Rocche e castelli d'Italia, da nord e sud dieci manieri da vedere: le suggestioni che evocano sono notevoli

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Angelo Benedetti, Aosta

Rocche e castelli disseminati lungo lo Stivale costituiscono un’attrazione di tutto rilievo. Molti accolgono musei, alcuni sono stati trasformati in alberghi diffusi o addirittura resort di lusso, altri sono andati perduti a causa degli eventi bellici ma puntualmente ricostruiti per mantenerne il simbolo di presidio della storia e della cultura del territorio in cui si trovano. E in effetti è a questo compito che tutti insieme assolvono oggi. Ecco allora 8 castelli e rocche da vedere assolutamente in Italia.

 

(TurismoItaliaNews) Le suggestioni che evocano sono notevoli, perché spesso sono visibili a chilometri di distanza, collocati in posizioni strategiche e ardite, che sembra impossibile raggiungere. Tutti sono bellissimi e fanno parte a pieno titolo di quanto la nostra splendida Italia può offrire al turismo e in più generale al settore dei beni culturali. Quelli che vi proponiamo si trovano in Valle d’Aosta, Toscana, Umbria, Marche, Calabria, Puglia, Friuli – Venezia Giulia e Trentino.

Forte di Bard, Valle d’Aosta
E’ uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento di primo Ottocento ed è rimasto pressoché intatto dal momento della sua costruzione. Raggiungerlo a piedi significa godersi un panorama mozzafiato, ma da provare è anche “l’ascensore inclinato” che superando rapidamente il dislivello correndo lungo la roccia, consente altri punti di vista da non perdere. La piazzaforte è costituita da tre principali corpi di fabbrica, posti a diversi livelli, tra i 400 e i 467 metri: dal più basso, l'Opera Ferdinando, a quello mediano, l'Opera Vittorio, e al più alto, l'Opera Carlo Alberto per un totale di 283 locali. Il complesso è un’importante sede espositiva temporanea e permanente, come ad esempio il Museo delle Alpi, percorso pluridisciplinare, multimediale e interattivo per scoprire la catena montuosa.

Antico e moderno in Valle d'Aosta: il Forte di Bard è un polo museale all'avanguardia

Rocca d’Orcia, Toscana
Si chiama Rocca di Tintinnano e ha mantenuto intatta l'impronta ricevuta in epoca feudale con la rocca posta sulla cima della collina ed il borgo ai suoi piedi. L'esistenza di una corte in questo luogo è testimoniata fin dall'853 come possedimento dell'Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata e confermato da alcuni diplomi imperiali dell'XI secolo. A partire dal XII secolo Tintinnano fece parte della giurisdizione della famiglia dei Tignosi, che vantavano diritti sulla popolazione e sulle terre circostanti. Nel l250 il Comune di Siena acquistò tali diritti affermando la propria supremazia su Tintinnano e avviando lavori di consolidamento del "sasso" della rocca e di una nuova torre. Arrivando a Castiglione d'Orcia dalla via Cassia, lo sguardo viene attratto dal grande torrione sovrastante il borgo di Rocca d'Orcia, che per aver conservato tutti i caratteri medievali, rappresenta un nucleo di grande interesse architettonico. Da sottolineare che l'antica via Francigena, la più importante del Medioevo, ha fatto nascere una serie di castelli dominati da imponenti rocche: una relativa marginalità rispetto al recente convulso sviluppo di tante zone del nostro Paese ha permesso di conservare ampi tratti del paesaggio agrario costruito con pazienza dall'uomo. Il complesso della rocca a Tintinano è aperto al pubblico.
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La Rocca dei Tempesta a Noale, Veneto

Noale, Veneto
Dell'imponente fortificazione oggi restano soltano i ruderi, ma quanto basta per comprendere che la Rocca dei Tempesta costruita per iniziativa di Ezzelino III da Romano a partire dal 1245 e terminata nel 1272, durante il dominio dei Signori feudali di Noale, era una struttura imponente, massiccia e persino molto scenografica. Lo stato di abbandono a partire dal Settecento è stata la causa di numerosi crolli, ma anche di spoliazioni di materiale reimpiegati in altre costruzioni. Particolare curioso è che nella prima metà dell'Ottocento la rocca ha finito con l'essere adibita a cimitero, funzione rimasta in esercizio addirittura sino alla fine del XX secolo. Con il trasferimento del cimitero e il restauro delle strutture murarie rimaste, per la Rocca si è aperta la fase del riutilizzo come sede di manifestazioni culturali e folkloristiche.

