Puglia: da Castel del Monte tra i boschi di conifere del Parco nazionale dell’Alta Murgia

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Castel del Monte è uno dei luoghi d’attrazione del Parco nazionale dell’Alta Murgia, in Puglia. Il territorio, grazie al contributo svolto dai percorsi ciclo-pedonali nel favorire la creazione e il consolidamento della Rete Ecologica e dei suoi corridoi di connessione, ha potuto contare – proprio in virtù della riscoperta della mobilità lenta - sulla valorizzazione del paesaggio, incidendo al contempo sul mantenimento, sul ripristino e sull’incremento dello scenario naturale e costruito.

 

(TurismoItaliaNews) I percorsi sono tutti da scoprire. Come quello da Castel del Monte a Serra Cecibizzo, che prende avvio dall'area di sosta posta in prossimità dell’antica costruzione, presso l'imbocco della statale 170 dir.A. Prosegue, attraversando una vasta estensione di prateria mediterranea sino ad incontrare, spostandosi ad est, la pista dell'Acquedotto Pugliese ed in seguito l'incrocio con la Provinciale 234. Attraversata questa rotabile si continua sul Viale dei Narcisi che, portandosi in direzione sud-est, confluisce su una strada interpoderale sino a giungere, alla fine svoltando a sinistra, alla strada comunale Piede Piccolo. Dalla strada comunale che viene percorsa in direzione nord-est per circa 700 metri si giunge, svoltando a destra, al Bosco di Serra Cecibizzo.

L’identikit
del Parco dell’Alta Murgia

Il Parco nazionale dell’Alta Murgia, istituito ufficialmente nel 2004, è tra i più estesi a livello nazionale con i suoi 68.077 ettari compresi nei territori di tredici Comuni, Altamura, Andria, Bitonto, Cassano Murge, Corato, Gravina in Puglia, Grumo Appula, Minervino Murge, Poggiorsini, Ruvo di Puglia, Santeramo in Colle, Spinazzola e Toritto. Il territorio del parco è caratterizzato da una suggestiva successione di creste rocciose, doline, dolci colline, inghiottitoi, cavità carsiche, scarpate ripide, lame, estesi pascoli naturali e coltivi, boschi di quercia e di conifere, dove l'azione perenne delta natura si mescola e convive con quella millenaria dell'uomo che ha edificato masserie in pietra, a volte fortificate per difendersi dall'attacco dei predoni, dotate di recinti e stalle per le greggi, cisterne, neviere, chiesette, specchie e reticoli Infiniti di muri a secco.

Oppure il percorso ciclopedonale Jazzo Rosso - San Magno - Castel del Monte tra i boschi di conifere. Nell'Alta Murgia questi ultimi sono ambienti di origine antropica creati per tamponare gli effetti della perdita di boschi naturali, avvenuta nel corso dei secoli a causa di incendi, della necessità di pascoli per favorire la transumanza e della trasformazione in terreni coltivati. Perciò
sono nati circa 4.700 ettari di nuovi boschi a prevalenza di pino d'Aleppo a cui si aggiungono circa 1.200 ettari di fustaie miste conifere-latifoglie. Il primo grande rimboschimento è stato quello di Mercadante in agro di Cassano e Altamura, a partire dal 1928, dopo l'alluvione che colpì la città di Bari agli inizi del secolo scorso. Lo scopo di questi rimboschimenti è sempre stato quello di protezione dai fenomeni di dissesto idrogeologico. I nuclei più estesi sono quello di Mercadante (circa 1.000 ettari), Acquatetta in agro di Spinazzola (1.083), quello limitrofo di Senarico (375), quello di Pulicchie in agro di Gravina in Puglia (882). Questi ambienti garantiscono, grazie all'ombrosità e umidità del suolo, un rifugio per numerose specie vegetali spontanee arboree come leccio, roverella, quercia spinosa, orniello e arbustive quali prugnolo, biancospino e perastro. Anche la comunità animate trova ampio riparo in questi ambienti come volpe, faina, gufo, tordela, sparviere e gli svernanti crociere, lucherino e peppola.

Partendo da Castel del Monte, si può raggiungere Andria per completare l’itinerario “federiciano” visitando i luoghi che attestano il forte legame fra l'imperatore e la città. La Cattedrale, fondata dai normanni è dedicata a Santa Maria Assunta, distrutta nel 1350, fu ricostruita ed ampliata per volere del duca Francesco II del Balzo (XV secolo) ed ancora a metà ‘800. Nella cripta sono sepolte Jolanda di Brienne e Isabella d'Inghilterra, seconda e terza moglie del sovrano. Porta Sant'Andrea, detta anche Arco di Federico II, sorge nel nucleo più antico della città, costituito da insediamenti rupestri ormai interrati.

Nel 1229, di ritorno dalla sesta crociata che gli aveva procurato la scomunica da parte del pontefice, l'imperatore trovò molte città pugliesi in rivolta. Secondo la tradizione gli andriesi gli consegnarono, invece, le chiavi della città: in ricordo, su questa porta urbica (ricostruita nel 1891) fu posta una lapide che recita "Andria fidelis nostra affixa medullis". Meritano una visita anche altri monumenti: oltre al Palazzo Ducale, le chiese di San Francesco, Sant’Agostino, Santa Maria di Porta Santa, San Nicola e Santissima Annunziata; più distanti Santa Maria dei miracoli, Santa Maria dell'Altomare, Santa Maria Vetere e Santa Croce.

 

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