Alba Iulia, la Cattedrale (ortodossa) dell'Incoronazione è il simbolo dell’unità cristiana e romena: tutto quello che c'è da vedere

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Giovanni Bosi, Alba Iulia / Romania

Lungo l’antica Via Principalis - la strada che nella Cittadella di Alba Iulia collegava la porta sud della fortezza romana con la porta settentrionale e dunque straordinaria testimonianza del passato della città di Apulum - sorge un autentico baluardo della storia della Romania: la Cattedrale arcivescovile ortodossa. Siamo nel cuore della Transilvania, in Romania, e questa è il simbolo dell’unità cristiana e romena e il Monumento dell’Unione.

 

(TurismoItaliaNews) La mole è imponente e tutto il complesso attira immediatamente l’attenzione quando si entra nella “stella” della Cittadella. Alba Iulia è famosa proprio per questo suo straordinario patrimonio artistico e culturale che l’accompagna dai tempi del dominio di Roma attraverso il medioevo e fino alla realizzazione della fortezza settecentesca che ancora oggi si piò ammirare. Con il suo altissimo campanile e una simmetria che la rende un capolavoro architettonico, la Cattedrale arcivescovile ortodossa romena sorveglia il territorio al pari della più antica e prospiciente chiesa di San Michele, altro capolavoro di pietra costruito nel XIII secolo in stile romanico gotico, ugualmente uno dei monumenti più importanti della Transilvania.

 

Eppure per il periodo storico in cui la cattedrale ortodossa è stata costruita, tra il 1921 e il 1922, in occasione dell'incoronazione di re Ferdinando I e della regina Maria, questa chiesa ha finito con l’assumere un significato speciale per la nazionale: è il simbolo dell’unità cristiana e romena. In pratica con l’integrazione della Transilvania (insieme a Bessarabia e Bucovina) alla Romania nel 1918 e la corona in mano a Ferdinando di Hohenzollern-Sigmaringen grazie ad una sapiente strategia militare che aveva visto la Romania in guerra a fianco della Triplice Intesa, il Paese era uscito dalla prima guerra mondiale rafforzato e potenziato. Tanto che lo stesso Ferdinando potrà essere incoronato Re diella Grande Romania il 15 ottobre 1922 con una cerimonia spettacolare nella storica sede principesca di Alba Iulia.

 

Il complesso della Cattedrale dell'Incoronazione e degli edifici annessi è stato edificato nella parte occidentale della città fortificata, l’antica Apulum dei Romani e la Bálgrad (parola di origine slava che significa Città Bianca) medievale in sostituzione del vecchio posto di guardia. “La costruzione – ci spiegano nella cettadrale - è stata concepita come una continuazione della fondazione della metropoli di Bálgrad, definita da Nicolae Iorga “la più salda ed utile costruzione dei Romeni al di là dei monti”, costruzione presso cui il principe Mihai Viteazul (Michele il Coraggioso) fece realizzare nel 1597 una Chiesa di pietra”. Che purtroppo è stata demolita tra il 1714 e il 1715 dagli Asburgo per dare alla città la forma attuale.

 

Dal punto di vista architettonico, la Cattedrale e le strutture di contorno si inquadrano nel movimento realista, avviato a cavallo tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX, da un gruppo di architetti romeni coordinati da Ioan Mincu e Petre Antonescu, i quali insistevano perché si ritornasse alle forme tradizionali. E così la costruzione è una sintesi di elementi architettonici e decorativi dei tempi dei principi valacchi Matei Basarab e San Constantin Brâncoveanu e simboleggiano l'unità del popolo romeno realizzata per la prima volta da Mihai Viteazul nel ’600. Il progetto della Cattedrale è quello della Chiesa principesca di Tárgoviste, a croce greca e si deve all'architetto Victor Gh. Stefanescu con la direzione dei lavori da parte dell’ingegner Tiberiu Eremie.

La scultura che ricorda la regina Maria all'ingresso della chiesa ortodossa

Il complesso rettangolare che circonda la Cattedrale è costituito da due grandi padiglioni a est, dove si trovano la residenza e l'amministrazione dell'Arcivescovado, e da due edifici piccoli nella parte occidentale (che racchiudono il campanile alto 58 metri) in cui si trovano l'amministrazione e il personale di servizio. Gli edifici sono collegati con gallerie sostenute da colonne e da arcate doppie, in modo da richiamare i chiostri monastici. L'entrata in Chiesa avviene attraverso un atrio aperto, a grandi arcate, sostenute da colonne con capitelli. Sul portale, decorato a motivi tradizionali, ci sono le effigi degli arcangeli Michele e Gabriele, lavorate a mosaico dal pittore Ioan Norocea, e ai lati le icone degli apostoli Pietro e Paolo e dei re biblici Davide e Salomone. Nelle nicchie dell'atrio quattro targhe di marmo ricordano altrettanti avvenimenti importanti: l'Unione del ‘600 realizzata da Mihai Viteazul (Michele il Coraggioso); la stampa del Nuovo Testamento, per la prima volta in lingua romena, da parte dei metropolita Simion Stefan nel 1648; il martirio di Horea, Closca e Crisan nel 1785; la ricostruzione dell'Unità religiosa dei Romeni nel 1948.

La strada romana Via Principalis risale al II - III secolo d.C.. Era la strada che collegava la porta sud della fortezza romana con la porta settentrionale. Di fronte alla sede della Legio XIII Gemina si intersecava Via Praetoria, la strada proveniente da Porta Praetoria (che si trova a metà sulla parete orientale della fortezza). Questo tratto di strada, che misura 7,30 metri di larghezza, scoperto durante gli scavi archeologici nel 2011, consisteva in uno strato di sabbia e ghiaia di 25-35 centimetri di spessore, coperto da grandi lastre di pietra. Tre canali di drenaggio per lo smaltimento dell’acqua piovana, realizzati a mattone, sono stati individuati sotto l'asse stradale.

La navata, imponente per grandezza, è dominata dalla cupola sorretta da quattro pilastri ottagonali rivestiti di marmo di Moneasa; l’interno è ornato con pitture murali ed affreschi eseguiti secondo l'antica tradizione iconografica dal pittore Costin Petrescu e dai suoi allievi. All’entrata ci sono i ritratti votivi del re Ferdinando e della regina Maria. L'iconostasi (cioè la struttura divisoria adorna di immagini sacre, interposta fra il presbiterio e la navata) è costruita di legno di quercia ed è stata lavorata dal maestro Babic con le icone dipinte da Ion Norocea; sui lati sono collocate le icone dei santi arcivescovi transilvani Ilie Iorest (1640-1642) e Sava Brancovici (1656-1683), dei beati confessori Visarion Sarai, Sofronie de la Cioara e del santo martiro Nicolae Oprea di Sáliste.

La cattedrale è consacrata alla Santissima Trinità ed ai Santi Arcangeli Michele e Gabriele; è cattedrale episcopale dal 1975, quando fu rifondata la Diocesi ortodossa di Alba Iulia e nel 1998 è stata elevata a rango di Arcivescovado. La cattedrale rimane nel contempo, simbolo e monumento della nostra unità nazionale come anche un santo luogo di pellegrinaggio.

La splendida chiesa di San Michele nella Cittadella di Alba Iulia, in Romania

 

 

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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