L’Aquila ritrova la sua Basilica dopo la devastazione del sisma del 2009: San Bernardino è tornato a casa

dall’inviato Eugenio Serlupini, L’Aquila

E’ una testimonianza tangibile che L’Aquila può farcela a tornare alla normalità dopo il drammatico terremoto del 2009. La riapertura della Basilica di San Bernardino, pregevolissimo monumento della città abruzzese, costituisce la riappropriazione di uno spazio simbolico in cui la comunità si ritrova. E che può aiutare a ripartire l’economia del territorio pur in una situazione che resta complessa. Il restauro (abbinato al consolidamento) ha restituito la configurazione artistica settecentesca molto vicina a quella dell’epoca.

 

(TurismoItaliaNews) In città c’è ancora molto da fare dopo quel terribile terremoto che sei anni fa ha messo in ginocchio L’Aquila. Ma per gli aquilani il recupero della Basilica di San Bernardino – sottoposta ad un complesso consolidamento strutturale per ricucire le lesioni alla cupola e all’abside e ricostruire la torre campanaria parzialmente crollata – è un passaggio importante verso il ritorno alla normalità. Come era accaduto in Umbria dopo il sisma del 1997, la ristrutturazione dei monumenti più insigni insieme a quella delle case è un modo per ridare vita alla città. “La riapertura al culto della Basilica di San Bernardino è un esempio della ricostruzione dell'Aquila: opere pubbliche più belle di prima, a costi minori rispetto alla media e in tempi ragionevoli” ha commentato il sindaco Massimo Cialente davanti alla prima chiesa del centro storico che riapre le porte al culto.

L’investimento necessario per San Bernardino è stato pari a 25 milioni di euro e l’intervento è stato coordinato dal Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per Lazio Abruzzo e Sardegna. A cui si è acompagnato il restauro del controsoffitto ligneo dorato della navata centrale, effettuato grazie al finanziamento di 300mila euro della Fondazione Carispaq. Subito dopo il devastante terremoto era stato necessario mettere in sicurezza la struttura, soprattutto la cupola, evitando ulteriori crolli e recuperando i materiali piombati all’interno della navata principale rievocando un altro devastante sisma, quello del 1703, che aveva comportato la totale ricostruzione ad opera di tre celebri architetti dell'epoca: Cipriani, Contini e Biarigioni. Adesso il restauro ha consentito di riutilizzare per quanto possibile i materiali recuperati e di impiegare pietra locale per le risarciture.

 

“Abbiamo proceduto - sottolinea il direttore dei lavori Maurizio D’Antonio – al consolidamento dell’intero edificio nella sua articolazione in tre navate dotate cappelle laterali, spazio cupolato e grande abside, e con la ricostruzione del campanile parzialmente crollato sul convento e sulla chiesa. Complessivamente abbiamo restituito un aspetto estetico che la rende molto simile alla sua configurazione artistica settecentesca, con un assetto cromatico molto vicino a quello dell’epoca”. I lavori (condotti dall’associazione di imprese Donati Spa ed Eme Restauri di Roma) hanno permesso di far tornare alla luce, valorizzandoli, alcuni elementi dell’assetto quattrocentesco che in gran parte si conserva sotto l’apparato decorativo barocco conseguente alla ricostruzione settecentesca”. Alcune soluzioni tecniche sono all’avanguardia, come l’utilizzo per il consolidamento di “una serie di inghisaggi e con tiranti in acciaio inox che garantiscono una maggiore sicurezza per il futuro”, spiega l'ingegner Vito Ciano.

 

 
La basilica di San Bernardino si colloca fra le più importanti opere architettoniche realizzate a L'Aquila nella seconda metà del secolo XV. Il complesso fu realizzato per volere di San Giovanni da Capestrano, discepolo ed amico di fra’ Bernardino da Siena, allo scopo di offrire una degna collocazione alle reliquie del santo senese attraverso un'apposita cappella collocata nella sontuosa basilica all'interno della quale, nel 1472, furono trasferite le spoglie.
 

Il colpo d’occhio è notevole, soprattutto grazie allo splendido soffitto a cassettoni lignei, intagliati, dipinti e dorati, ad opera di Ferdinando Mosca da Pescocostanzo (1723-27), al quale è attribuito anche il magnifico organo monumentale; il soffitto venne poi dipinto da Girolamo Cenatiempo, allievo di Luca Giordano. Ora resta da completare il restauro degli apparati decorativi delle cappelle laterali e del corredo artistico.

 

Emozionante, quindi, è stato il momento della riapertura, con padre Carlo Serri, ministro provinciale dei Frati minori, chiamato a pronunciare la frase “Si aprano le porte della basilica di San Bernardino” che ha ufficialmente restituito la basilica al culto. E contestualmente sono tornate in chiesa anche le spoglie di San Bernardino da Siena scortate dall'arcivescovo dell'Aquila, Giuseppe Petrocchi, e il cui sarcofago è stato portato su un mezzo dell'Associazione Nazionale Alpini affidato al Gruppo Ana della frazione aquilana di Paganica. In questi anni i resti del santo erano stati conservati nella chiesa provvisoria costruita in piazza d'Armi.

“Questo evento riveste un profondo significato, religioso e civile - ha detto l'arcivescovo nell'omelia - si tratta della prima chiesa monumentale restituita al culto dopo il terremoto del 2009. Il magnifico restauro ridona questo capolavoro architettonico più bello e meglio valorizzato di prima. E sono proprio questi due avverbi, più e meglio, a rappresentare la sigla spirituale e culturale di tale evento”. “La città può rinascere più bella di prima, come sta accadendo in periferia e parti di centro storico – chiosa il sindaco Cialente – sono orgoglioso che L'Aquila si stia ricostruendo dando un buon esempio alla Nazione. La riapertura della basilica è il simbolo della ricostruzione dell'Aquila. Ci saranno tanti di questi giorni”.

 

E intanto L’Aquila e l’Abruzzo si mettono in vetrina anche ad Expo 2015 a Milano. “Adottate L'Aquila” è infatti lo slogan della campagna lanciata da Expo per ridare alla città un ruolo di primo piano negli itinerari turistici. Il progetto è stato presentato nell’ambito dell'evento “Tipici dei Parchi, un'esperienza per ricostruire. L'Aquila, Abruzzo. Adotta il nostro futuro”. L'offerta del territorio abruzzese viene raccontata all'Expo di Milano in una mostra all'interno del padiglione B di KipSchool: in 220 metri quadrati pannelli descrivono il paesaggio abruzzese, tra cascate, montagne, fiumi, boschi, mare e parchi.

Il sito del Comune dell’Aquila

 

 

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