Belluno diventa Cittaslow: nella rete delle "città del buon vivere" per il rispetto delle tradizioni, dell'ambiente, della salute

Stampa
images/stories/veneto/BellinoCittaSlow01.jpg

 

Sono oltre 270 città sparse in 30 nazioni, ispirate dalla filosofia originaria di Slow Food applicata alle comunità e ai governi locali: il rispetto delle tradizioni, dell'ambiente, della salute; la ricchezza di piazze, teatri, botteghe e paesaggi affascinanti; la "gioia di un lento e quieto vivere". Ora anche la Città di Belluno è "Cittaslow".

 

(TurismoItaliaNews) Ud ufficializzare l'ingresso del capoluogo dolomitico nella "rete delle città del buon vivere" sono stati il presidente di Cittaslow Internazionale, il sindaco di Asolo Mauro Migliorini, e il segretario generale Pier Giorgio Oliveti che hanno consegnato nelle mani del primo cittadino Jacopo Massaro e dell'assessore al turismo Yuki d'Emilia l'attestato di riconoscimento e la bandiera dell'associazione. “Per noi è un grande onore entrare a far parte di una rete che unisce centinaia di città, dalla Spagna all'Olanda, arrivando agli Stati Uniti e alla Corea del Sud, passando per Cipro e Taiwan - commenta il sindaco Jacopo Massaro – Sarà un'occasione importante per confrontarsi con realtà lontane e diverse dalla nostra e poter scambiare iniziative e proposte; da sempre, lavoriamo per una città che dia ai suoi abitanti e ai visitatori un'alta qualità della vita, coniugando l'attenzione all'ambiente allo sviluppo socio-economico. La pandemia che sta travolgendo il pianeta ci ha costretto a rivedere i nostri stili e i nostri ritmi di vita, e siamo convinti che, una volta passata l'emergenza, la 'filosofia slow' sarà un'ottima chiave per la ripartenza”.

Benvenuta alla città di Belluno nella famiglia Cittaslow. In foto il sindaco Jacopo Massaro e l'assessore al turismo Yuki D'Emilia

“Questo riconoscimento riveste un ruolo importante anche dal punto di vista del richiamo turistico - sottolinea Yuki d'Emilia – in questo particolare momento, fare rete con altre città che condividono la nostra stessa scala di valori ci consente di tessere relazioni che diventeranno importantissime nel momento in cui si potrà avere una vera ripresa”. Belluno diventa così il primo comune capoluogo d'Italia ad essere riconosciuto Cittaslow (primato che condivide con Trani, che ha aderito alla rete già dal 1999 e che solamente successivamente è diventato co-capoluogo della provincia di Barletta-Andria-Trani).

“Benvenuta Belluno nella grande famiglia delle Cittaslow - commenta il presidente di Cittaslow Internazionale, Mauro Migliorini – dopo Follina e Asolo, la capitale delle Dolomiti è la terza città del Veneto ad entrare in Cittaslow e per me è davvero un grande onore poter consegnare oggi al Sindaco Massaro il diploma di affiliazione. Economia resiliente, attenzione all'ambiente e al sociale, rispetto delle culture locali, innovazione di strutture e processi, internazionalizzazione, sono alcune delle chiavi vincenti per 'creare futuro' in senso slow: l'anno drammatico che abbiamo trascorso ha fatto comprendere a tutti il significato profondo del progetto Cittaslow, nato in Italia oltre venti anni fa e oggi diffuso per il mondo”. Aggiunge il segretario generale Pier Giorgio Oliveti: “Belluno per la sua storia e geografia, un poco riparata ma connessa attraverso il Piave e le valli dolomitiche a Venezia e al Nord Europa, oggi può diventare un modello di 'territorio slow', proponendo e applicando stili di vita modernissimi, ma al contempo rispettosi di tempi, ritmi e culture locali: oggi è tempo di Cittaslow”.

Belluno diventa Cittaslow: nella rete delle "città del buon vivere"  il rispetto delle tradizioni, dell'ambiente, della salute

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...