In nome della sostenibilità a Ravenna nasce Kirecò, il Parco di innovazione per le imprese, il territorio e le persone

Un Parco di innovazione per le imprese, il territorio e le persone che grazie all'integrazione delle migliori tecnologie oggi sul mercato in tema di sostenibilità ambientale e ad un'architettura di estremo fascino, possa veicolare in maniera importante i temi dell'innovazione sociale ed ambientale. Accade a Ravenna e il suo nome già suscita curiosità: Kirecò.

 

(TurismoItaliaNews) Il motore dell’iniziativa, che si pone al momento come avamposto di una rete di esperienze analoghe che potranno svilupparsi in Emilia - Romagna così come in altre regioni italiane, è la società cooperativa per la sobrietà ambientale Impronte di Ravenna. “Il progetto – ci spiega il presidente Antonio Lazzari - nasce per realizzare un luogo che faccia della comunicazione dell'innovazione sociale il suo punto di forza, un luogo di attrazione per tutte le realtà che vogliono percorrere nuove strade, siano essi privati, aziende o pubblica amministrazione”.

Ma qual è allora l’idea? Il Parco si basa sull'idea fondante che grazie alla progettazione partecipate qualunque idea può crescere e diventare spazio dove le energie positive si scatenano concretizzandosi e diventando realtà. Il progetto è partito da un'idea semplice basata su una necessità specifica di Impronte (cioè di avere nuovi uffici), si è sviluppata integrandola in uno specifico contesto urbano identificato per il particolare interesse sia dal punto di vista logistico che sociale, è proseguito con la creazione di un'idea architettonica che rendesse visibile e tangibile la storia del percorso, si è concluso con una progettazione ingegneristica che prevedesse tutte le soluzioni tecnologiche e gli spazi comunicativi necessari per divenire un hub della comunicazione, un centro di incubazione e di veicolazione di idee e progetti sostenibili.

 

Il Comune di Ravenna è così diventato sostenitore del programma mettendo a disposizione il terreno sul quale il progetto sta diventando realtà, con l’ultimazione dei lavori già entro la fine del 2015. L'idea del centro e della sua originale ed unica soluzione architettonica nasce dal concetto di pervasività con il territorio e con lo spirito umano. Il territorio della città, relativamente ai temi ambientali e sociali è pensato come un luogo vivo, ma basato prevalentemente su una vita di singole particelle che si muovono sulla superficie o in profondità, a livelli diversi che spesso non comunicano e non si interfacciano. Una sorta di stagno pullulante di vita, ma comunque uno stagno che non riesce a crescere e svilupparsi in maniera coordinata. “Per verificare e controllare quanta vita vi è in uno stagno che apparentemente è immobile ed inanimato – spiega il presidente Antonio Lazzari - di solito i bambini vi lanciano al suo centro un sasso: dai movimenti che l'impatto causa riescono a scoprire la bellezza e la dinamicità di un ambiente insospettato ed apparentemente invisibile.

La struttura innovativa che si sta costruendo a Ravenna

L'intera architettura dell'area, interna ed esterna, è progettata e realizzata per concretizzare visivamente questa idea, per stupire, per affascinare”. Un luogo dove ritrovarsi, trascorrere il tempo libero, giocare, scambiare esperienze, coltivare un piccolo orto urbano e persino praticare sport estremi in massima sicurezza. Con tante altre potenzialità.

 

L'intero progetto architettonico sviluppa la metafora dei sassi lanciati nello stagno attraverso le sue forme sia nella struttura edilizia che nella progettazione naturalistica del parco. I materiali saranno ogni volta che sarà possibile di origine naturale e/o riciclati e/o riciclabili e riutilizzabili. E per far meglio comprendere la natura del progetto, a fine settembre si è tenuto il festival delle Sostenibilità creative, “per noi tre giorni di grandi emozioni e un modo molto coinvolgente per conoscere nuove realtà e nuove persone”. Questi tre giorni sono stati l'avvio di un cammino, la nascita di un progetto, il Parco Kirecò appunto, che vedrà nelle prossime settimane crescere e svilupparsi la fase finale del suo cantiere. “Siamo consapevoli che in men che non si dica saremo nuovamente presi dalla quotidianità della sua costruzione e dai problemi che ogni giorno contornano il lavoro di tutti. Saranno settimane o mesi non importa, il 2016 sarà, per noi l'anno di apertura” chiosa il presidente della cooperativa.

Un anno che arriva dopo ben otto anni di lavoro, esperienze, scollamenti e scoramenti, gioie e grandi esaltazioni. “Tutto questo abbiamo cercato di metterlo in questo Festival e speriamo che una piccola parte rimanga con te lungo il rientro. Per questo Sostenibilità Creative è per noi un percorso di cambiamento e non solo un festival. I cambiamenti si fanno camminando insieme e insieme programmando il futuro, consapevoli che quello che accadrà non sarà quello che avremo programmato, ma consapevoli che accadrà a tutti noi e che ci vedrà ancora insieme a scrivere nuove pagine di questa storia”.

 

Per saperne di più
www.kireco.eu
www.impronte.coop

 

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