Gondola e gondolieri, il simbolo di Venezia nel mondo

Stampa
turismoitalianews   trenitalia   febbraio   marzo   Dinosaur Provincial Park   Washington   potenziamento   Iberia   gravity mountain bikefestival  

(TurismoItaliaNews) Per tutti la gondola è il simbolo di Venezia. Lunga ben 11 metri e pesante più di 600 Kg, è un’imbarcazione asimmetrica, dato che il lato sinistro è più largo di quello destro di 24 cm, motivo per cui naviga sempre inclinata su un fianco. Possiede un fondo piatto che le consente di superare anche fondali di pochi centimetri. Per la sua costruzione sono adoperati otto diversi tipi di legno e sono ben 280 le parti che la compongono. I soli elementi in metallo sono: il “fèro”(ferro) a 6 denti di prora (davanti), la cui forma a S simulerebbe  l’andamento del Canal Grande. La lunetta, posta sotto uno stilizzato corno ducale, simboleggia il ponte di Rialto, mentre i sei denti rappresenterebbero i sei sestieri in cui è divisa Venezia, e il “risso”(riccio) di poppa (dietro),che dovrebbe simboleggiare l’isola della Giudecca.

 

La costruzione di una gondola oggi può richiedere parecchi mesi e comporta circa 500 ore lavorative. Considerando che una gondola dura mediamente 20 anni, si può stimare che a Venezia servono circa 20 gondole l’anno. L’esperienza e la maestria necessarie per la costruzione di una gondola si acquisiscono attraverso molti anni di attività. Si diventa Maestro d’Ascia dopo almeno 36 mesi di lavoro e dopo aver sostenuto un esame.

Prima che la Gondola diventasse di esclusivo uso turistico, al centro della stessa veniva montata una copertura invernale e notturna chiamata felze, che era dotata di una porta e di finestre scorrevoli con veneziane e tendine, di specchi e di uno scaldino; serviva a proteggere i passeggeri sia dal freddo sia dagli sguardi indiscreti. La Gondola veniva realizzata nello squèro, un cantiere per le piccole imbarcazioni di legno, dagli squerarioli, i carpentieri specializzati nella costruzione di imbarcazioni in legno, e quindi anche di gondole. Il nome degli squeri deriva  dal greco "eskharion" (= cantiere, piccolo scalo per il varo); o dal nome dello strumento di lavoro, la squadra, detta in dialetto veneziano “squara”. In una Venezia sorta su un intrico di isole e canali, l'arte di costruire imbarcazioni era vitale e gli "squèri" costellarono la città come i gangli di un sistema linfatico. L’attività degli squeri continua fino all’istituzione dello "squero di Stato" che era l'Arsenale, attivo in Venezia fin dal XII secolo.
Nel corso degli anni molti squeri sono scomparsi e altri sono stati trasformati a causa della notevole diminuzione dell’uso delle barche a remi. L’attività degli squeri ancora presenti nella città è legata principalmente alla gondola e in parte alle altre imbarcazioni a remi e a vela tipiche della laguna di Venezia. Ancora oggi le gondole sono interamente costruite negli squeri da pochi artigiani che si tramandano l’arte da padre in figlio o da maestro ad apprendista. Lo squerarolo lavora a braccia apportando di volta in volta piccole modifiche, non essendovi progetti o disegni se non in casi particolari.

 

Il Gondoliere. Se si ripercorre la storia delle origini di Venezia ci si accorge che non si parla mai del gondoliere. La figura del gondoliere compare quando la gondola inizia a subire trasformazioni tali da renderla diversa dagli altri tipi d’imbarcazioni. I conducenti di qualsiasi barca erano chiamati, semplicemente, barcaioli. Successivamente, quando la gondola si perfeziona, il nome del suo conducente si distingue da quello di barcaiolo e diventa ‘gondolier’ poiché, saper guidare quell’elegante imbarcazione  era considerata una sorta di specializzazione, tanto che il termine gondoliere era, ed è anche oggi, sinonimo di “maestro di voga”. Solo così i gondolieri diventano parte integrante del complesso sociale. La figura del gondoliere infatti compare nelle opere di Carlo Goldoni e Giacinto Gallina. Entrambi raccontano del “gondolier de casada”, ovvero il gondoliere che lavora al servizio dei nobili dell’epoca della Repubblica di Venezia e che pertanto conosceva tutti i segreti delle più nobili casate. A differenza infatti degli altri servitori, avevano un rapporto con i loro padroni, che spesso infatti si confidavano con loro durante i loro tragitti in barca da un luogo all’altro.

Il primo articolo del codice del “pope”, termine usato a Venezia per indicare il gondoliere, dice di mantenere sempre una signorile dignità, specie durante la voga. Parliamo quindi del “vogar bel bello”, ovvero remare con compostezza e calma. È la tipica immagine del gondoliere di Venezia mentre rema sul Canal Grande. Per i gondolieri oggi esistono delle vere e proprie scuole, dove gli aspiranti possono frequentare corsi di formazione e apprendere ad esempio una lingua straniera, la cui conoscenza è indispensabile per coloro che svolgono questo mestiere.  I gondolieri apprendono inoltre nozioni di storia e storia dell’arte veneziana. per guidare una gondola occorrono alcuni requisiti: essere maggiorenni e sostenere un esame pubblico indetto dall’Ente Gondola, superato il quale ci si può iscrivere nell’albo dei gondolieri. Non solo, è previsto un tirocinio presso un gondoliere professionista, della durata variabile di 6 o 12 mesi, al termine dei quali si dovrà superare un esame pratico, una prova di guida, svolto in una giornata di alta marea o di grande traffico.

 

turismo italia news
turismoitalianews
TurismoItaliaNews.it
www.facebook.com/turismoitalianews
www.twitter.com/turismoitalianw

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...