperto.

Il dato archeologico dice che i ‘nuovi arrivati’ intorno a 40mila anni fa erano rimasti praticamente soli. Inizia il periodo della Preistoria chiamato Paleolitico superiore (45-10mila anni fa)”. Il sito base per le conoscenze archeologiche e paleoambientali del Paleolitico superiore è Grotta Paglicci (Rignano Garganico, Foggia), la cui stratigrafia costituisce una serie di riferimento per ricostruire l’evoluzione del periodo non solo della Puglia ma dell’intera area mediterranea. La Grotta Paglicci racchiude l’unico esempio di pitture parietali paleolitichein Italia, che sono probabilmente di età gravettiana, e ha restituito numerosi ciottoli, pietre e ossa con incisioni raffiguranti animali e motivi geometrici. Sono state rinvenute due sepolture fra le più antiche in Europa.

Il Museo Archeologico Nazionale

Il Museo Archeologico Nazionale

Museo Archeologico Nazionale di Altamura
Via Santeramo in Colle, 8

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