Orvieto: l’antica Torre del Moro racconta la sua storia

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(TurismoItaliaNews) Alla fine del Duecento il Comune medievale di Orvieto, nel periodo di massima potenza economica e di maggiore equilibrio politico, trasferì i simboli del potere negli edifici pubblici più rappresentativi della Città, restaurando l’antico Palazzo Comunale e costruendo ex novo il Palazzo del Popolo e il Duomo. Al centro del nuovo sistema urbano, ristrutturando edifici già esistenti, si pose il Palazzo dei Sette con la torre detta del Papa, come cerniera, dall’alto della quale lo sguardo poteva spaziare sul “contado” con i suoi pivieri, o borghi e i suoi numerosi castelli (dai più vicini come Sugano e Viceno ai più lontani come Monteleone e Camposervoli, oltre l'orizzonte) e sul più vasto territorio dello stato orvietano che ad ovest si estendeva fino al mare, individuandone i confini geografici ad est nella catena montuosa preappenninica e verso nord nei piu evidenti monti del Cetona e dell’Amiata.

Nel XVI secolo, quasi certamente da Raffaele di Sante detto il Moro (che aveva data il nome al proprio sottostante Palazzo Gualtiero ed alla stessa contrada) anche la Torre fu chiamata del Moro. Nel 1865 nella Torre (alta 47 metri e orientata quasi perfettamente secondo i quattro punti cardinali) fu sistemata la vasca distributrice del nuovo acquedotto all’altezza di 18 metri; a seguito dei restauri del 1866 vi fu installato l’orologio meccanico e vi furono issate due campane civiche. La campana più piccola proveniva dalla Torre di Sant’Andrea e quella più grande dal Palazzo del Popolo, dove era rimasta dal 1313, anno in cui fu fatta fondere dal Capitano del Popolo Poncello Orsini, con impressi tutt’intorno il suo stemma e il suo emblema, i simboli delle 25 arti ed il sigillo del popolo della città di Orvieto.

 

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