Il Castello di Rapallo

Rapallo, Liguria
Adagiato sul mare davanti al borgo marinaro, il Castello di Rapallo risale solo alla seconda metà del XVI secolo e viene spesso erroneamente identificato come struttura difensiva medievale. Il ruolo difensivo è comunque effettivo, in quanto è stato costruito in questa posizione – ai seguito dei fatti che interessarono il borgo il 4 luglio del 1549 - proprio per difendere lo specchio acqueo nella zona dell'odierno lungomare Vittorio Veneto. All'interno c'è una piccola cappella dedicata a san Gaetano costruita nel 1688 con la caratteristica cupoletta con campana, ben identificabile da fuori. Nei primi tre giorni di luglio il Castello è protagonista di uno spettacolo pirotecnico in occasione delle festività patronali in onore di Nostra Signora di Montallegro.

Castel San Giovanni, Umbria
Risale al Trecento ed è il meglio conservato della piana spoletina. Tra le sue mura sono state scritte pagine di storia, legate a personaggi del calibro di Federico II di Svevia, i papi Giulio II e Leone X, gli Albornoz con le immancabili lotte di potere per il controllo sul territorio. Oggi questa fortezza-borgo è un affascinante albergo diffuso oltre che un presidio del gusto e della gastronomia umbra. Siamo a Castel San Giovanni, nel Comune di Castel Ritaldi. In Umbria ovviamente. Nonostante le peripezie vissute nel corso dei secoli, era arrivato a conservare fino alla seconda guerra mondiale il fossato di guardia ed oggi la struttura è quasi totalmente intatta.

Castel San Giovanni, nell’antico maniero della Botonta c’è un raffinato albergo diffuso

Rocca Imperiale, Calabria
Adulata e custodita dai suoi profumatissimi limoneti, Rocca Imperiale rispecchia al meglio il connubio tra storia, ambiente e voglia di riscatto. Se oggi la sua strategica posizione geografica - tra Sibaritide e Metaponto, affacciata sul Golfo di Taranto - assicura un microclima che ha consentito di sviluppare una produzione di grandi eccellenze come il Limone Igp o l’Arancia bionda tardiva che promuovono ovunque il nome di questo luogo, fin dall’antichità ha richiamato l’attenzione di potenti ed illuminati. Come Federico II di Svevia, anche per la vocazione del territorio all’arte venatoria, nota passione dell’imperatore, ma soprattutto per la possibilità di controllare i collegamenti tra le Calabrie e il Salento, lungo l'antica via Appia-Traiana che partendo da Reggio e costeggiando il mare andava a congiungersi a Brindisi con l'Appia. Ed è stato proprio qui che Federico II decise dunque di edificare il proprio castello nel 1225, a consolidamento della propria egemonia militare e politica.

Calabria, Rocca Imperiale: il Castello voluto da Federico II nel 1225 in un territorio straordinario

Castel del Monte, Puglia
Già guardandolo da lontano si intuiscono la straordinarietà e la potenza della costruzione. Ma forse l’essenza più vera di Castel del Monte si coglie ponendosi al centro del cortile interno e volgendo lo sguardo in alto, verso il cielo azzurro: è a quel punto che ci si rende conto di essere nel cuore di di quello che è ben più di un castello. Un capolavoro unico dell’architettura medievale, un simbolo carico di simbolismi nella pianura pugliese, nel territorio di Andria. Dal 1996 Castel del Monte fa parte del Patrimonio mondiale dell’Umanità: un capolavoro, che riflette l’umanesimo del suo fondatore Federico II di Svevia. Il primo documento che fornisce informazioni sul castello è datato 29 gennaio 1240.

