“Bevi, Rosmunda, dal teschio di tuo padre!”: storie di re e di regine. Da Brescia alla scoperta delle città del regno longobardo

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Dal 568 al 774 l’Italia del Nord fu governata dai Longobardi, popolazione d’origine germanica entrata in Italia in cerca d’espansione dal Friuli. Alboino e Desiderio, Teodolinda e Ermengarda sono i re e le regine che fecero grande e bello il loro regno; i resti di queste opere sono orgogliosamente conservati nelle città d’arte della pianura padana. Un breve viaggio italiano, alla scoperta degli importanti lasciti artistici e architettonici, non può che partire da Brescia.

 

(TurismoItaliaNews) E’ dal giugno del 2011 che a Brescia è stato riconosciuto lo status di patrimonio mondiale dell’Unesco per il vasto complesso longobardo di santa Giulia e san Salvatore. Si tratta di un esteso insieme di strutture (più chiese, un monastero, antiche domus romane e un coro) che racchiude numerosi tesori: uno tra tutti, la croce di Desiderio, è una croce che fu usata per funzioni religiose, ricoperta di gemme, cammei e pietre preziose. Una visita al complesso occuperà buona parte della giornata.

Sempre lungo la via del Musei si potrà cogliere l’occasione per ammirare i resti ancora più antichi del Capitolium, un tempio romano dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, edificato al centro della città allora chiamata Brixia, riaperto al pubblico a partire dal 7 marzo 2013. Non può mancare una sosta nella piazza della Loggia, raggiungibile a piedi in pochi minuti, e una passeggiata lungo corso Zanardelli, per ammirarne le ricche vetrine. Tra i bagagli, da portare a casa, qualche bottiglia di ottimo Franciacorta.

 

 

Un circuito di città d’arte
alleate per promuoversi

Il Circuito Città d’Arte della Pianura Padana è un’associazione fondata nel 1997 da città appartenenti a tre diverse regioni dell'Italia settentrionale, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte. Attualmente aderiscono al Circuito 12 città - Alessandria, Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Modena, Monza, Parma, Pavia, Piacenza, Reggio Emilia, Vercelli - tutte legate, oltre che dal territorio, da denominatori comuni: centri storici “a misura d’uomo” che si affiancano a luoghi di grande interesse naturalistico, cucine prelibate con gustose varianti locali e una vita culturale vivace con eventi musicali, letterari, teatrali, artistici e cinematografici di valore internazionale. Obiettivo del Circuito è incrementare il turismo nelle città aderenti all’associazione e fornire ai turisti un sistema di informazioni snello e veloce per conoscere le principali attrattive delle città e una serie di itinerari personalizzati.

www.circuitocittadarte.it

Il viaggio idealmente può proseguire verso Monza, la città scelta come residenza estiva da Teodolinda. La regina, di fede cattolica, fece edificare un palazzo e, nel 595, una cappella che costituì il primo nucleo del Duomo. Proprio da qui può avere inizio la visita, in particolare dalla Cappella di Teodolinda, così denominata per un prezioso ciclo di affreschi sulla sua vita. E’ qui che viene custodita la famosa Corona Ferrea, manufatto di alta oreficeria che conserva al suo interno, secondo la tradizione, uno dei chiodi della croce di Cristo.

Proseguendo alla scoperta di Monza longobarda la visita conduce al Museo e Tesoro del Duomo. Qui si  possono ammirare alcuni capolavori dell’oreficeria longobarda, l’arte guida del periodo: la Croce di Agilulfo, la Chioccia con pulcini e l’evangelario di Teodolinda. Passeggiando per le vie del centro storico, si possono ammirare i principali luoghi simbolo dell’evoluzione della città, soffermarsi per qualche acquisto e concedersi una sosta per gustare il risotto alla monzese, preparato con la saporita luganega di Monza.

Pavia fu addirittura la capitale del regno longobardo, dal 625 al 774. Qui l’itinerario artistico parte dalla cripta di sant’Eusebio e prosegue nella sezione longobarda dei Musei Civici. La demolita chiesa di sant’Eusebio, di cui sopravvive appunto la cripta, è riconosciuta come la cattedrale dei Longobardi. Nel  museo si possono vedere fibule e staffe, altre testimonianze dell’eccellenza orafa dell’epoca. In San Giovanni Domnarum si visita la cripta altomedievale, riccamente affrescata nel XII secolo. In forme non più longobarde ma già romaniche è la basilica di san Michele Maggiore, ricostruzione della cappella regia dove il re Desiderio si rifugiava a pregare durante l’assedio della città nel 774 dopo Cristo. Nel 1155 vi fu incoronato Federico Barbarossa.

 

 

A seconda dell’appetito si può quindi scegliere se ristorarsi con un veloce panino con salame d’oca o di Varzi oppure con una ricca zuppa pavese, fatta con brodo, pane e uova fresche. L’accompagnamento ideale per entrambi resta comunque un bicchiere di Barbera, Bonarda o Buttafuoco.  Si prosegue quindi per via santa Maria alle Pertiche, dove un tempo sorgeva la chiesa omonima. Sono visibili i resti del chiostro e del colonnato. Appena fuori porta, per esplorare anche i tranquilli dintorni, resta da vedere il battistero di san Giovanni ad Fontes, presso Lomello.


Da Pavia si può raggiungere Bobbio, in epoca longobarda collegata con la capitale del regno dalla Via degli Abati, il cui itinerario è oggi percorribile  a piedi o a cavallo o in mountain bike. Qui l’irlandese Colombano, grazie alla donazione del re Agilulfo, fondò un monastero che con il suo scriptorium divenne un centro culturale di altissimo livello, anche se della sua fase altomedievale rimangono solo materiali scultorei.

 

 

A Piacenza, sede di un ducato longobardo, nel Museo Archeologico sono esposti oggetti di corredo da sepolture della città e del territorio: ceramiche decorate a stampiglia, elementi di collana, armi in  ferro e una preziosa cintura ageminata in argento  e ottone.  Sedersi a tavola nel Piacentino è un vero e proprio piacere per il palato. Eccellenti salumi (coppa, pancetta e salame), vini pregiati, primo fra tutti il Gutturnio, e piatti tipici, tra i quali i rustici pissarei e fasö e i delicatissimi tortelli con la coda, rappresenteranno una proposta irresistibile.

Conclude il viaggio una tappa a Parma. In città bisogna visitare la celebre piazza del Duomo che comprende anche il campanile e il Battistero, modello di congiunzione tra l’arte romanica e quella gotica. Parma, così come la vicina Piacenza, fu sede di un ducato longobardo. Tra le due città c’è un sito archeologico, Veleia, dal quale sono stati recuperati diversi cimeli, ora esposti al Museo Archeologico parmense. Il Museo è ospitato nel palazzo della Pilotta: qui potrete ammirare un’opera squisitamente longobarda, la fibula a disco aurea.

Parma però è anche sinonimo di dolce vita e buona cucina, non solo di arte e cultura. In soli 10 minuti di passeggiata si raggiunge piazza Garibaldi per l’aperitivo a base di salumi tipici: culatello, prosciutto crudo, salame di felino e soprattutto scaglie di Parmigiano reggiano. Per chi vuole concedersi qualcosa di più i numerosi ristoranti offrono tortelli con le erbette, anolini, bolliti, stracotto, punta di vitello ripiena. Dolce conclusione con torta di riso o con spongata.

 

 

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