«Constructive Alps»: selezionati i progetti per il Premio di architettura alpina 2015

La Svizzera e il Liechtenstein organizzano per la terza volta il concorso «Constructive Alps» che premia gli edifici costruiti nelle Alpi che si fanno apprezzare sia dal punto di vista estetico sia per la loro sostenibilità. Tra le 350 candidature presentate da tutto lo spazio alpino, la giuria del Premio internazionale ha selezionato 32 progetti e li ha invitati a partecipare alla seconda fase. Cinque sono italiani.

 

(TurismoItaliaNews) «Constructive Alps» rappresenta un contributo della Svizzera e del Liechtenstein all’attuazione della Convenzione delle Alpi e del Piano d’azione sul cambiamento climatico. Tra i progetti selezionati undici edifici sono stati realizzati in Svizzera, nove in Austria, cinque in Italia e due in Francia, Slovenia e Germania e uno in Liechtenstein. Come previsto dal bando, sono presenti sia ristrutturazioni che nuove costruzioni. Alcuni progetti sono ampliamenti di costruzioni esistenti, altri consistono nella ricostruzione degli edifici. Il rapporto con il patrimonio edilizio esistente è una chiave molto importante per affrontare il cambiamento climatico. Gli edifici costruiti negli anni ’60 e ’70 consumano spesso fino a sei/sette volte più energia rispetto a una casa passiva dei giorni nostri.

 

«Constructive Alps»:
il senso dell’iniziativa


Dopo il 2010 e il 2013, la Svizzera e il Liechtenstein insieme assegnano anche nel 2015 il «Premio internazionale per ristrutturazioni e costruzioni sostenibili nelle Alpi, Constructive Alps». Constructive Alps intende fare delle Alpi la regione modello nel campo della protezione del clima ed è espressione della cooperazione fra ministeri, enti di formazione e culturali e organizzazioni non governative. L’università del Liechtenstein supporta la giuria internaziona-le nell’esame qualitativo delle realizzazioni. La Cipra, Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, accompagna «Constructive Alps» con il sostegno tecnico e organizzativo.

Rinascita del villaggio

Il filo rosso che collega i progetti selezionati è la rinascita del villaggio nelle Alpi. Infatti, solo pochi dei progetti selezionati – ad esempio un edificio dell’Università di Innsbruck e una scuola dell’infanzia a Dornbirn (Austria) – si collocano in un contesto urbano. “Il rinnovato interesse per l’attività costruttiva all’interno del villaggio è accolto favorevolmente dalla giuria quale contributo significativo alla sostenibilità. Nelle Alpi è disponibile un ricco patrimonio costruito, che con interventi intelligenti può essere rifunzionalizzato e riutilizzato”, spiega Köbi Gantenbein, presidente della Giuria. La giuria ha pertanto accolto nella selezione finale diversi interventi di risanamento di edifici turistici, ad esempio una locanda in un edificio storico a Valendas (Svizzera) e un complesso che ospitava le stalle a Tolmin (Slovenia), ma anche case residenziali, come la casa Pölt a Welsberg/Monguelfo o la casa Ghesc a Montecrestese (Italia).

 

Le nuove costruzioni coniugano sostenibilità ed estetica

Anche le nuove costruzioni contribuiscono alla rinascita del villaggio: ad esempio la scuola dell’infanzia dalle linee essenziali di Muntlix (A), interamente costruita in legno proveniente dal bosco comunale. A Coldrerio (Ch) è stata costruita una scuola in argilla, lana e legno dalle forme nitide e lineari. In un piccolo villaggio nei pressi di Trento il fabbricato principale di un agriturismo si inserisce elegantemente nel paesaggio. In dettaglio i progetti selezionati per l’Italia riguardano: Ghesc, il villaggio laboratorio, Montecrestese; il risanamento della Contrada Beltramelli, Villa di Tirano; Casa Riga con Agriturismo, Comano Terme; Prà della casa, Madonna di Campiglio; Casa residenziale Pölt, Welsberg.

 

Nei prossimi mesi la giuria visiterà i progetti selezionati. Verificherà in particolare qual è il consumo di energia richiesto per la costruzione, l’utilizzo e il successivo smaltimento dell’edificio. La Giuria prenderà in considerazione anche l’impatto prodotto dalle costruzioni sulla regione e la popolazione, così come il consumo di suolo e le tecnologie impiegate. I vincitori saranno resi noti il 30 ottobre 2015 nel Museo alpino di Berna. Nell’occasione sarà anche inaugurata la mostra itinerante sui progetti selezionati. Questi saranno raccolti in un catalogo che sarà pubblicato come numero speciale della rivista di architettura “Hochparterre”.

Per l’attuazione della Convenzione delle Alpi

La Convenzione delle Alpi è il primo trattato internazionale vincolante per lo sviluppo soste-nibile di una regione di montagna. Nel 1991 gli otto Paesi alpini e l’Unione europea hanno sottoscritto la Convenzione quadro. L’attuazione nel dettaglio è regolamentata da otto protocolli. Con un Piano d’azione per il clima, gli Stati si impegnano ad attuare misure concrete e a mettere a disposizione i mezzi necessari affinché le Alpi diventino una regione modello per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico. Gli interventi di ristrutturazione e di costruzione sostenibili assumono qui un ruolo decisivo: nelle Alpi un terzo dell’energia viene consumata per costruire, riscaldare e smaltire edifici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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