MOSTRE “Italia: Fascino e mito. dal Cinquecento al contemporaneo” alla Villa Reale di Monza

(TurismoItaliaNews) “Il Fascino e il mito dell'Italia. Dal Cinquecento al contemporaneo” è la grande mostra che in occasione di Expo 2015 ha voluto realizzare il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con il sostegno di Regione Lombardia, e prodotta da Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Skira editore e Cultura Domani.

 

Si tratta di un progetto ambizioso, che permetterà ai visitatori, di comprendere come il nostro Paese sia stato vissuto e interpretato nell'epoca moderna dai più importanti artisti stranieri, che ne hanno fatto uno dei soggetti preferiti e una delle più ricche fonti di ispirazione. Il progetto scientifico della mostra è stato elaborato a cura della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici e della Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici di Milano, che hanno raccolto attorno a questo tema un Comitato scientifico composto dai principali studiosi in ciascuno degli ambiti cronologici di riferimento.

 

Per almeno tre secoli, dall'inizio del Seicento a tutto l'Ottocento, l'Italia è stata la meta privilegiata degli uomini di cultura di tutta Europa e nel XIX secolo anche del Nuovo Mondo, in quanto il viaggio in Italia costituiva una tappa ineludibile del processo di formazione delle classi dirigenti europee. La mostra rievoca la fascinazione esercitata sui grandi artisti stranieri dai nostri monumenti, dai nostri paesaggi e dalle nostre tradizioni attraverso una serie di opere esemplari, tra le quali capolavori di pittura, scultura e fotografia, concessi in prestito dalle maggiori istituzioni museali italiane e internazionali. Viene inoltre evidenziato il ruolo dell'Italia quale "maestra delle arti", grazie a dipinti e sculture di celebri maestri stranieri come Lucas Cranach e Anton Van Dyck, Claude Lorrain, Valentin de Boulogne, Rubens, Gaspar Van Wittel, Angelika Kauffmann, Johann Zoffany e Anton Raphael Mengs, Joshua Reynolds, Ingres e Thorvaldsen, Jean-Louis Gèrome, e di maestri italiani assunti a modello, come Botticelli, Correggio, Michelangelo, Tiziano, Pompeo Batoni e Canova.

Agli inizi del Novecento gli artisti stranieri, specialmente francesi, sono attirati dal Prix de Rome, che, con il soggiorno a Roma all'Acadèmie de France in Villa Medici, rappresenta da generazioni l'obiettivo più ambito. Anche Henry Moore compie il suo "viaggio di formazione" in Italia, che nel 1925 lo porta a Roma, Firenze, Siena, Assisi, Padova, Ravenna e Venezia. Il mito di Michelangelo continuerà a irradiarsi lungo il secolo: in mostra lo si è illustrato con due splendide sculture di Henri Matisse e Auguste Rodin, con due magnifiche tele di Pablo Picasso e un intenso olio di Salvador Dalì. La mostra, che resta aperta sino al 6 settembre, si avvale della collaborazione di circa settanta enti prestatori, fra pubblici e privati, trenta quelli stranieri e quaranta italiani per un corpus di circa 120 opere provenienti da Italia, Europa e America.

 

 

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