La Terra dei 7 colori: a Mauritius l'unicità e la naturalezza delle dune a strisce è un'attrazione mondiale

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Giovanni Bosi, Mauritius

La creatività umana è estrosa e imprevedibile, ma quella della Natura è sicuramente imbattibile e perfino al di sopra della fantasia. Non solo flora e fauna, ma anche la terra contribuisce allo spettacolo. Come sull’Isola di Mauritius: a due passi dal villaggio di Chamarel c’è la Terra dei 7 colori, dove il paesaggio è reso unico dalle sabbie delle dune.

 

(TurismoItaliaNews) Mauritius, nell’Oceano Indiano, è famosissima per le sue spiagge e i suoi tramonti dorati, tanto da essere una delle mete internazionali agognate dai turisti. E comunque non solo mare: quando si è sull’isola si scopre che c’è molto altro da vedere: dalla capitale Port Louis con le testimonianze di una contaminazione plurisecolare, all'unicità del giardino botanico di Pamplemousses; da quella Grand Bay considerata la Saint-Tropez dell’Oceano Indiano, all'entroterra con la sua magia verde e Curepipe, il villaggio più bello dell'Isola.

Mauritius, nell’Oceano Indiano, è famosissima per le sue spiagge e i suoi tramonti dorati

La Terra dei 7 colori: a Mauritius l'unicità e la naturalezza delle dune a strisce è un'attrazione mondiale

Eppure a conquistare sono le dune colorate di Chamarel, sul versante sud-occidentale. Neanche un ettaro di superficie - 7.500 metri quadrati – caratterizzata da sabbia di sette colori: rosso, marrone, viola, verde, blu, azzurro e giallo, che danno vita allo scenario fantastico di colline modellate, davanti alle quali si arriva dopo aver percorso una strada panoramica che attraversa la lussureggiante foresta tropicale che circonda la zona, a 283 metri sul livello del mare.

Ma cosa dipende? E' uno dei tanti bizzarri fenomeni della nostra amata Gea: un fenomeno geologico di origine vulcanica per il quale le terre di sette colori diversi si sono “intrecciate” formando questa struttura caratteristica che ha donato a Mauritius un'attrazione di fama mondiale. In sostanza si sono formati diversi strati che sembrano non essere affatto disturbati dalle piogge torrenziali (frequenti durante l'estate e comunque brevi) cui l'isola è soggetta a causa del clima tropicale. A proposito: il periodo migliore per trovarsi qui va da ottobre a novembre, anche se la posizione dona a Mauritius temperature piacevoli tutt l'anno. Anche se il vento si diverte a scompigliare i granelli superficiali di sabbia colorata, dopo un po' i disegni striati delle dune si ricompongono, tanto da far sembra immutevole questa naturale bizzarria.

La Terra dei 7 colori: a Mauritius l'unicità e la naturalezza delle dune a strisce è un'attrazione mondiale

La Terra dei 7 colori: a Mauritius l'unicità e la naturalezza delle dune a strisce è un'attrazione mondiale

La Terra dei 7 colori: a Mauritius l'unicità e la naturalezza delle dune a strisce è un'attrazione mondialeLa Terra dei 7 colori: a Mauritius l'unicità e la naturalezza delle dune a strisce è un'attrazione mondiale

La loro composizione chimica racconta che la formazione si è dovuta alla decomposizione di un calanco di basalto - ovvero roccia vulcanica - in argilla, poi a sua volta trasformata nel corso del tempo in suolo ferrallitico a causa di idrolisi totale: “Ai due principali elementi chimici presenti nel suolo, ferro ed alluminio – spiegano gli esperti – si devono le colorazioni rosso-antracite e blu-violetto, mentre i diversi strati di colore sarebbero la conseguenza del raffreddamento delle rocce vulcaniche fuse a differenti temperature esterne”. E tuttavia restano aperti alcuni interrogativi, come i motivi della separazione spontanea ancora non chiariti in modo definitivo. Quando ci si trova sul posto, si può avere soltanto il ruolo di spettatori rispettosi: l'area è delimitata da una recinzione e non si può assolutamente camminare sulla superficie colorata, né tantomeno asportare porzioni o campioni di sabbia e terreno. Quando andiamo via, negli occhi e nella mente rimane impressa in modo indelebile l'immagine della Terra dei 7 colori, aulica e riposante. Ci spostiamo poi nel villaggio di Chamarel, dove la chiesa di Sant'Anna, costruita nel 1876, regala a suo modo altre suggestioni.

Chi ama la natura non può perdersi, oltre alle dune colorate, altri tre luoghi altrettanto belli: il Parc national des Gorges de Rivière Noire, Trou aux Cerfs e la Strada del Tè. Il parco nazionale delle gole del Fiume Nero si trova nella regione occidentale: 6.750 ettari di area naturale protetta, parte della riserva della biosfera di Macchabée - Bel Ombre, che offrono rifugio a centinaia di specie di piante da fiore autoctone ed endemiche che è possibile trovare solo qui. In questa zona protetta ricadono le Terre dei sette colori ma anche le Cascate di Chamarel (che si gettano da un'altezza di 95 metri) e il Piton de la Petite Rivière Noire, che con i suoi 826 metri è dunque il punto più alto dell'isola. Trou aux Cerfs è un vulcano spento nell’entroterra di Curepipe, la parte più selvaggia di Mauritius: si è formato meno di 2 milioni di anni fa nella seconda fase dell'attività vulcanica che ha creato l'Isola. Tra le produzioni tipiche ci sono non solo rhum e zucchero, ma pure il tè, tanto che Route du Thé è un itinerario che consente di vedere le piantagioni da vicino: il giro parte da Domaine des Aubineaux, include la fabbrica di Bois Chéri a Rivière des Anguilles e termina al Domaine Saint Aubin.

La Terra dei 7 colori: a Mauritius l'unicità e la naturalezza delle dune a strisce è un'attrazione mondiale

La Terra dei 7 colori: a Mauritius l'unicità e la naturalezza delle dune a strisce è un'attrazione mondiale

Abbiamo parlato anche di Port Louis: per conoscere la vera anima della città bisogna andare al Mercato Centrale, sul lungomare Le Caudan e al Museo di Storia Naturale per saperne di più sul Dodo, il volatile simbolo di Mauritius ormai purtroppo estinto. Quando vi siedete a tavola non rinunciate a gusate il Marlin in versione affumicata: è un pesce simile al pesce spada, una vera eccellenza. Infine le spiagge: le migliori sono Pereybère, Flic en Flac, Belle Mare, Le Morne, Blue Bay e Ile aux Cerfs.

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
mail: direttore@turismoitalianews – twitter: @giornalista3

 

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