La Madonna della Cintola torna a Montefalco con il suo originario splendore, mostra prorogata al 30 aprile 2016

Il sindaco di Montefalco, Donatella Tesei con Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani

La Madonna della Cintola dipinta intorno al 1450 da Benozzo Gozzoli, allievo prediletto del Beato Angelico, torna a Montefalco, in Umbria, per ricongiungersi al prezioso ciclo degli affreschi che il Maestro realizzò nella Chiesa di San Francesco, dove viene esposta fino al 30 aprile 2016. Ed è inoltre possibile osservarla nella sua interezza, così come è stata fruita ed utilizzata per secoli, riuscendo ad apprezzare ogni particolare anche dell’originale struttura lignea.

 

(TurismoItaliaNews) Dopo 167 anni la preziosa Pala della Madonna della Cintola torna a Montefalco per ricongiungersi al prezioso ciclo degli affreschi che il Maestro Benozzo Gozzoli realizzò nella Chiesa di San Francesco, oggi inclusa nel Complesso museale nel quale viene allestita la mostra “Benozzo Gozzoli. La Madonna della Cintola”. Dipinta intorno al 1450 può essere ammirata nel suo splendore originale grazie al restauro sostenuto tramite un protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune di Montefalco, dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, da Sistema Museo e dal Club dei Lions di Foligno. L’intervento di restauro, che ha richiesto quattro mesi di lavoro intenso, è stato eseguito presso i laboratori dei Musei Vaticani.

Nel 1450, per l’altare maggiore della Chiesa di San Fortunato riformata dagli Osservanti, il giovane Benozzo dipinse a tempera e oro su tavola la splendida Pala raffigurante la Vergine Assunta al cielo nell’atto di donare la cintola a San Tommaso, come prova della sua assunzione al cielo. Benozzo, per la prima volta artista autonomo, dimostrò a Montefalco le sue capacità di decoratore sia nella Pala della Madonna della Cintola, sia nella decorazione ad affresco della chiesa di San Fortunato, quest’ultima in gran parte perduta, di cui sono conservate all’ingresso la lunetta con la Madonna tra i santi Francesco d’Assisi e Bernardino da Siena e sulla parete nord due opere frammentarie, una ieratica figura di San Fortunato e una Madonna col Bambino e un angelo di incredibile bellezza. Benozzo dipinse la pala della Madonna della Cintola per l’altare maggiore della chiesa secondo i più aggiornati dettami del gusto rinascimentale fiorentino, non più divisa in pannelli e ornata da pinnacoli, ma costituita da un’unica tavola quadrata tra due pilastri corinzi, conclusa da una cornice, e completata in basso da una predella continua, dove le Storie della Vergine sono separate da pilastrini dipinti.

 

La Pala, custodita nella Pinacoteca Vaticana, fu donata a Pio IX dalla comunità di Montefalco nel 1848, in occasione della concessione al borgo umbro del titolo di città. Oggi torna a Montefalco dopo 167 anni. Per l’esposizione nella Chiesa di San Francesco è collocata su un basamento per simularne l’originaria collocazione sull’altare; è inoltre possibile osservarla nella sua interezza, così come è stata fruita ed utilizzata per secoli, riuscendo ad apprezzare ogni particolare anche dell’originale struttura lignea.

La realizzazione della mostra è stata possibile grazie al sostegno della Regione Umbria, della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, della Camera di Commercio di Perugia e dell’Accademia di Montefalco, con il contributo di Fabiana Filippi e Casse di Risparmio dell’Umbria. La produzione è affidata a Sistema Museo, mentre il catalogo, edito da Silvana Editoriale, è a cura di Adele Breda.

 

“Questo restauro è un esempio di alleanza virtuosa tra comunità, territorio, imprese, amministrazioni e cultura – ha sottolineato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola - significativamente il progetto ha avuto il plauso di Sergio Mattarella, che ha voluto conferire al sindaco di Montefalco, Donatella Tesei, la Medaglia d'oro del Presidente della Repubblica. Un'iniziativa che è il sequel ideale di quella con cui lo scorso anno, grazie anche a un finanziamento della famiglia Caprai, è stata riportata nella Chiesa-Museo di San Francesco, luogo da cui era partita nel 1452, una lettera autografa di Benozzo Gozzoli. “Una storia – ha aggiunto Realacci - che è un esempio per tutto il Paese, da replicare. L''Italia infatti è forte se fa l'Italia, se scommette su ciò che la rende unica e desiderata nel mondo: bellezza, qualità, conoscenza, innovazione, paesaggio e coesione sociale”. “Come emerso dal recente rapporto 'Io Sono Cultura’ di Fondazione Symbola e Unioncamere – ha detto ancora Realacci - cultura e creatività in Italia producono 78,6 miliardi di valore aggiunto e 'attivano' altri settori dell'economia, turismo innanzitutto, arrivando a muovere 227 miliardi di euro. La cultura si conferma dunque un asset strategico che in Umbria vale oltre 936 milioni di euro e 20 mila occupati, ossia il 5,3% dei lavoratori di tutta la regione”.

Per saperne di più
Sistema Museo tel. 199 - 151123 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 escluso i festivi)
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Museo di Montefalco tel. 0742-379598
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www.museodimontefalco.it
Orari di apertura: luglio e agosto: 10.30-19; settembre e ottobre: 10.30-18; novembre e dicembre (chiuso lunedì e martedì): 10.30-13/14.30-17. È possibile prenotare l’apertura straordinaria per visite riservate

 

 

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