I segreti di Castel del Monte: l’antico maniero di Federico II capolavoro unico dell’architettura medievale 

Castello della Rancia, Marche
Visibilissimo per chi percorre la statale 77 “Val di Chienti” fra Civitanova Marche e Foligno, nel territorio comunale di Tolentino ricade il Castello della Rancia, il cui nome deriva probabilmente dalla parola “grancia”, ovvero granaio, dal francese grange, mutuato dal latino granica, nome che i Camaldolesi e altri ordini monastici danno alle loro fattorie fortificate. E infatti sul luogo sorgeva già nel XII secolo una fattoria-granaio fortificato dipendente dalla potente Abbazia di Fiastra: tra il 1353 e il 1357 è stato trasformato nel castello attuale per volere dei Da Varano, Signori di Camerino. E’ un edificio di forma quadrangolare composto da una cinta merlata rafforzata da tre torri angolari. Attualmente è di proprietà del Comune di Tolentino e dal luglio del 2000 ospita il Museo Civico Archeologico “Aristide Gentiloni Silverj”. Legate alla zona circostante il castello è la furibonda battaglia "della Rancia" o di "Tolentino" del 2 e il 3 maggio 1815 con lo scontro tra l'esercito francese di Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone, e le truppe austriache del generale Federico Bianchi.
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Castello di Gorizia, Friuli – Venezia Giulia
Risale all’XI secolo, ma è stato ampliato successivamente in relazione all’accresciuto potere dei conti, i quali, all’epoca, dominavano anche sul Tirolo e altri territori. Durante la prima Guerra Mondiale è stato bombardato e ricostruito tra il 1934 e il 1937 cercando di riportare il complesso al suo aspetto medievale e rinascimentale, mettendo in luce le antiche strutture del maniero scoperte durante i lavori di ripristino. Attualmente è sede del Museo del Medioevo Goriziano e propone una collezione di fedeli riproduzioni di armi bianche (1271 – 1500), di macchine d’assedio in scala 1:1 (catapulta, trabucco, tronfia e trapano), una ricca sala didattica, oltre ad ospitare l’esposizione permanente Theatrum Instrumentorum, ricca mostra didattica sulla ricostruzione degli strumenti musicali antichi (X - XVII secolo). All'interno del Castello, nella splendida sala degli Stati Provinciali, è in esposizione permanente una straordinaria mostra sugli strumenti perduti, gli affascinanti antenati delle odierne chitarre, pianoforti, violini, contrabbassi, organi. Tutti perfettamente funzionanti: liuti, vielle, lire, ghironde, salterii, ciaramelle, inseriti in scenari ispirati a celebri nature morte, supportati da strumenti audiovisivi per un imperdibile viaggio tra armonie e suoni inconsueti e di grande suggestione.
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Castelvecchio – Castello del Buonconsiglio di Trento
Castelvecchio è la parte più antica del complesso del Buonconsiglio, edificata nella prima metà del '200 lungo il tratto orientale delle mura cittadine su un rialzo roccioso in prossimità del fiume Adige. Ingloba la più antica torre cilindrica detta impropriamente Torre d'Augusto. Dal 1255 al 1796 è stato la residenza dei principi vescovi della città e sede del consiglio aulico, l'organo di governo vescovile, da cui deriva il nome di “Buonconsiglio”. Al vescovo Giovanni IV Hinderbach (1465-1486) si devono i maggiori lavori di ampliamento e abbellimento: gli Erker, la grande polifora in stile gotico veneziano, il timpano merlato e la grande corte interna cinta da logge. La presenza delle finestre a croce guelfa e, più in alto, della loggia, rende l'architettura più elegante e sottolinea il passaggio della struttura ad una destinazione residenziale e non solo difensiva.
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